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La diretta da Wall Street | Borse Usa in rosso per il possibile rinvio del taglio dei tassi, Nasdaq -1%. Crolla Tesla (-4,9%) ed Elon Musk dà la colpa agli Houthi
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La diretta da Wall Street | Borse Usa in rosso per il possibile rinvio del taglio dei tassi, Nasdaq -1%. Crolla Tesla (-4,9%) ed Elon Musk dà la colpa agli Houthi

02 aprile 2024, 14:47 Ultimo aggiornamento: 22:02

Tesla consegna meno auto del previsto; General Electric completa la scissione; United Airlines chiede ai piloti di andare in ferie  | I Magnifici Sette di Wall Street sono diventati i Fantastici Quattro | Donald Trump versa la cauzione da 175 milioni di dollari | Tesla torna leader globale. Ma delude le attese sulle consegne

Wall Street chiude in rosso: Dow Jones -1,%, S&P 500 -0,7%, Nasdaq -1% perché, secondo molti analisti, la Federal Reserve potrebbe rinviare ulteriormente il taglio dei tassi. Crolla Tesla (-4,9%) dopo che la casa automobilistica americana ha rivelato di aver consegnato nel primo trimestre meno veicoli rispetto ai primi tre mesi del 2023 e meno di quanto previsto dal mercato. La casa delle auto elettriche ha consegnato 386.810 veicoli rispetto ai 457.000 stimati dagli analisti. Anche la produzione è scesa dell'8,5% nel trimestre, a 433.371 vetture.

«Il calo dei volumi è in parte dovuto alle fasi iniziali di produzione della nuova versione della Model 3 presso il nostro stabilimento di Fremont», in California, ha spiegato il gruppo in un comunicato stampa. Secondo la nota, ciò deriva anche dai problemi di consegna legati al conflitto nel Mar Rosso, con gli attacchi Houthi alle navi commerciali, e dall'atto di sabotaggio che bloccato per diversi giorni la sua fabbrica tedesca, unico sito di produzione in Europa.

«Primo trimestre disastroso», titola la nota degli analisti di Wedbush, dopo l'annuncio di Tesla che ha «scioccato negativamente» il mercato. «Siamo onesti: anche se prevediamo un  trimestre negativo, il primo trimestre è un disastro assoluto, difficile da spiegare», affermano.

Nel 2023, Tesla aveva attuato tagli dei prezzi negli Stati Uniti per rendere i suoi veicoli più accessibili in un contesto di elevata inflazione e tassi di interesse in aumento. Ma il gruppo americano aveva dichiarato a metà marzo che sarebbe stato necessario aumentare di 1.000 dollari le Model Y a partire dal primo aprile.

Sul fronte politico in giornata è emerso che la segretaria al Tesoro statunitense, Janet Yellen, si recherà in Cina nei prossimi giorni, seguita nelle settimane successive dal capo della diplomazia americana, Antony Blinken. Le visite arrivano dopo il colloquio telefonico di oggi (2 aprile) tra il presidente americano Joe Biden e l’omologo cinese Xi Jinping, diretto a «gestire le tensioni» tra le due superpotenze. Secondo la Casa Bianca la telefonata è stata «schietta e costruttiva» e Biden ha sottolineato l’importanza di mantenere la pace e la stabilità nello Stretto di Taiwan.

Ore 17:30. Borse Usa in rosso. Per gli analisti il taglio dei tassi si allontana. Tesla risorpassa Byd ma soffre in borsa

Wall Street prosegue la seduta in rosso. Alle 17:30 il Dow Jones cede l’1%, S&P 500 l’1% e il Nasdaq l’1,3%. I mercati temono che la Fed possa rinviare la normalizzazione monetaria visto che l’inflazione fatica a compiere l’ultimo miglio verso il 2% e l’economia Usa resta tonica (leggi sotto). La conferma arriva dal Cme FedWatch Tool, che mostra come le previsioni di un taglio dei tassi a giugno siano scese dal 63,8% al 56,3%.

La tenuta economica degli Usa viene confermata dagli ordini alle fabbriche. Il dipartimento del Commercio ha rilevato un rialzo a 576,8 miliardi (+1,4%), più dell’1,1% atteso. Il dato di gennaio invece è stato rivisto di poco in ribasso, passando da -3,6% a -3,8%. Altro dato macro positivo, nella settimana al 30 marzo le vendite al dettaglio delle catene nazionali (Redbook Research Index) sono salite del 5,2% a livello annuale.

