Wall Street chiude in ribasso il giorno prima delle elezioni presidenziali Usa: Dow Jones -0,6%, S&P 500 -0,3%, Nasdaq -0,3%. I prezzi del petrolio sono saliti di quasi il 3% dopo la decisione dell'Opec+ di rinviare di un mese i piani di aumento della produzione. I futures del Brent sono saliti del 3% a 75,29 dollari al barile. Il greggio statunitense West Texas Intermediate è avanzato del 3,1% a 71,61 dollari.
Tra gli investitori regna la prudenza, Warren Buffett compreso. In estate l’Oracolo di Omaha ha limato ancora la sua quota in Apple. Berkshire Hathaway (perde il 2,3% dopo aver deluso le attese sull’utile operativo) ha venduto 100 milioni di azioni della Mela e ha incassato circa 70 miliardi. Buffett ha alleggerito anche la sua posizione in Bank of America, una doppia mossa che gli ha permesso di sedersi su una montagna di liquidità: 325 miliardi, cifra record per la sua holding finanziaria.
Difficile ipotizzare come e quando questo tesoro sarà reinvestito. Nvidia (+0,5%) ha preso il posto di Intel (-2,9%) nel Dow Jones Industrial Average.
Wall Street prosegue la seduta debole. Alle 17:30 il Dow Jones cede lo 0,6% e l’S&P 500 lo 0,2%, mentre il Nasdaq è piatto. Sulle borse americane domina la prudenza a poche ore dalle elezioni presidenziali. Tra Donald Trump e Kamala Harris si prospetta una battaglia all’ultimo voto che terrà gli investitori con il fiato sospeso. Entrambi i candidati dovrebbero imporre dei dazi e puntano su un aumento della spesa pubblica, che spingerà l’enorme debito pubblico del Paese.
Nelle ultime settimane i timori sul deficit hanno spinto al rialzo i rendimenti dei titoli di Stato Usa. Il 4 novembre quello del Treasury decennale è ancora alto ma è sceso al 4,3%. Gli acquisti sono un segno dell’incertezza provocata dalle elezioni, che ha indirizzato gli investitori verso un bond considerato bene rifugio. La tensione sulle borse americane è legata anche alla riunione della Fed (leggi sotto), che giovedì 7 novembre dovrebbe annunciare un nuovo taglio dei tassi dello 0,25%.
La banca centrale americana interverrà dopo i dati deludenti di venerdì 1 novembre sul mercato del lavoro. Con l’inflazione sotto controllo, l’attenzione della Fed si è spostata sulla tenuta dell’economia. I dati macro di oggi, 4 novembre, sono quelli sugli ordini alle imprese americane di settembre, che mostrano un calo mensile dello 0,5% dopo quello precedente dello 0,2%.
Wall Street inizia la settimana debole. Alle 15:30 il Dow Jones perde lo 0,15%, l’S&P 500 lo 0,04% e il Nasdaq lo 0,1%. Sulle borse americane sale l’attesa per le elezioni di domani 5 novembre. Tra Donald Trump e Kamala Harris si prospetta un testa a testa, con la vittoria finale che potrebbe essere decretata da una manciata di voti in alcuni Stati in bilico. Il rischio di disordini negli Usa è alto, soprattutto se il leader dei repubblicani dichiarerà vittoria a urne ancora aperte.
Ma le elezioni non sono l’unico appuntamento chiave. Dopo la sforbiciata dello 0,5% di settembre, giovedì 7 novembre la Fed dovrebbe annunciare un nuovo taglio dei tassi dello 0,25%, a cui ne dovrebbe seguire un altro della stessa entità a dicembre (ad oggi i fed funds sono al 4,75-5%). In questo contesto il cambio euro-dollaro sale a quota 1,0897 (+0,58%), mentre il rendimento del Treasury decennale scende al 4,29%. Corre invece il petrolio (Brent e Wti +2,5%) dopo che l’Opec+ ha rinviato l’aumento della produzione. Ecco cinque titoli da monitorare lunedì 4 novembre.
Alle 15:30 il titolo Berkshire Hathaway Class A perde oltre il 2%. Nel terzo trimestre la liquidità della holding finanziaria di Warren Buffett ha superato i 300 miliardi, cifra record accumulata grazie alle azioni Apple e Bank of America. Da luglio a settembre Berkshire ha ceduto quasi un quarto della sua quota nella Mela e ha incassato più di 10 miliardi dalla vendita di titoli BofA. Ora Buffett è pronto a cogliere le opportunità che si apriranno dopo le elezioni americane e i nuovi tagli della Fed. Il titolo però non corre perché la trimestrale si è chiusa con 10,1 miliardi di utili operativi, meno delle attese.
Alle 15:30 le azioni Trump Media cedono l’1,6%. Per la società del leader dei repubblicani si apre una settimana complicata dopo le giornate passate in altalena. Trump Media ha chiuso le tre sedute dal 25 ottobre al 29 ottobre in rally (+11%, +21% e +8%), per poi cedere ben più di quanto guadagnato (-22%, -11% e -13%). L’influenza delle elezioni si farà sentire ancora, in positivo se l’ex presidente riuscirà a battere la rivale Kamala Harris. In caso contrario si prospettano nuove perdite.
Alle 15:30 il titolo Nvidia guadagna l’1,4%. Dall’8 novembre il gigante dei chip per l’AI rimpiazzerà Intel nel Dow Jones Industrial Average. La sorte delle due aziende è cambiata proprio a causa dell’intelligenza artificiale, un treno che Nvidia non si è lasciata sfuggire a differenza di Intel. Negli ultimi trimestri i ricavi e gli utili della società guidata dal ceo Jen-Hsun Huang sono esplosi e il titolo ha guadagnato il 170% nel 2024 e il 240% nel 2023. Intel invece è alle prese con un doloroso piano di ristrutturazione.
Alle 15:30 le azioni Tesla salgono dell’1,6%. La casa automobilistica di Elon Musk a ottobre ha consegnato solo 68.280 veicoli elettrici di fabbricazione cinese (-5,3%). Il rivale cinese Byd, invece, ha messo a segno un nuovo record perché le vendite di veicoli elettrici e ibridi plug-in sono salite a 500.526 unità (+66,2%). Un nuovo smacco per Tesla, che nonostante la trimestrale in crescita ha perso la sfida dei ricavi nell’elettrico con i cinesi.
Alle 15:30 il titolo Viking Therapeutics perde il 2%. Eppure anche la multinazionale farmaceutica ha fatto progressi nella lotta all’obesità. La sua pillola sperimentale, VK2735, dovrebbe garantire una perdita di peso fino all’8,2% in sole quattro settimane. Si apre così la sfida con Novo Nordisk ed Eli Lilly, due colossi del farmaco che devono le loro ultime fortune proprio ai loro prodotti dimagranti.(riproduzione riservata)