Wall Street chiude debole. Il Dow Jones perde lo 0,37%, l’S&P500 segna -0,07% e il Nasdaq +0,03%.
Nel corso della riunione di gabinetto iniziata alle 17:00 ore italiane, il presidente Usa Donald Trump ha inasprito la retorica in merito alla politica commerciale. Il tycoon ha annunciato una nuova stretta tariffaria destinata a colpire i Paesi membri del blocco Brics - Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica - che dovranno affrontare un dazio aggiuntivo del 10%. «Chiunque faccia parte dei Brics riceverà un’imposizione del 10%», ha dichiarato, precisando che le nuove tariffe verranno applicate «molto presto».
Trump ha motivato la misura accusando i Brics di voler «distruggere il dollaro» per sostituirlo con un’altra valuta di riferimento globale. «Sarebbe come perdere una guerra», ha affermato, aggiungendo che non intende permettere che accada.
Nel corso dello stesso incontro, il presidente Usa ha inoltre minacciato di reintrodurre i cosiddetti dazi reciproci sull’Unione Europea, annunciando che entro due giorni sarà inviata una lettera ufficiale al blocco dei 27 Paesi, con l’indicazione dei nuovi dazi da applicare a partire da agosto. Sebbene i negoziati con Bruxelles siano ancora in corso, Trump ha espresso insoddisfazione per le politiche europee nei confronti delle imprese tecnologiche americane.
A rincarare la dose, il presidente Usa ha poi annunciato una nuova serie di misure protezionistiche: gli Stati Uniti imporranno dazi del 50% sulle importazioni di rame.
Contestualmente, ha anticipato l’introduzione di tariffe fino al 200% sui prodotti farmaceutici. Le aziende avranno però fino a un anno e mezzo di tempo per rilocalizzare le rispettive catene di approvvigionamento prima che i nuovi dazi entrino effettivamente in vigore. Il presidente Usa ha anche annunciato l’imposizione di nuove tariffe sui semiconduttori, pur senza fornire dettagli su entità o tempistiche.
L’S&P500 e il Nasdaq perdono lo 0,1%, mentre il Dow Jones scendono dello 0,3%.
A pesare sui listini sono le dichiarazioni di Trump sulla piattaforma social Truth. Il presidente Usa ha dichiarato:«Come da lettere inviate ieri a vari Paesi, oltre alle lettere che saranno inviate oggi, domani e nel prossimo breve periodo, il pagamento dei dazi inizierà il 1° agosto 2025. Questa data non ha subito modifiche e non subirà modifiche. In altre parole, tutti i pagamenti saranno dovuti e pagabili a partire dal 1° agosto 2025.
Lunedì 7 luglio Trump ha inviato lettere a 14 Paesi, tra cui Giappone e Corea del Sud, annunciando nuove tariffe fino al 40%, ma ha rinviato l’entrata in vigore al 1° agosto (esclusa la Cina). Le misure mirano a ridurre i deficit commerciali e potrebbero aumentare se i Paesi colpiti reagiranno con controdazi. Nelle lettere, Trump ha sottolineato il problema del deficit commerciale degli Stati Uniti, ovvero il fatto che l’America importa più beni di quanti ne esporti verso quei Paesi. Ha aggiunto che i dazi saranno anche una risposta a politiche che, secondo lui, ostacolano la vendita di prodotti americani all’estero. Inoltre, nel contenuto delle missive, ha incoraggiato i leader stranieri a produrre negli Stati Uniti per evitare i dazi.
Tutto questo si inserisce nel contesto della scadenza inizialmente fissata per la mezzanotte del 9 luglio, entro cui i Paesi coinvolti avrebbero dovuto trovare un accordo per evitare l’inasprimento dei dazi. Dal mese di aprile era già in vigore un’imposta minima del 10%, ma nelle 14 lettere inviate lunedì, Trump ha minacciato aumenti ulteriori in caso di ritorsioni commerciali. Ha inoltre precisato che le nuove tariffe saranno «separate da tutte le tariffe settoriali», il che implica che, ad esempio, non si sommeranno al dazio del 25% già applicato alle auto — come confermato dalla Casa Bianca — e lo stesso principio varrà per eventuali futuri dazi specifici per settore.
