Wall Street chiude la seduta in rialzo: Dow Jones +0,2%%, S&P 500 +0,7%, Nasdaq +1%. L'attenzione del mercato rimane sulle prospettive della Fed per il 2025 e sulla probabilità di un minor numero di tagli dei tassi, sebbene i dati sull’inflazione Pce più lenti del previsto abbiano fornito un certo sollievo per quanto riguarda le pressioni inflazionistiche. Inoltre, nel fine settimana è stato scongiurato lo shutdown, con Camera e Senato che hanno approvato una legge di spesa tampone firmata sabato dal presidente uscente Joe Biden. Sul fronte azionario, i titoli megacap sono per lo più positivi, con Apple (+0,3%), Nvidia (+3,7%), Meta (+2,4%) e Tesla (+2,3%).
Per i listini azionari statunitensi si è aperta una settimana leggera con i mercati che resteranno chiusi mercoledì 25, nel giorno di Natale, e chiuderanno in anticipo alle 13:00 (le 19 in Italia) domani 24 dicembre.
Brutte notizie dai dati macroeconomici: a dicembre, gli americani si stanno mostrando meno ottimisti sulle prospettive dell’economia rispetto al mese precedente. L’indice sulla fiducia dei consumatori è crollato a 104,7 punti nel mese di dicembre rispetto al dato precedente, rivisto a 112,8 punti. La lettura è nettamente inferiore al consenso degli economisti a 113 punti. Lo ha reso noto il Conference Board statunitense, aggiungendo che l’indice relativo alle aspettative è sprofondato di 12,6 punti a 81,1 punti, mentre quello sulla situazione attuale è calato di 1,2 punti a 140,2.
Wall Street apre la seduta contrastata. Alle 15:30 il Dow Jones cede lo 0,2% mentre l’S&P 500 e il Nasdaq salgono dello 0,2% e dello 0,5%. Lo shutdown scongiurato e l’inflazione pce (la più osservata dalla Fed) non bastano alle borse americane per prendere tono. Colpa ancora del possibile rallentamento nel taglio dei tassi nel 2025. Dopo la riunione di dicembre, terminata con un altro taglio dello 0,25%, la banca centrale americana ha dimezzato a due le sforbiciate nei prossimi 12 mesi. Ecco cinque titoli da monitorare lunedì 23 dicembre.
Alle 15:30 il titolo Alphabet sale dello 0,2%. La società, già nel mirino del Dipartimento di Giustizia (Doj) degli Stati Uniti per aver instaurato un «monopolio illegale» nel campo delle ricerche online, è finita sotto indagine anche in Giappone. Secondo la stampa locale la holding che controlla Google sarebbe al centro di un’inchiesta della Japan Fair Trade Commission (Jftc) per pratiche monopolistiche.
Alle 15:30 le azioni Eli Lilly salgono dell’1,6%. La Food and Drug Administration ha approvato Zepbound, il farmaco dimagrante del gigante farmaceutico Usa per l’apnea ostruttiva del sonno da moderata a grave negli adulti con obesità. Secondo Eli Lilly è il «primo e unico farmaco da prescrizione per adulti».
Alle 15:30 il titolo Tesla segna +0,6%. Dopo una serie di rialzi, merito del contributo determinante di Elon Musk alla vittoria di Donald Trump (+67% dalle elezioni), le azioni sono scese del 3,5% il 20 novembre. «Il titolo era selvaggiamente ipercomprato e gli hedge fund long avevano bisogno di un motivo per prendere profitto», spiega Gary Black, cofondatore di Future Fund Active Etf e azionista di Tesla.
Alle 15:30 le azioni Qualcomm guadagno il 2,6%. Una giuria del Delaware ha dato ragione al gigante dei chip nella disputa sulle licenze con il rivale Arm, che aveva accusato Qualcomm di aver violato un accordo di licenza.
Alle 15:30 il titolo Nordstrom scende dello 0,9%. La famiglia fondatrice e il rivenditore messicano El Puerto de Liverpool sono pronte a privatizzare la catena della grande distribuzione. Insieme compreranno tutti i titoli che non possiedono già per 24,25 dollari ad azione in contanti, per un totale di 6,25 miliardi. (riproduzione riservata)