Il fragile slancio iniziale di Wall Street si è esaurito già nella prima ora di scambi.
L’ottimismo per un possibile taglio dei tassi che ha rapidamente ceduto il passo ai timori di un rallentamento economico, alimentati dai deludenti dati sull’occupazione di agosto. Alle 16:30 le borse Usa virano in negativo, con il Dow Jones che perde lo 0,5%, l’S&P 500 lo 0,4% e il Nasdaq lo 0,3%.
Alle 15:30 i principali indici Usa aprono in positivo nel giorno del Jobs Friday che ha confermato i segnali di debolezza del mercato del lavoro americano, rendendo certo il taglio dei tassi da parte della Fed nella riunione dell’11 settembre. L’S&P500 e il Nasdaq, guadagnano, rispettivamente, lo 0,4% e lo 0,6%, mentre il Dow Jones sale dello 0,2%.
I dati mensili sulle buste paga non agricole (Non farm payrolls) hanno offerto ulteriori prove che il mercato del lavoro Usa si è indebolito durante l’estate. Lo scorso mese sono stati aggiunti solo 22.000 posti di lavoro, secondo il rapporto diffuso dal Federal Bureau of Statistics. Si tratta di un dato inferiore alle attese del 71%, in quanto gli economisti intervistati dal Wall Street Journal si aspettavano circa 75.000 nuovi posti.
Di contro i listini hanno avuto una reazione positiva e anche il rendimento del decennale Usa è sceso al 4,07%. Parallelamente il dollaro, misurato dal paniere Dxy, è calato dello 0,65% a 97,65. Infine, l’indice di volatilità Vix, noto anche come “indice della paura”, perde un 2,4% e si comprime sotto i 15 punti, segnalando tranquillità degli operatori.
Stando ai dati forniti dal Cme FedWatch Tool, i trader, dopo la diffusione del dato, attribuiscono una probabilità del 100% al fatto che la Federal Reserve taglierà i tassi di interesse di 25 punti base questo mese mentre sale al 2% la possibilità di un taglio più ampio, pari a mezzo punto percentuale. «Un taglio di 50 punti base è di nuovo sul tavolo. Probabilmente tutti erano più concentrati sulle revisioni che sulla cifra principale. Con le revisioni, la creazione netta di posti di lavoro è stata quasi pari a zero», ha dichiarato Brian Jacobsen, capo economista di Annex Wealth Management.
Passando alla Fed, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal già a inizio settimana, il segretario al Tesoro Scott Bessent prevede di iniziare a intervistare i candidati per la carica di prossimo presidente della Fed a partire da oggi.
Da segnale, inoltre, che il consiglio di amministrazione di Tesla ha concesso a Elon Musk un pacchetto retributivo che può arrivare fino a 1.000 miliardi di dollari se raggiungerà obiettivi ambiziosi, tra cui portare il valore di mercato della società a 8.500 di dollari (dai 1.100 miliardi attuali), circa il doppio delle dimensioni di Nvidia.
Infine, per quanto riguarda i dazi, gli Stati Uniti hanno ridotto le tariffe sulle automobili e sui componenti giapponesi dal 25% al 15% dopo l’intesa raggiunta il mese scorso con Tokyo.
Ecco cinque titoli da monitorare nel corso della seduta.
Il produttore di semiconduttori e software è tornato in utile e ha superato le aspettative sulle vendite trimestrali. Le azioni sono salite del 15% all’apertura di Wall Street.
La società attiva nel settore dell’abbigliamento sportivo ha rivisto al ribasso le proprie previsioni, affermando che dazi più elevati e la fine dell’esenzione de minimis ridurranno l’utile dell’anno fiscale di 240 milioni di dollari. Le azioni sono scese di più del 20% all’apertura dei mercati Usa.
Le azioni della società di firme elettroniche sono salite del 6,3% nei primi minuti di contrattazione a seguito della notizia per cui l’azienda ha aumentato le proprie previsioni annuali, grazie alla spinta per ampliare l’offerta legata all’intelligenza artificiale.
Il produttore di armi ha registrato utili e vendite migliori delle attese, sostenuti dalla domanda di nuovi prodotti. Il titolo apre a +5%.
La società attiva nel settore dei software per l’automazione ha rivisto al rialzo le previsioni sui ricavi annuali, favorita dall’offerta legata all’AI. Il titolo è salito del 2,4% all’apertura dei mercati Usa.