Anche l’occupazione resta forte: a febbraio le offerte di lavoro sono rimaste invariate a 8,76 milioni, in linea con le previsioni. Lo rivela il Bureau of Labor Statistics del Dipartimento del Lavoro, che ha pubblicato il rapporto mensile Job Openings and Labor Turnover Survey (Jolts). Venerdì 5 aprile saranno diffusi i dati sulle buste paga non agricole di marzo e secondo le stime dovrebbero aumentare di 200 mila unità, mentre il tasso di disoccupazione dovrebbe restare fermo al 3,9%.

Ore 15:30. Borse Usa in rosso. Per gli analisti il taglio dei tassi si allontana

Wall Street apre gli scambi in rosso. Alle 15:30 il Dow Jones cede l’1%, S&P 500 lo 0,95% e il Nasdaq l’1,4%. Il secondo trimestre del 2024 è iniziato con il piede sbagliato per le borse americane dopo i record dei primi tre mesi dell’anno. L’inflazione resta persistente mentre l’economia americana dà ancora segnali di resilienza. Un contesto complicato, che spinge gli investitori a ritenere meno probabile un taglio dei tassi d’interesse a giugno da parte della Fed. I fed fund quindi potrebbero restare più del previsto al 5,25-5,5% (ai massimi da oltre vent’anni), un’eventualità che Wall Street mostra di non apprezzare. Il titolo più in difficoltà è Tesla (-5%), che sorpassa Byd e torna leader globale, ma delude le attese sulle consegne.

La nuova visione dei mercati però non rafforza la valuta americana, anzi l’opposto perché il cambio euro-dollaro ha toccato quota 1,076 (+0,2%). Continuano invece le vendite sui titoli di Stato che spingono il rendimento del Treasury decennale al 4,4%. Bene il petrolio, che ha raggiunto il massimo degli ultimi cinque mesi grazie alla possibile estensione dei tagli dell’Opec+ fino alla fine del 2024: così il prezzo del Brent è aumentato dell’1% e quello del Wti dell1,2%, un rialzo che alimenta ancora le pressioni inflazionistiche. Ecco cinque titoli da monitorare martedì 2 aprile.

1. La casa madre di Calvin Klein e Tommy Hilfiger paga le stime sotto le attese

Alle 15:30 il titolo Pvh perde il 25%. La casa madre di Calvin Klein e Tommy Hilfiger paga le previsioni sotto le attese per il primo trimestre e l’intero esercizio, dovute alla debolezza della domanda in Europa. Pvh prevede che nell’anno fiscale 2024 il suo fatturato si ridurrà tra il 6% e il 7%, più del -2,3% stimato dagli analisti.

2. Rivian consegna meno auto del previsto

Alle 15:30 le azioni Rivian cedono il 6,3%. Nel primo trimestre la casa automobilistica specializzata in auto elettriche ha prodotto 13.980 veicoli, meno dei 14.250 previsti. Rivian non è riuscita a rispettare le attese perché ha cambiato i fornitori per ridurre i costi e migliorare l’efficienza. Le auto prodotte nel trimestre, comunque, sono aumentate di circa il 50% su base annua, ma sono ben inferiori ai 17.541 veicoli dei tre mesi precedenti.

3. General Electric completa la scissione

Alle 15:30 il titolo General Electric è piatto. La multinazionale attiva nei settori della tecnologia, dei servizi e dell’energia ha completato la scissione in tre diverse realtà. La divisione energetica sarà quotata con il nome Ge Vernova, un anno dopo che il ramo sanitario è sbarcato sul Nasdaq come Ge Healthcare. L’unità aerospaziale diventerà invece Ge Aerospace.

4. United Airlines chiede ai piloti di andare in ferie

Alle 15:30 le azioni United Airlines cedono il 3,7%. La compagnia aerea ha chiesto ai suoi piloti di prendersi un periodo di ferie volontarie e non retribuite a causa dei ritardi nelle consegne dei Boeing, il gigante americano finito nei guai dopo il distacco di un portellone da uno dei suoi aerei. Secondo le previsioni United Airlines riceverà meno 737 Max 8 e 9 nel 2024 di quanto concordato. 

5. Il social di Trump tenta il recupero

Alle 15:30 il titolo Trump Media & Technology Group sale dello 0,7%. La società dietro al social dell’ex presidente Usa respira dopo il -21% del giorno precedente. Il tonfo è arrivato quando l’azienda ha comunicato di aver chiuso il 2023 con una perdita di 58,2 milioni, che secondo i documenti depositati alla Sec sarebbe stata provocata da 39,4 milioni di interessi passivi. La società ha bruciato circa 1 miliardo di capitalizzazione (ora vale 6,6 miliardi). (riproduzione riservata)



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