Wall Street chiude una seduta rocambolesca, caratterizzata da altissima volatilità (Vix +6,5%), con il Dow Jones in calo dello 0,9%, lo S&P 500 dello 0,2%, mentre il Nasdaq chiude lievemente positivo (+0,1%). Petrolio ancora giù, con il Wti in ribasso dell’1,7% a 60,96 dollari al barile. Euro in rialzo dello 0,2% a 1.09417 dollari. Mentre il rendimento del T-Bond decennale sale al 4,218%.
Wall Street parte in pesante ribasso, poi gira in positivo, poi torna ancora in rosso. Il su e giù è continuo. La Casa Bianca ha smentito che Trump stia valutando di fermare l’aumento dei dazi per 90 giorni. così come ha dichiarato il Direttore del Consiglio economico nazionale degli Stati Uniti Kevin Hasset. E ora Trump minaccia nuovi dazi del 50% sulla Cina a partire dal 9 aprile se Pechino non rimuove i dazi di ritorsione. Lo ha dichiarato sul suo social Truth.
In finale di seduta Trump ha ribadito che gli Stati Uniti non sospenderanno i dazi. «Non ci stiamo pensando», ha detto parlando dallo Studio Ovale dove ha incontrato il premier israeliano, Benjamin Netanyahu. Il presidente ha poi aggiunto che molti Paesi hanno negoziato con Washington e che cercherà di raggiungere «accordi equi» con ciascuno di loro. Trump ha poi ribadito che gli Stati Uniti «sono stati truffati da molti Paesi nel corso degli anni». «Non possiamo più farlo. Non possiamo più essere stupidi», ha aggiunto.
Sull’Unione Europea, Trump ha detto che «è stata molto, molto cattiva con noi. Non prendono le nostra macchine come il Giappone, non prendono i nostri prodotti agricoli, non prendono praticamente niente e però mandano milioni di auto ogni anno: Mercedes Benz, Volkswagen, Bmw». Trump ha detto che il rapporto «deve essere giusto, reciproco. Non è giusto. Abbiamo un deficit con l'Unione Europea di 350 miliardi e scomparirà presto», ha insistito. «E una delle ragioni», ha continuato, «uno dei modi con cui (il deficit, ndr) sparirà facilmente e velocemente è che dovranno comprare da noi l'energia, perché noi ne abbiamo bisogno. Dovranno comprala da noi».
«La maggior parte dei ceo con cui parlo direbbe che siamo probabilmente in recessione in questo momento», ha dichiarato il ceo di BlackRock Larry Fink a un pranzo dell'Economic Club di New York. Il numero uno del gigante della gestione patrimoniale ha detto che un comportamento più cauto dei consumatori si manifesta da settimane nelle prenotazioni di voli aerei e in altri indicatori. «Stiamo assistendo a una vera e propria recessione in vari settori», ha detto.
Intanto è stata cancellata la conferenza stampa del presidente Usa, Donald Trump, e del premier israeliano, Benjamin Netanyahu, in visita a Washington.
Wall Street apre la seduta in rosso. Alle 15.30 il Dow Jones perde il 1,65%, il Nasdaq perde il 2,29%, lo S&P 500 il 2,13%.
Gli investitori speravano di avere nel fine settimana notizie positive che l’amministrazione Trump stesse portando avanti negoziati di successo con i Paesi per abbassare le aliquote tariffarie . La speranza era il governo stesse considerando di ritardare la serie di tariffe reciproche che sarebbero dovuto entrare in vigore il 9 aprile. Invece, il presidente e i suoi principali consiglieri hanno minimizzato la svendita. Il presidente Trump ha dichiarato domenica sera, a proposito della svendita del mercato: «Non voglio che nulla scenda, ma a volte bisogna prendere delle medicine per risolvere le cose».
Trump ha aggiunto: «Abbiamo un deficit commerciale di trilioni di dollari con la Cina, centinaia di miliardi di dollari all’anno che perdiamo con loro. E se non risolviamo questo problema, non farò un accordo».
La Federal Reserve ha annunciato una riunione a porte chiuse del Board of Governors per le 11.30 ora locale, 17.30 ora italiana.
La banca centrale prenderà in considerazione «la revisione e la determinazione da parte del Board of Governors dei tassi da applicare alle banche della Federal Reserve».
Alle 15.30 il titolo è crollato di quasi il 7%. La società di veicoli elettrici guidata da Elon Musk ha subito un calo di oltre il 40% nel 2025 e di quasi l’8% ad aprile, a causa di una combinazione di venti contrari alla catena di fornitura dovuti ai dazi di Trump.
Alle 15.30 le azioni salgono del 5,3%. L’analista di Citi Paul Lejeuz ha previsto risultati positivi per la catena di negozi discount e ha migliorato il titolo da neutral a buy.
Alle 15.30 Stellantis perde il 9%, Ford quasi il 3% e General Motors il 5%. I titoli delle case automobilistiche storiche sono calati poiché gli investitori sono preoccupati per la mancanza di risoluzione sulla controversa politica tariffaria del presidente Donald Trump annunciata la scorsa settimana.
Alle 15.30 il titolo perde il 5,6%. Gli analisti di Ubs hanno previsto che la guerra commerciale che potrebbe scoppiare potrebbe causare la riduzione della domanda di macchinari a causa dei prezzi più alti.
Alle 15.30 le azioni perdono il 1,5%. Lunedì le azioni bancarie sono nuovamente scese, poiché gli investitori erano preoccupati per una potenziale recessione economica.Il ceo Jamie Dimon ha avvertito nella sua lettera annuale che i nuovi dazi avrebbero aumentato l’inflazione e danneggiato l’economia statunitense. (riproduzione riservata)