Wall Street non esce con le ossa rotta dal downgrade di dieci banche regionali annunciato da Moody’s, che ha anche messo sotto osservazione sei banche di dimensioni maggiori: Bank of New York Mellon, U.S. Bancorp, State Street, Truist Financial, Cullen/Frost Bankers and Northern Trust: il Dow Jones chiude così in ribasso dello 0,4%, lo S&P500 dello 0,4%, il Nasdaq dello 0,8%.
A pesare anche la caduta in Cina di importazioni (-12,4%) ed esportazioni (-14,5%) accusato a luglio a causa della frenata della domanda globale e dei consumi interni. Ignorate invece le dichiarazioni del presidente della Fed di Filadelfia, Patrick Harker, secondo il quale «in assenza di nuovi dati allarmanti da qui a metà settembre, credo che potremo mantenere i tassi fermi, lasciando che le azioni di politica monetaria facciano il loro corso». Una pausa nei rialzi, quindi, che però non sarà seguita a breve da un taglio dei tassi secondo lo stesso Harker: «Se dovessimo arrivare al punto in cui possiamo restare fermi, dovremo rimanerci per un po’. Comunque, siamo sulla via dell’atterraggio morbido».
Wall Street prosegue la seduta in rosso. Alle 19:00 il Dow Jones cede lo 0,8%, l’S&P 500 lo 0,85% mentre il Nasdaq perde l’1,2%. Sulle borse Usa pesa il declassamento di Moody’s a diverse banche regionali, a cui si aggiunge il rallentamento in Cina di importazioni (-12,4%) ed esportazioni (-14,5%) a causa della frenata della domanda globale e dei consumi interni.
Il prezzo del petrolio inverte la rotta e torna a crescere: alle 19:00 il Brent sale dello 0,25% e il Wti dello 0,3%. L’Energy Information Administration (Eia) si aspetta un aumento della produzione petrolifera statunitense a un livello record per il 2023 e per il 2024. L’agenzia ha alzato le stime sulla produzione media di petrolio del 2023 a 12,8 milioni di barili al giorno, rispetto al precedente target di 12,6 milioni, e ha aumentato quelle per il 2024 a 13,1 milioni da 12,8 milioni.
Alle 19:00 il rendimento del Treasury decennale torna sopra il 4%: è al 4,016%. Nel pomeriggio si sono tenute altre due aste di bond per rimpolpare le scorte del Tesoro erose dallo stallo sul tetto del debito. Gli Usa hanno collocato 55 miliardi di Bill a 42 settimane al 5,275% (domanda 2,95 volte l’offerta) e 40 miliardi di Bill a 52 settimane al 5,06% (cover 2,97). Per entrambe le emissioni, quindi, il rendimento si è limato verso il basso vista l’elevata richiesta.
Wall Street prosegue la seduta in deciso rosso dopo che Moody’s ha declassato diverse banche regionali. Alle 17:00 il Dow Jones cede l’1,2%, l’S&P 500 l’1,15% e il Nasdaq l’1,5%. Il colpo è così forte che fa dimenticare agli investitori il miglioramento del deficit della bilancia commerciale (leggi sotto). Ma soprattutto fa ignorare ai mercati le parole del presidente della Fed di Filadelfia, Patrick Harker.
Il banchiere centrale dichiara che «in assenza di nuovi dati allarmanti da qui a metà settembre, credo che potremo mantenere i tassi fermi, lasciando che le azioni di politica monetaria facciano il loro corso». Una pausa nei rialzi, quindi, che però non sarà seguita a breve da un taglio dei tassi secondo Harker: «Se dovessimo arrivare al punto in cui possiamo restare fermi, dovremo rimanerci per un po’. Comunque, siamo sulla via dell’atterraggio morbido».
Wall street apre la seduta in rosso. Alle 15:30 il Dow Jones e l’S&P 500 cedono lo 0,85%, mentre il Nasdaq perde l’1,1%. Dopo quella di Fitch, che ha abbassato il rating degli Usa, sulle borse americane si abbatte la scure di Moody’s, che ha declassato le banche regionali (leggi sotto). La mossa cancella dagli occhi dei mercati il miglioramento del deficit della bilancia commerciale, calato a giugno del 4,1% su base mensile a 65,5 miliardi di dollari, in linea con le stime. In particolare, le esportazioni sono scese dello 0,1% a 247,48 miliardi, mentre le importazioni sono diminuite dell’1% a 312,98 miliardi.
Altra buona notizia, il dollaro guadagna terreno sull’euro: il cambio è a 0,9141 (+0,58%). Inoltre il rendimento del Treasury decennale è tornato sotto il 4%: è al 3,998% (-0,08%). Male infine il petrolio: il prezzo del Brent scende dell’1,7% e quello del Wti dell’1,8%. Ecco cinque titoli da monitorare martedì 8 agosto.
Moody’s ha declassato diverse banche regionali Usa. L’agenzia ha rivisto in negativo le prospettive di diversi istituti dopo che i risultati del secondo trimestre hanno mostrato pressioni crescenti sulla redditività, mentre si profila una lieve recessione e crescono i rischi di insolvenze tra famiglie e imprese. Le banche declassate includono M&T Bank, Pinnacle Financial Partners, Prosperity Bank e Bok Financial Corp. Tra quelle sottoposte a revisione per downgrade rientrano Bny Mellon, US Bancorp, State Street e Trust Financial.
Alle 15:30 le azioni Eli Lilly salgono del 15%. La società farmaceutica ha riportato un utile per azione adjusted di 2,11 dollari su un fatturato di 8,31 miliardi. Il dato batte le attese: gli analisti intervistati da Refinitiv avevano previsto un utile per azione di 1,98 dollari su 7,58 miliardi.
Alle 15:30 il titolo Paramount cresce dell’1,7%. Il gigante dei media ha riportato utili trimestrali e ricavi migliori delle attese. Il merito è anche della crescita del segmento streaming, con circa 61 milioni di abbonati nel trimestre. I ricavi degli abbonamenti sono aumentati di oltre il 47% a 1,22 miliardi. Paramount inoltre venderà l’editore di libri Simon & Schuster a Kkr per 1,62 miliardi.
Alle 15:30 le azioni Beyond Meat cedono il 19%. L’azienda di carne a base vegetale paga il calo delle entrate del secondo trimestre dovuto alla debolezza della domanda negli Usa. Beyond Meat ha subito una perdita rettificata di 83 centesimi per azione su 102,1 milioni di fatturato. Gli analisti avevano indicato invece 86 centesimi e 108,4 milioni.
Alle 15:30 il titolo Sagimet Biosciences sale dello 0,4%. La società biofarmaceutica si gode la promozione arrivata da Goldman Sachs. La banca newyorkese ha evidenziato che Sagimet Biosciences potrebbe incrementare gli utili grazie ai progressi sul trattamento per la steatoepatite non alcolica. (riproduzione riservata)