Wall Street in rosso per colpa dei tassi sui mutui ai massimi da 21 anni. Quello fisso trentennale medio per l’acquisto di una casa tocca il 7,09%, un anno fa era intorno al 5%. Così il Dow Jones chiude in calo dello 0,8%, lo S&P500 dello 0,8% e il Nasdaq dell’1,2%.
I tassi dei mutui hanno subito un'impennata nell'ultimo anno a seguito dei rialzi dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve, portando il livello di acquisto delle case ai minimi degli ultimi decenni. Negli Stati Uniti (come in Italia) comprare casa è diventato più oneroso a causa del costo aggiuntivo del finanziamento del mutuo, e i proprietari di case che in precedenza avevano ottenuto tassi più bassi sono riluttanti a vendere. La combinazione di poche abitazioni e costi elevati tiene lontani gli acquirenti, con il risultato che le vendite di case sono diminuite di circa il 20% rispetto a un anno fa.
«L'economia continua ad andare meglio del previsto e il rendimento del Treasury a 10 anni è salito, facendo salire i tassi ipotecari», ha dichiarato Sam Khater, capo economista di Freddie Mac. La domanda ha risentito della difficoltà di accendere un mutuo ma il basso livello dell'offerta rimane la causa principale dello stallo delle vendite di case». Il tasso ipotecario medio si basa sulle richieste di mutuo che Freddie Mac riceve da migliaia di istituti di credito in tutto il Paese.
Wall Street prosegue la seduta debole. Alle 19:15 il Dow Jones cede lo 0,07% e il Nasdaq lo 0,15%. L’S&P 500 invece guadagna lo 0,06%. Sulle borse Usa prevale l’incertezza dopo che i verbali della Fed non hanno escluso nuovi rialzi dei tassi in futuro e l’economia americana continua a restare tonica (leggi sotto).
Il Tesoro, invece, procede con le emissioni di titoli di Stato per rimpinguare le case svuotatesi a causa dello stallo sul tetto del debito. Gli Usa hanno collocano 70 miliardi di Bil a 8 settimane con un rendimento del 5,28% e 80 miliardi di Bill a 4 settimane con un rendimento del 5,28%. Da segnalare, infine, che il bitcoin ha toccato i minimi da due mesi: l’asset digitale vale 27,964.34 dollari, in calo del 3,7%.
Wall Street prosegue la seduta contrastata. Alle 17:30 il Dow Jones cede lo 0,15% e l’S&P 500 lo 0,1%. Male anche il Nasdaq, che perde lo 0,4%. Le borse Usa temono nuovi rialzi dei tassi, circostanza non esclusa dai verbali della Fed (leggi sotto). Fronte macro, agli ottimi dati sulla manifattura e sull’occupazione (leggi sotto) si contrappone il leading economic indicator, il superindice frutto di una media ponderata di altri 10 indicatori macroeconomici che ha lo scopo di anticipare l’andamento del ciclo economico.
A luglio l’indice è sceso a quota 105,8 (-0,4%) a livello mensile, dato in linea al consenso ma che rappresenta il sedicesimo calo di fila. Il rendimento del Treasury decennale resta invece vicino ai massimi: durante la seduta è salito fino al 4,312% prima di tornare al 4,296%. Se venisse superato il 4,338% i rendimenti arriverebbero ai massimi da novembre 2007.
Wall Street apre la seduta in leggero rialzo. Alle 15:30 il Dow Jones sale dello 0,25%, l’S&P 500 dello 0,15% mentre il Nasdaq è piatto. I verbali della Fed diffusi la sera del 16 agosto hanno mostrato una banca centrale ancora preoccupata per l’inflazione, definita alta in maniera «inaccettabile». Se a settembre un nuovo stop nei rialzi dei tassi resta l’ipotesi più probabile (87%), la Fed rimane con gli occhi puntati sui dati macro.
L’economia degli Stati Uniti sembra tenere: il Philadelphia Fed Manufacturing Index è salito a 12 punti ad agosto dai -13,5 punti di luglio. Gli analisti avevano previsto un -10. Mentre le richieste iniziali di disoccupazione sono scese a 239 mila (-11 mila) nella settimana conclusa il 12 agosto. Il dato si confronta con le 250 mila della settimana precedente e con le 240 mila unità attese dagli analisti.
Il timore dei mercati è che un’economia troppo forte possa spingere le banche centrali ad altri rialzi dei tassi. Ma nonostante le aperture dei membri della Fed a nuove strette, il cambio dollaro-euro scende a 0,9163 (-0,32%), mentre il rendimento del Treasury decennale sale al 4,276% (+0,02%), vicino ai massimi da ottobre 2007. Giornata da ricordare invece per il petrolio: il prezzo del Brent sale dell’1,2% e quello del Wti dell1,4%. Ecco cinque titoli da monitorare giovedì 17 agosto.
Alle 15:30 il titolo Walmart sale dello 0,4%. Il rivenditore americano ha alzato le previsioni per il 2023 e ha registrato un aumento dei profitti e dei ricavi trimestrali. In particolare, l’utile per azione rettificato ha toccato 1,84 dollari, oltre gli 1,17 dollari del consenso. Il fatturato, invece, è arrivato a 161,63 miliardi, dai 160,27 previsti.
Alle 15:30 le azioni Alphabet A crescono dell’1,4%. Google è stato multato dalla Russia per non aver rimosso quelle che Mosca ritiene essere fake news sulla sua «operazione militare speciale» in Ucraina. La Russia ha quindi optato per l’emissione di una multa da 3 milioni di rubli che corrisponde a circa 320 mila dollari, una cifra irrisoria per i conti della Big Tech.
Alle 15:30 il titolo Ball Corp sale del 2,7%. Bae Systems acquisirà per 5,6 miliardi la divisione aerospaziale dell’azienda con sede in Colorado, che produce strumenti e sensori per fini che vanno dai viaggi nello spazio alle previsioni meteo. La cessione consentirà a Ball di accelerare la crescita organica dell’attività di imballaggio, suo core business. L’azienda americana, inoltre, ridurrà il debito, salito a 9,7 miliardi anche a causa dell’acquisizione multimiliardaria di Rexam nel 2016, e restituirà agli azionisti una parte del denaro incassato.
Alle 15:30 le azioni Adobe sono piatte. Bank of America ha aggiornato il rating dell’azienda di software da neutral a buy. La banca di Wall Street ritiene che Adobe diventerà a breve un leader nell’Intelligenza Artificiale, così ha aumentato anche il target price a 630 dollari per azione dai precedenti 575 dollari.
Alle 15:30 il titolo cede il 9,4%. Dopo il debutto boom di Ferragosto (+250%), che a portato la startup di veicoli elettrici vietnamita a capitalizzare 85 miliardi, più di Ford e General Motors, le azioni sono scese del 18,7% il 16 agosto per alcune prese di profitto. Ora la società capitalizza 72 miliardi e cerca un equilibrio a Wall Street. (riproduzione riservata)