Wall Street chiude in leggero calo: Dow Jones -0,4%, S&P 500 -0,3%, Nasdaq -0,3%. Mentre le borse Usa attendono i dati su pil e inflazione (leggi sotto) e il Bitcoin riaggancia i 71.00 dollari con un rialzo del 7,8%, i dati macro di giornata si rivelano contrastanti. A febbraio le vendite di nuove case unifamiliari sono scese a 662 mila (-0,3%), sotto delle aspettative (675 mila unità), anche a causa dell’aumento dei tassi ipotecari.
I permessi di costruzione invece sono aumentati a 1,524 milioni (+2,4%), l’incremento maggiore da agosto. Infine, sempre a febbraio l’indice di attività nazionale della Fed di Chicago si è attestato a 0,05 punti, in miglioramento dai -0,54 punti di gennaio. La lettura ha battuto il consenso (-0,34 punti).
Donald Trump debutta domani sul Nasdaq con la sua Trump Media. La società madre di Truth Social sostituirà sul Nasdaq Digital World Acquisition, che ieri ha chiuso in rialzo del 35% e verrà scambiata con il ticker DJT, le iniziali di Trump. La società madre, denominata Trump Media & Technology Group, ha completato la fusione con Digital World, società di comodo già quotata.
Le azioni di Digital World sono state accaparrate dai sostenitori di Trump in una frenesia di acquisti sui social media. Il loro obiettivo è quello di esprimere sostegno a Trump e fare soldi in borsa, ovviamente. Trump detiene una quota di circa il 60% di Trump media, che domani valere circa 3 miliardi di dollari.
Non è chiaro quando il candidato repubblicano alla Casa Bianca potrà trasformare il suo investimento in Truth Social in contanti. Le azioni di Trump sono bloccate per sei mesi. Per vendere o prendere in prestito una quota prima di allora, avrebbe bisogno di una rinuncia da parte del consiglio di amministrazione della società, che comprende uno dei suoi figli e diversi ex membri della sua amministrazione. Molto probabile, quindi, che avrebbe il via libera.
Wall Street apre la seduta in rosso. Alle 14:30 il Dow Jones cede lo 0,2%, S&P 500 lo 0,25% e il Nasdaq lo 0,5%. I mercati si chiedono se il rally delle borse Usa sia vicino al termine, anche se gli indici statunitensi restano ancora sui massimi. Per gli investitori è un momento d’oro dovuto a un’economia in crescita e al possibile taglio dei tassi d’interesse a giugno. Ma in settimana saranno diffusi i decisivi dati sul pil americano e sul deflatore pce, l’indice sui prezzi più osservato dalla Fed.
Se i valori saranno positivi la banca centrale potrà iniziare a ridurre i fed funds (ora al 5,25-5,5%, ai massimi da oltre 20 anni) con tre sforbiciate da 75 punti base entro fine 2024. Altrimenti la Fed potrebbe essere costretta ad aggiustare il tiro. L’incertezza spinge il cambio euro-dollaro a quota 1,0834 (+0,27%). Il rendimento del Treasury decennale invece resta stabile al 4,23%. Infine, il petrolio apre la settimana in rialzo: il prezzo del Brent sale dell’1,1% e quello del Wti dell’1,2%. Ecco cinque titoli da monitorare lunedì 25 marzo.
Alle 15:30 i titoli Alphabet (-1,9%), Apple (-1,4%) e Meta (-1,6%) scambiano sotto la parità. La Commissione Ue ha aperto un’indagine per la possibile non conformità delle tre big tech al regolamento europeo sui mercati digitali (Digital Markets Act). Le sospette irregolarità riguardano in particolare Google Play e Google Search di Alphabet, l’App Store e la schermata di ricerca di Safari di Apple e il «modello di pagamento e consenso» di Meta, che controlla Facebook, Instagram e WhatsApp.
Alle 15:30 le azioni Apple cedono l’1,4%. Per reagire al calo delle vendite di iPhone in Cina la Mela ha deciso di lanciare le sue cuffie Vision Pro sul mercato cinese già nel 2024. Apple proverà così a competere con Pico, produttore locale di cuffie di proprietà della società madre di TikTok, ByteDance. Il visore per realtà virtuale della Mela è già acquistabile negli Stati Uniti con un prezzo base di 3.500 dollari.
Alle 15:30 il titolo Boeing sale dell’1,4%. Parte il riassetto dei vertici del produttore americano di aerei dopo la lunga serie di guasti culminati nel distaccamento del portellone di un 737 Max 9 in dotazione all’Alaska Airlines. Il ceo Dave Calhoun si dimetterà a fine del 2024 mentre il presidente del consiglio, Larry Kellner, lascerà il consiglio a maggio. Anche Stan Deal, presidente e ad di Boeing Commercial Airplanes, dirà addio con effetto immediato.
Alle 15:30 le azioni Intel perdono il 4,3%. La Cina ha deciso di eliminare gradualmente i processori statunitensi dai computer e dai server del governo, bloccando i chip prodotti dal gigante americano dei semiconduttori. Intel non è l’unica società colpita dal bando deciso da Pechino: è accompagnata da Advanced Micro Devices (-2,4%).
Alle 15:30 il titolo Cleveland-Cliffs guadagna il 3,9%. Il produttore di acciaio è riuscito ad aggiudicarsi i fondi del Dipartimento dell’Energia americano per finanziare due suoi progetti in Ohio e Pennsylvania. In particolare Cleveland-Cliffs riceverà fino a 575 milioni che destinerà allo sviluppo della sua tecnologia per la decarbonizzazione. (riproduzione riservata)