Wall Street chiude la seduta contrastata. Al termine degli scambi il Dow Jones è salito dello 0,47%, l’S&P 500 ha perso lo 0,69% e il Nasdaq è arretrato del 2,05%. Sulle borse Usa hanno tenuto banco le trimestrali di Testa e di Netflix, entrambe in chiaroscuro (leggi sotto). Ma gli occhi degli investitori sono rimasti puntati sui dati macro. A sorpresa le nuove richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono scese ulteriormente. Il dato è in contrazione di 9 mila unità, a quota 228 mila: le attese erano per un incremento di 5 mila unità.
Non è un buon segnale perché un mercato del lavoro surriscaldato potrebbe spingere la banca centrale americana a due, e non più uno, rialzo dei tassi nel 2023. A un’occupazione tonica si contrappone un’economia che mostra le prime crepe. A luglio l’indice sull’attività manifatturiera regionale elaborato dalla Fed di Filadelfia si è attestato a -13,5 punti dai -13,7 punti di giugno. Il dato ha deluso il consenso, che si aspettava un recupero a -9,7 punti.
Con i nuovi timori sull’economia il rendimento dei Treasury decennale si spinge verso l’alto: è al 3,811% (+0,069%). Anche il biglietto verde perde terreno: il cambio euro-dollaro è a 1,1184 (-0,13%). Il petrolio invece si muove in rialzo, anche se leggero: il prezzo del Brent sale dello 0,3% e quello del Wti dello 0,4%. Ecco cinque titoli da tenere sotto controllo giovedì 20 luglio.
Alle 15:30 il titolo Tesla cede il 4%. La grande scommessa di Elon Musk sul taglio dei listini per accrescere le vendite, risollevare la domanda e contrastare la concorrenza cinese dà risultati contrastanti. Le consegne sono salite dell’83% e Tesla ha superato le aspettative sull’utile netto, che ha toccato i 2,7 miliardi (+20%). Anche i ricavi sono aumentati del 47% a 24,93 miliardi. Il rovescio della medaglia è l’erosione dei margini, sacrificati dal taglio dei prezzi.
Alle 15:30 le azioni Netflix perdono il 7,5%. Il gigante dello streaming aggiungere quasi 6 milioni di abbonati nel secondo trimestre, tre volte le attese (1,9 milioni), e arriva a 280 milioni. La stretta sulle password sembra aver funzionato. E con la crescita degli utenti è aumentato anche l’utile netto, salito a 1,5 miliardi, sopra le attese. La stessa sorte non è toccata ai ricavi: gli 8,2 miliardi (+2,7%) del trimestre sono al di sotto delle previsioni (8,3 miliardi). Le difficoltà proseguiranno nel terzo trimestre: Netflix ha stimato che il fatturato raggiungerà gli 8,5 miliardi, mentre Wall Street aveva previsto 8,7 miliardi.
Alle 15:30 il titolo Johnson & Johnson sale del 3,5%. La società farmaceutica ha alzato la guidance per il 2023 dopo aver registrato entrate superiori alle attese nel secondo trimestre grazie alla crescita delle vendite di tecnologia medica. l risultato è legato all’aumento degli interventi chirurgici non urgenti rinviati durante la pandemia. Adesso J&J spera che l’andamento del titolo possa invertirsi: nel 2023 le azioni sono scese del 10%.
Alle 15:30 le azioni Apple guadagnano lo 0,4%. Cupertino starebbe lavorando in segreto a un suo strumento di Intelligenza Artificiale che potrebbe sfidare ChatGpt di OpenAI e Bard di Google: il chatbot si chiamerebbe Apple Gpt. Finora, però, si tratta solo di indiscrezioni e manca una strategia chiara secondo Bloomberg. Ma per l’agenzia Cupertino avrebbe dedicato una serie di team allo sviluppo della nuova tecnologia, che rappresenterebbe una priorità assoluta per la Big Tech di Tim Cook.
Alle 15:30 il titolo Taiwan Semiconductor cede il 4,5%. Il produttore di chip asiatico ha registrato il primo calo degli utili dopo quattro anni a causa della continua riduzione della domanda di elettronica di consumo. L’utile netto di Tsmc è di 181,8 miliardi di nuovi dollari taiwanesi, comunque superiore alla stima di Refinitiv, pari a 172,55 miliardi di nuovi dollari taiwanesi. Anche i ricavi hanno battuto il consenso.
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