Wall Street chiude negativa, risentendo degli effetti della guerra dei dazi. Il Dow Jones perde lo 0,37%a 42.299,64 punti, il Nasdaq cede lo 0,53% a 17.804,03 punti e lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,33% a 5.693,23 punti. L'euro è scambiato a 1,0796 dollari dopo la chiusura delle borse americane. La moneta unica guadagna lo 0,39% verso il biglietto verde.
Wall Street prosegue la seduta in negativo. Alle 18.30 il Dow Jones cala dello 0,3%, l’S&P 500 lo 0,2% e il Nasdaq dello 0,3%.
Giovedì 27 le azioni hanno oscillato tra guadagni e perdite, mentre gli investitori valutavano le ultime notizie relative ai dazi doganali del presidente Usa Donald Trump, tra cui i nuovi dazi destinati alle case automobilistiche straniere.
In questo contesto il cambio euro-dollaro è salito a quota 1,08 (+0,46%), mentre il rendimento del Treasury decennale è cresciuto al 4,37%. Stabile invece il petrolio con il Brent e il Wti in rialzo dello 0,1%.
I titoli del settore auto faticano con General Motors che perde il 7,1%, Stellantis il 2%, Ford il 2,8%, mentre Tesla sale dell’1%.
Wall Street inverte la rotta e prosegue la seduta sopra la parità. Alle 16:30 il Dow Jones sale dello 0,1% e l’S&P 500 e il Nasdaq dello 0,3%. Le borse americane iniziano a digerire i dazi sulle auto annunciati da Trump. Non i titoli del settore (General Motors -6,7%, Stellantis -1,5% e Ford -2,4%), a eccezione di Tesla (+5,6%). Secondo gli analisti la casa di Elon Musk ha una forte produzione nazionale, che dovrebbe avvantaggiarla rispetto ai competitor.
Nei giorni passati i mercati avevano iniziato a sperare in un ammorbidimento del presidente americano, che sembrava propenso a concedere delle eccezioni. Poi la mossa sulle auto, a cui potrebbero seguire settori come il pharma e il legno (i primi a essere colpiti sono stati acciaio e alluminio). Lo scenario potrebbe deteriorarsi ancora nei prossimi giorni, soprattutto se Europa e Canada si alleeranno contro i dazi Usa. In questo caso Trump ha assicurato che approverà tariffe «molto più elevate».
Per questo motivo l’incertezza resta alta e ne fanno le spese titoli come Goldman Sachs (-2,6%), 3M (-1,9%), Ibm (-1%), Jp Morgan (-1%), American Express (-0,9%) e Nvidia (-0,6%). Mentre salgono Verizon (+2%), Nike (+1,6%), J&J (+1,3%), Visa (+1,3%), Boeing (+1%) e Coca Cola (+1%).
Wall Street apre la seduta in rosso. Alle 14:30 il Dow Jones cede lo 0,5%, l’S&P 500 lo 0,6% e il Nasdaq lo 0,8%. Le borse americane pagano l’ennesimo annuncio sui dazi di Donald Trump: questa volta il presidente americano ha deciso di imporre una tariffa del 25% su tutte le auto importate nel Paese. I dazi saranno permanenti ed entreranno in vigore il 2 aprile.
Le buone notizie per gli Usa arrivano invece dall’economia. Il pil del quarto trimestre del 2024 è stato rivisto al rialzo al 2,4% (+0,1%), meno del 3,1% precedente ma più del 2,3% atteso. L’incremento riflette «i maggiori consumi e la crescita della spesa pubblica, in parte compensati dai minori investimenti». Anche il mercato del lavoro resta tonico: le richieste di sussidi di disoccupazione sono scese a 224 mila, mille in meno della settimana precedente e sotto le 226 mila attese.
I dazi rischiano di risollevare l’inflazione negli Usa, così la Fed si è presa un’altra pausa nell’ultima riunione lasciando i tassi fermi al 4,25-4,5%. Il Cme FedWatch si aspetta però tre tagli entro fine 2025, segno che potrebbero prevalere le preoccupazioni sulla tenuta dell’economia.
In questo contesto il cambio euro-dollaro è salito a quota 1,078 (+0,25%), mentre il rendimento del Treasury decennale è cresciuto al 4,37%. Stabile invece il petrolio con il Brent e il Wti che cedono lo 0,1%. Ecco cinque titoli da monitorare giovedì 27 marzo.
Alle 14:30 il titolo General Motors cede l’8,6%. Le azioni dei principali produttori di automobili hanno iniziato a perdere dopo che Trump ha imposto i dazi al 25% sulle importazioni di veicoli degli Stati Uniti. Anche il titolo Stellantis scende del 2,6% e quello Ford del 4%.
Alle 14:30 le azioni GameStop perdono il 12%. Il rivenditore di videogiochi raccoglierà 1,3 miliardi per comprare bitcoin. Con questa mossa GameStop prova a imitare MicroStrategy, che dopo averne acquistati in massa è riuscita a legare il suo andamento in borsa a quello del re delle criptovalute. La notizia aveva fatto salire il rivenditore di videogiochi a Wall Street dell’11,7%.
Alle 14:30 il titolo Jefferies cede l’8%. Nel primo trimestre fiscale la banca d’affari americana ha raggiunto un utile per azione di 57 centesimi su un fatturato di 1,59 miliardi. Gli analisti si aspettavano invece profitti per azione di 94 centesimi. Entrambe le voci di bilancio, inoltre, sono in calo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente per colpa della debolezza dei mercati azionari e obbligazionari, provocata dai dazi di Trump.
Alle 14:30 le azioni Nvidia perdono il 2,4%. H3C, uno dei maggiori produttori di server in Cina, ha avvertito i clienti che potrebbe non riuscire a soddisfare l’elevata domanda di chip H20, il processore per l’AI di Nvidia più avanzato nel Paese. La carenza è legata anche alle restrizioni alle esportazioni di chip imposte dagli Usa, che in questo modo sperano di ostacolare i progressi di Pechino nel campo dell’intelligenza artificiale.
Alle 14:30 il titolo Verint Systems cede il 10%. La società specializzata nella customer experience ha chiuso il quarto trimestre con un utile per azione di 99 centesimi su un fatturato di 254 milioni. Il dato ha deluso le attese degli analisti, che si aspettavano 1,27 dollari di profitti per azione e 277 milioni di ricavi. Debole anche la guidance per il 2025. (riproduzione riservata)