Chiusura in rialzo per Wall Street: l'indice Dow Jones industriale sale dello 0,9%, l'S&P 500 dello 0,7% e il Nasdaq Composite 0,6%.
In evidenza le azioni Salesforce (+3,9%) dopo che la società ha annunciato che avrebbe aumentato i prezzi su tutta la linea ad agosto.
In luce anche Microsoft dopo che un giudice federale ha negato la richiesta della Federal Trade Commission di un'ingiunzione preliminare per fermare l'acquisizione da parte di Microsoft della società di videogiochi Activision, che ha fatto un balzo del 10%.
Il rapporto sull'indice dei prezzi al consumo di giugno previsto per la pubblicazione mercoledì 12, così come l'indice dei prezzi alla produzione di giugno in uscita giovedì 13, faranno luce sul fatto che il calo dell'inflazione sia continuato e creeranno lo scenario per la futura direzione dei tassi di interesse.
Prosegue positiva la seduta delle borse americane. Alle 19:00 il Dow Jones sale dello 0,61%, il Nasdaq Composite dello 0,26% e l’S&P 500 dello 0,36%. Tra i titoli si segnala 3M, che cresce del 4,2%, e Salesforce, il cui prezzo aumenta del 3,4%.
Male per il settore farmaceutico: Johnson & Johnson perde lo 0,63% e Merck l’1,32%. Amgen, più rivolta al settore delle biotecnologie, cede lo 0,54%.
Anche i semiconduttori sono in flessione: l’indice Philadelphia Semiconductor Index è in negativo dello 0,91% e, in termini di azioni individuali si evidenziano Amd che cala del 2,74% mentre Globalfoundries del 2,16%. Sale il petrolio Wti che si porta a ridosso dei 75 dollari per barile.
Wall Street prosegue la seduta in rialzo. Alle 17:00 il Dow Jones sale dello 0,4%, l’S&P 500 dello 0,3% e il Nasdaq dello 0,2%. Gli occhi degli investitoti restano puntati sui dati sull’inflazione del 12 luglio. Nell’attesa, gli indizi sulle prossime mosse della Fed arrivano dalle parole di questi giorni dei banchieri centrali americani.
La presidente della Fed di Cleveland, Loretta Mester, pensa che «i tassi di interesse devono aumentare ancora un po’ dal livello attuale e rimanere lì per un periodo prolungato». Mester sottolinea inoltre che non si sarebbe opposta a un rialzo nella riunione di giugno, ma chiarisce che non si sente ancora pronta a sbilanciarsi sulla decisione di luglio.
Anche Mary Daly della Fed di San Francisco ribadisce che nel 2023 saranno necessari altri due rialzi dei tassi per ridurre l’inflazione, «troppo alta a fronte di un mercato del lavoro ancora resiliente. Al momento il rischio di fare troppo poco è ancora superiore a quello di fare troppo». Raphael Bostic della Fed di Atlanta è di diverso avviso e sostiene che l’inflazione potrebbe tornare al 2% senza ulteriori aumenti dei tassi, «ma il processo richiederà del tempo».
«Per il secondo semestre lo scenario macro è di un rallentamento, che tra terzo e quarto trimestre potrebbe portare a una recessione tecnica», afferma Antonio Cesarano, chief global strategist di Intermonte. «La causeranno l’effetto ritardato del rialzo dei tassi, la riduzione dell’effetto ricchezza indotto dalle borse e opportunamente controllato dalla Fed e, di conseguenza, il minore utilizzo del credito al consumo».
Coinbase più forte della Securities and Exchange Commission (Sec). Nonostante l’exchange di criptovalute sia stato citato in giudizio per la violazione delle norme sugli strumenti finanziari, il titolo Coinbase è in rally da tempo. Le azioni sono cresciute di oltre il 50% da quando la Sec ha proposto una causa contro la piattaforma di criptovalute: alle 17:30 dell’11 luglio il titolo scambia a 89,4 dollari (+10%) anche grazie alla raffica di richieste per l’approvazione di Etf sul bitcoin (30.561,5 dollari, +1%), come quella di BlackRock.
