Diverse banche regionali e alcune più grandi sono scese dopo che S&P Global ha tagliato i loro rating di credito e ha rivisto al ribasso le prospettive, citando condizioni operative «difficili». JPMorgan Chase, per esempio, ha perso il 2,1%. Il Dow Jones ha pertanto chiuso in calo dello 0,5% e lo S&P500 dello 0,3% mentre il Nasdaq ha segnato un +0,1%.
Wall Street inverte la rotta e scambia sotto la parità. Alle 19:20 il Dow Jones cede lo 0,55%, l’S&P 500 lo 0,35% mentre il Nasdaq è piatto. Sulle borse Usa si spegne l’entusiasmo per la mega ipo di Arm (leggi sotto) e sale il nervosismo per il simposio dei banchieri centrali di Jackson Hole (leggi sotto). Sul fronte macro ad agosto migliora l’indice Fed di Richmond, che misura lo stato del settore manifatturiero. L’indicatore resta in territorio negativo, ma si porta a -7 punti dai -9 di luglio, in linea con le stime.
Quanto all’immobiliare, a luglio le vendite di case esistenti calano di nuovo. Sono passati di mano a un tasso annualizzato poco meno di 4,1 milioni di case e appartamenti, con un calo del 2,2%, al di sotto delle attese degli analisti che si aspettavano 4,15 milioni di case vendute. D’altra parte, il prezzo medio continua a crescere, aumentando dell’1,9% su base annua a 406.700 dollari. Tuttavia, il valore è in calo rispetto a giugno, quando il prezzo medio era di 410 mila dollari. Infine, le vendite al dettaglio delle catene nazionali nella terza settimana di agosto sono salite del 2,9% a livello annuale. Lo rileva il Redbook Research Index.
Wall Street prosegue la seduta contrastata. Alle 17:00 il Dow Jones cede lo 0,4%, l’S&P 500 è piatto mentre il Nasdaq sale dello 0,4%. Le borse Usa attendono la più grande ipo del 2023, quella di Arm, il gioiellino di SoftBank. La società tech inglese che progetta chip ha presentato i documenti ufficiali per la quotazione sul Nasdaq, che secondo indiscrezioni dovrebbe avvenire a inizio settembre con una valutazione compresa tra 60 e 70 miliardi.
Dalle risposte al sondaggio predisposto dalla Fed di Philadelphia sulle prospettive delle imprese non manifatturiere ad agosto emerge una continua debolezza. L’indicatore dell’attività generale a livello aziendale è diminuito di 3 punti a -0,5%, mentre l’indice delle vendite/ricavi è passato dal 4 di luglio al -5,7 di agosto. Male anche i nuovi ordini, scesi di 3 punti a -16.
L’indice relativo all’occupazione a tempo pieno continua a suggerire un aumento complessivo nonostante la discesa di 4 punti a 8,1. Sono aumentati invece sia gli indici dei prezzi degli input, salito di 7 punti a 46,2, sia quello dei beni e servizi delle imprese, passato da 7,8 a 14,6. Nel complesso, gli intervistati continuano ad aspettarsi una crescita nei prossimi sei mesi, anche se l’ottimismo è un po’ meno diffuso.
Wall Street apre la seduta in rialzo. Alle 15:30 il Dow Jones è piatto, l’S&P 500 sale dello 0,24% e il Nasdaq dello 0,5%. Dopo Moody’s anche S&P cala scure su banche Usa e abbassa il rating di cinque istituti (Associated Banc, Comerica, KeyCorp, Umb Financial e Valley National Bancorp) da stabile a negativo per via dell’aumento dei costi di finanziamento e delle difficoltà nel settore immobiliare, che metteranno alla prova la solidità creditizia. Inoltre, per S&P i rapidi rialzi dei tassi della Fed hanno accresciuto i costi dei depositi presso le banche, costrette a pagare interessi più alti per impedire una fuga dei clienti.
Ma gli occhi dei mercato restano puntati sul simposio di Jackson Hole, che riunisce i banchieri centrali della Fed. In attesa di possibili indizi sulle prossime mosse nel vertice di settembre, il dollaro guadagna terreno sull’euro: il cambio è a 0,9210 (+0,36%). Il rendimento del Treasury decennale invece non si schioda dai massimi: è al 4,344% (+0,002%). Seduta sottotono infine per il petrolio: il prezzo del Brent scende dello 0,2% e quello del Wti dello 0,35%. Ecco cinque titoli da monitorare martedì 22 agosto.
Alle 15:30 il titolo Meta sale dello 0,55%. La Big Tech ha chiesto a un tribunale norvegese di bloccare la multa che l’Autorità a protezione dei dati della Norvegia ha imposto alla holding di Facebook, Instagram e WhatApp. Meta è stata multata di 1 milione di corone (94.313 dollari) al giorno, fino al 3 novembre, per aver raccolto i dati degli utenti e averli utilizzati per indirizzare loro pubblicità. La società ha chiesto di sospendere la sanzione perché sta lavorando per ottenere il consenso degli utenti.
Alle 15:30 le azioni Microsoft cresce dello 0,7%. La Big Tech prova a portare a termine l’acquisizione da 69 miliardi di Activision: per superare l’opposizione dell’Antitrust Uk, la società di videogiochi sarebbe pronta a cedere i diritti per lo streaming di tutti i suoi prodotti presenti e futuri a Ubisoft. L’accordo avrebbe una durata di 15 anni, riguarderebbe tutti i diritti extra-Ue e verrebbe portato a termine solo in caso di via libera alla fusione.
Alle 15:30 il titolo Bhp cede l’1%. La più grande società mineraria del mondo ha riportato il profitto annuale più basso degli ultimi tre anni dopo il deterioramento delle prospettive economiche della Cina, il maggiore cliente di ferro della società. Nei 12 mesi fino a giugno 2023 l’utile operativo di Bhp è sceso del 37% a 13,4 miliardi, al di sotto delle stime degli analisti. Di conseguenza la società pagherà un dividendo di 80 centesimi per azione rispetto agli 1,75 dollari del 2022.
Alle 15:30 le azioni Baidu guadagnano l’1,4%. Nel secondo trimestre il principale motore di ricerca della Cina ha battuto le attese sui ricavi, cresciuti del 15%, grazie alla spinta della pubblicità online. Il fatturato è salito a 34 miliardi di yuan (4,28 miliardi di euro), oltre le aspettative degli analisti (33,2 miliardi di yuan). I profitti, invece, hanno toccato 5,2 miliardi di yuan (+43%), cifra che però è inferiore dell’11% rispetto al trimestre precedente.
Alle 15:30 il titolo Zoom cede il 4%, sebbene i risultati della società di videoconferenza abbiano superato le attese. Zoom ha registrato un utile rettificato per azione di 1,34 dollari su un fatturato di 1,14 miliardi. Gli analisti si aspettavano invece 1,05 dollari per azione su un fatturato di 1,12 miliardi. Anche le previsioni sugli utili del terzo trimestre e dell’intero 2023 hanno battuto il consenso, ma il contesto macroeconomico debole e i recenti licenziamenti spingono gli investitori a restare cauti sul titolo. (riproduzione riservata)