Wall Street chiude contrastata con il Dow Jones in rialzo dello 0,1%, lo S&P500 dello 0,6% e il Nasdaq dell’1,1%. La settimana delle borse americane sarà ricca di dati macro, come quelli sulla vendita al dettaglio, la produzione industriale, le nuove costruzioni e i permessi edilizi. Le prossime mosse della Fed dipenderanno anche dalla tenuta dell’economia americana: secondo i future a settembre la banca centrale manterrà i tassi fermi tra il 5,25 e il 5,5%. Maggiori informazioni arriveranno mercoledì 16 agosto dai verbali della riunione di luglio.
Il prezzo del petrolio a New York chiude in ribasso con il Wti sotto quota 83 dollari al barile dopo sette settimane consecutive di rialzi a causa della contrazione dell'offerta globale sulla scia delle incertezze legate alla ripresa in Cina e al dollaro più forte. Al Nymex al termine delle contrattazioni il Wti perde lo 0,9% a 82,4 dollari al barile. Il Brent cede lo 0,7% a 86,19 dollari
L'ex ceo di Goldman Sachs, Lloyd Blankfein, ha smentito le voci secondo cui gli è stato proposto di tornare a lavorare nella banca d’affari per aiutare l'attuale ceo David Solomon, che aveva preso il suo posto nell’ottobre 2018.
Intanto il governatore delle Hawaii, Josh Green, ha dichiarato che il bilancio delle vittime degli incendi sull’isola di Maui potrebbe raddoppiare o triplicare nei prossimi giorni. A oggi almeno 96 persone sono morte a Maui, in quello che è già l’incendio più mortale negli Stati Uniti degli ultimi cento anni.
Il dollaro spera in nuovi rialzi della Fed: il cambio con l’euro cresce a 0,9186 (+0,62%). La salita si spiega anche alla luce delle difficoltà del settore immobiliare cinese e dell’arrivo della deflazione in Cina: il dollaro, infatti, è il bene rifugio per eccellenza in caso di crescente incertezza economica. Il timore di una possibile recessione innescata da Pechino emerge anche dal Treasury.
Il rendimento del decennale sale verso i massimi di fine 2022: è al 4,203% (+0,035%). Le paure dei mercati vengono confermate dall’indice Vix, aumentato a 15,87 (+6,94%). E con i timori sul possibile rallentamento cinese frena anche il prezzo del petrolio (la Cina è il maggiore importatore mondiale): il Brent cede l’1% e il Wti l’1,2%. Ecco cinque titoli da monitorare lunedì 14 agosto.
Alle 15:30 il titolo Tesla cede il 3,17%. La casa di Elon Musk riaccende la guerra dei prezzi in Cina per contrastare la concorrenza dei produttori locali. La società ha tagliato di 14 mila yuan (1.934,58 dollari) i prezzi di partenza della Model Y: ora la versione Long Range costa 299.900 yuan (-4,5%), mentre la Performance è acquistabile a 349.900 yuan (-3,8%).
Alle 15:30 le azioni United States Steel Corporation balzano del 26%. La società ha rifiutato l’offerta di acquisizione della rivale Cleveland-Cliffs per creare uno dei più grandi produttori di acciaio al mondo. L’offerta da 7,25 miliardi è stata giudicata «irragionevole» nonostante il premio del 43% rispetto al prezzo di chiusura di venerdì 11 agosto (22,72 dollari per azione).
Alle 15:30 il titolo Nikola perde il 10%. Il produttore ha richiamato 209 camion elettrici dopo un’indagine indipendente su un incendio, avvenuto a giugno nella sede in Arizona, e causato da una perdita di refrigerante all’interno di un singolo pacco batteria. Nikola ha escluso possibili impatti sui camion a celle a combustibile a idrogeno.
Alle 15:30 le azioni Amc cedono il 40%. Le azioni della catena di cinema sono crollate dopo l’approvazione, da parte del Tribunale, del piano per convertire le azioni privilegiate in ordinarie. Inoltre, gli azionisti riceveranno un’azione ordinaria extra per ogni 7,5 possedute e Amc procederà a un frazionamento azionario (10 per 1). Dietro le mosse della società si nasconde la necessità di raccogliere fondi per alleggerire i debiti.
Alle 15:30 il titolo PayPal sale dell’1,2%. Il gigante dei pagamenti ha nominato ceo Alex Chriss, proveniente da Intuit. Dal 27 settembre Chriss subentrerà allo storico amministratore delegato Dan Schulman, che aveva annunciato le dimissioni entro la fine del 2023 ma rimarrà all’interno della società fino a maggio 2024. (riproduzione riservata)