Wall Street apre la seduta in rialzo. Alle 15:30 il Dow Jones sale dello 0,5%, l’S&P 500 e il Nasdaq dello 0,25%. Ma a mezz’ora dai primi scambi l’indice tecnologico cede lo 0,1%. Le borse Usa guardano speranzose al 12 luglio, giorno in cui verranno diffusi i nuovi dati sull’inflazione, decisivi per orientare le prossime scelte della Fed, che ha già preannunciato almeno due nuovi rialzi. Il 12 luglio, inoltre, la Banca centrale americana pubblicherà il Beige Book, il report che contiene le sue previsioni sull’economia Usa.
Sul lato macro, nella prima settimana di luglio le vendite al dettaglio delle catene nazionali scendono dello 0,4% a livello annuale, mentre l’indice Nfib sull’ottimismo delle piccole imprese sale a giugno a 91 punti dagli 89,4 di maggio. Fronte valutario, il cambio euro-dollaro è a 1,0988 (-0,1%). Versante materie prime, il prezzo del Brent cresce dello 0,7% e quello del Wti dello 0,85%. Infine, il rendimento del Treasury decennale cala sotto il 4%: è al 3,986%. Ecco cinque titoli da tenere sotto controllo martedì 11 luglio.
Alle 15:30 il titolo Amazon guadagna l’1,1%. Il Prime Day 2023 riapre le danze: martedì 11 e mercoledì 12 luglio ritorna la due giorni annuale di promozioni che la Big Tech riserva agli abbonati al servizio di consegne veloci. Per loro la società fondata da Jeff Bezos riserva sconti su migliaia di oggetti, in primis i prodotti tecnologici. Chi desidera partecipare alle promozioni e non è già membro Amazon Prime può attivare un’utenza o sfruttare il mese di abbonamento gratuito.
Alle 15:30 le azioni Microsoft cedono lo 0,3%. La Big Tech annuncia nuovi tagli al personale nelle divisioni servizi ai clienti, supporto e vendite. Dai dati disponibili si apprende che gli interessati saranno 276, tutti nello Stato di Washington. I nuovi licenziamenti di Microsoft coincidono con l’inizio dell’anno fiscale (1 luglio) e si sommano ai 10 mila annunciati a gennaio, pari a circa il 4,5% della forza lavoro totale (221 mila individui).
Alle 15:30 il titolo Nasdaq sale dello 0,1%. Il listino tecnologico di Wall Street si muove per ridimensionare la crescita sproporzionata delle grandi aziende tecnologiche. Il 24 luglio la società che gestisce la borsa americana ridistribuirà il peso delle sei società (Microsoft, Apple, Alphabet, Nvidia, Amazon e Tesla) che rappresentano il 50,9% del totale dell’indice. L’influenza di questo gruppo di aziende potrebbe essere ridotta al 40%.
Alle 15:30 le azioni Apple crescono dello 0,2%. Cupertino lancia un negozio online su WeChat, la più grande piattaforma di messaggistica (e non solo) in Cina. L’app di Tencent ha 1,2 miliardi di utenti. Nonostante lo spostamento di parte della produzione in India, la Cina rimane un mercato importante per Apple: nel primo trimestre le vendite di iPhone nel Dragone sono aumentate del 6% su base annua.
Alle 15:30 i titoli delle banche Usa scambiano in ordine sparso. Le azioni di Us Bancorp salgono dell’1,6% dopo l’upgrade da neutral a buy di Bank of America. Per l’analista Ebrahim Poonawa, la banca del Minnesota è tra quelle con la più alta qualità nel comparto bancario statunitense e dovrebbe sovraperformare il settore. Pagano pegno invece Zions (-0,6%) e Truist (-0,6%) dopo che Jefferies li ha declassati a hold da buy e ha abbassato le stime sugli utili. (riproduzione riservata)