Nonostante le ripetute critiche rivolte all’Unione Europea, che più volte era stata minacciata di nuovi dazi, il blocco comunitario al momento non figura tra i destinatari delle lettere.
«Non commentiamo lettere che non abbiamo ricevuto», ha dichiarato lunedì pomeriggio Olof Gill, portavoce della Commissione Europea. Il ministro irlandese degli Esteri e del Commercio, Simon Harris, ha invece sottolineato: «Da quanto ci risulta, ci sarà un’estensione dello status quo fino al 1° agosto, per consentire ulteriori negoziati verso un accordo di principio reciprocamente vantaggioso».
Gli investitori valutano le ultime mosse sul fronte della politica commerciale del presidente Trump, tra cui la decisione di estendere di tre settimane la sospensione dei cosiddetti dazi reciproci. Il Dow Jones scende dello 0,16%, l'S&P 500 tratta in lieve rialzo dello 0,03% e il Nasdaq guadagna lo 0,26% Il cambio euro dollaro scende dello 0,1% a 1,1696, mentre il rendimento del decennale Usa si attesta al 4,431%. Poco mosso il petrolio: il Wti perde lo 0,4% a 67,68 dollari al barile e il Brent lo 0,1% a 69,46 dollari.
Lunedì, Trump ha notificato a 14 nazioni, principalmente asiatiche, le tariffe imminenti, in gran parte allineate al blitz dell’aprile scorso chiamato ‘Liberation Day’, segnalando però una certa flessibilità per la conclusione di accordi. Ha inoltre esteso il periodo di grazia sulle tariffe generali dal 9 luglio all’1 agosto. «Sta prevalendo un sollievo provvisorio mentre si digeriscono le prime decisioni di Trump», ha commentato Christoph Rieger di Commerzbank Research.
Si prevede che Trump contatterà altri Paesi con proposte unilaterali di tariffe nel corso della settimana. Tra le nazioni che hanno ricevuto lettere ieri ci sono Corea del Sud e Giappone, entrambe destinatarie di tariffe al 25%, nonostante le ampie trattative di Tokyo con Washington. ll principale negoziatore commerciale giapponese ha dichiarato che i colloqui hanno fatto progressi dopo un incontro con il Segretario al Commercio Howard Lutnick, ma ha sottolineato che ogni accordo dovrà includere il settore automobilistico, l’industria chiave del Giappone. Il Primo Ministro Shigeru Ishiba ha detto che cercherà un accordo per tutelare gli interessi giapponesi, avvertendo però di possibili perdite di posti di lavoro.
Tra i partner commerciali non notificati lunedì figurano l’Unione Europea e Taiwan, suscitando speculazioni tra gli analisti sulla possibilità che siano tra i prossimi destinatari delle lettere o di accordi preliminari.
Ecco cinque titoli da monitorare nel corso della giornata.
Le azioni scendono dopo che la Casa Bianca ha annunciato che farà rispettare la sospensione dei crediti d’imposta per l’energia pulita più rapidamente del previsto. Il titolo apre a -9,4%.
Per ragioni analoghe a quelle che hanno causato il ribasso di SunRun, FirstSolar scende del 3% in apertura.
L’evento Prime Day dell’azienda inizia martedì 8. Le vendite dovrebbero raggiungere un record di 12,9 miliardi di dollari negli Usa, in crescita del 53% rispetto all’anno scorso, secondo Emarketer. Quest’anno l’evento durerà quattro giorni invece di due. Il titolo Amazon scende dello 0,3% in apertura.
Mark Zuckerberg ha arruolato un altro nome di spicco per la nuova divisione Superintelligence di Meta, assumendo un ricercatore di intelligenza artificiale di primo piano proveniente da Apple. Le azioni aprono a +0,1%.
La società sudcoreana prevede un calo di oltre il 50% dell’utile operativo trimestrale rispetto all’anno precedente, penalizzata dalle restrizioni commerciali Usa alla Cina e dal ritardo nelle vendite di chip Ai a Nvidia. Il titolo segna -0,5% in apertura.