Wall Street chiude in rialzo: Dow Jones +1%, S&P500 +0,3%, Nasdaq +0,1%. Su tutto dominano le parole del segretario al Tesoro Usa, Scott Bessent, che ha ribadito che i tassi d’interesse dovrebbero essere «molto più bassi» e che la Fed potrebbe partire già a settembre con un maxi-taglio di 50 punti base, anziché i consueti 25. Secondo Bessent, i tagli sarebbero stati possibili già a giugno e luglio se i dati sul lavoro del Bureau of Labor Statistics fossero stati più accurati. Per lui, i modelli macro suggeriscono un livello dei tassi inferiore di 150-175 punti base rispetto all’attuale 4,25-4,5%.
Bessent ha inoltre definito l’accordo con Nvidia — che prevede la cessione al governo del 15% dei ricavi generati in Cina dalla vendita di chip per l’intelligenza artificiale — come un possibile modello replicabile in altri settori strategici.
Debutto boom per Bullish (+88,8%), società del settore delle criptovalute guidata dall'ex presidente della Borsa di New York Tom Farley e sostenuta dal miliardario della tecnologia Peter Thiel, si concentra sugli investitori istituzionali e unisce i protocolli della finanza decentralizzata alla sicurezza di un'azienda centralizzata.
Sul fronte della politica commerciale, un analisi condotta dal Wall Street Journal mostra come la “narrativa dazi”, nell’ultimo periodo sia sempre meno impattante sull’andamento dei listini. Per esempio, lunedì 11 agosto i mercati hanno reagito con indifferenza all’annuncio di Trump di rinviare ancora una volta i dazi pesanti sulla Cina. Un segnale di quanto sia cambiata la sensibilità degli investitori rispetto all’inizio del suo mandato, quando ogni tweet o post su Truth Social poteva muovere lo S&P 500 del 2-3% in un solo giorno. Nei mesi scorsi, ad esempio, il rinvio dei dazi del “Liberation Day” aveva spinto l’indice fino all’11% intraday. Oggi, invece, anche con tariffe medie al 18,6% — il livello più alto dal 1933 — Wall Street resta sui massimi storici.
Secondo gli analisti, la reazione tiepida è frutto sia di un’adattabilità crescente dell’economia a barriere commerciali elevate, sia della percezione che ogni annuncio sia solo un’apertura negoziale estrema. Ma la calma nasconde due rischi: che Trump, vedendo i mercati “chiamare il bluff”, decida di alzare la posta, o che gli investitori si lascino cullare da un falso senso di sicurezza. La tenuta di listini e dati macro potrebbe celare effetti ritardati dei continui cambi di rotta sul commercio, come forse suggerisce la debolezza del mercato del lavoro di luglio.
I listini vengono spinti dalle attese che la Federal Reserve possa tagliare i tassi d’interesse già a settembre. I principali indici Usa salgono, mentre i rendimenti dei Treasury e il dollaro perdono terreno. L’S&P500 e il Dow Jones guadagnano lo 0,3%, mentre il Nasdaq sale dello 0,4%. Il dato diffuso dal Dipartimento del Lavoro ha mostrato che l’inflazione statunitense è rimasta stabile a luglio, mantenendo viva l’ipotesi di un allentamento monetario imminente.
Secondo i dati del Cme Group, i contratti sui tassi d’interesse indicano che la quasi totalità degli operatori si aspetta una riduzione già il mese prossimo. Il segretario al Tesoro, Scott Bessent, intervistato in tv, ha dichiarato che esistono buone probabilità che la Fed possa optare per un taglio di mezzo punto percentuale, superiore alla consueta entità. Bessent ha aggiunto che l’istituto avrebbe potuto intervenire già negli ultimi due meeting se i dati del Bureau of Labor Statistics fossero stati «di qualità più elevata». Nell’ultimo rapporto sui salari non agricoli, il Bls ha infatti rivisto al ribasso i numeri precedentemente diffusi. «Se avessimo visto quei dati a maggio o a giugno, credo che avremmo potuto avere tagli dei tassi già a giugno e luglio. Per questo penso ci sia un’ottima probabilità di un taglio da 50 punti base», ha dichiarato a Bloomberg Tv.
Intanto l’indice Vix, il cosiddetto termometro della paura di Wall Street, è sceso dell’1,6% a quota 14,49, dopo aver chiuso martedì a 14,73, il livello più basso dal 26 dicembre scorso. Il Vix misura le aspettative di volatilità dell’S&P 500 nei 30 giorni successivi, in base ai prezzi pagati dagli investitori per le opzioni legate all’indice. Proprio l’S&P 500 ha registrato martedì 12 agosto la sedicesima chiusura record dall’inizio dell’anno, spinto dai dati sull’inflazione che hanno rafforzato le attese di un taglio dei tassi.
Sul fronte geopolitico, il presidente Usa Donald Trump parlerà oggi con i leader europei in vista del vertice di venerdì con il presidente russo Vladimir Putin. L’incontro dovrebbe affrontare la possibilità di un accordo di pace sull’Ucraina e influenzare i mercati energetici, con il petrolio russo ancora soggetto a divieti in molti Paesi. In Europa cresce il timore che un’intesa diretta tra Washington e Mosca possa compromettere la sicurezza del continente. «Parlerò a breve con i leader europei», ha scritto Trump su Truth Social. «Sono persone straordinarie che vogliono vedere un accordo concluso».
Ecco cinque titoli da monitorare nel corso della seduta.
Il fornitore di servizi cloud per aziende di intelligenza artificiale ha registrato una perdita trimestrale superiore alle attese, nonostante i ricavi siano più che triplicati. Il titolo scende del 10,4% in apertura di Wall Street.
Le azioni dell’operatore di exchange di criptovalute inizieranno a essere scambiate oggi con il ticker “Blsh”. Il proprietario di CoinDesk ha raccolto 1,1 miliardi di dollari con la quotazione pubblica. Il titolo vola del 28%.
I conti trimestrali del produttore di apparecchiature di rete saranno pubblicati dopo la chiusura di Wall Street. Nel frattempo, il titolo guadagna lo 0,2% all’apertura di Wall Street.
La catena di ristorazione ha deluso le attese sulla crescita delle vendite a parità di ristoranti e ha tagliato la guidance annuale. L’amministratore delegato Brett Schulman ha parlato di un contesto in cui i consumatori affrontano «molta nebbia e incertezza». Il titolo è perde oltre il 16% in apertura dei mercati Usa.
I titoli tecnologici cinesi sono balzati, in scia al rally globale delle Borse dopo i dati sull’inflazione Usa, che hanno rafforzato le aspettative di un taglio dei tassi a settembre. Alibaba segna +3,8% al Nyse.