Le borse Usa chiudono deboli. Il Nasdaq perde lo 0,1%, il Dow Jones scende dello 0,3% e l’S&P500 chiude prossimo alla parità.
La prossima settimana si preannuncia densa di appuntamenti cruciali per i mercati, tra trimestrali di peso, dati macro rilevanti e interventi delle autorità monetarie. A dominare la scena saranno i primi risultati di due big tech tra i cosiddetti ‘Magnifici Sette’, Tesla e Alphabet, che pubblicheranno i conti mercoledì dopo la chiusura di Wall Street. La loro performance offrirà indicazioni chiave sullo stato del settore tecnologico, in un momento in cui gli investitori continuano a puntare sulla crescita legata all’intelligenza artificiale.
Ma non sarà solo il comparto tech a catalizzare l’attenzione. I riflettori saranno puntati anche su un’ampia serie di trimestrali provenienti da settori chiave dell’economia americana. Tra le società attese figurano Coca-Cola, General Motors, Texas Instruments, Ibm, Intel, American Airlines, Charter Communications, Blackstone, HCA Healthcare e molte altre, offrendo così un quadro trasversale della salute del tessuto produttivo statunitense.
Parallelamente, verranno diffusi importanti dati macroeconomici che aiuteranno a comprendere meglio l’impatto dei dazi sulle dinamiche di consumo e di investimento. Tra questi, si segnalano le vendite di case nuove ed esistenti, gli ordinativi di beni durevoli di giugno, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione e gli indici Pmi relativi a manifattura e servizi per il mese di luglio. Informazioni preziose, soprattutto in vista della prossima riunione del Federal Open Market Committee del 29 e 30 luglio.
A dare ulteriore peso alla settimana sarà anche l’intervento pubblico del presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, previsto per lunedì mattina a Washington, durante un convegno sulla regolamentazione bancaria. Sarà l’ultima uscita ufficiale prima del meeting di fine mese, e ogni sua parola verrà soppesata dai mercati in cerca di indicazioni sulla direzione dei tassi di interesse. Alla stessa conferenza interverrà anche la vicepresidente per la supervisione Michelle Bowman, in un confronto con il ceo di OpenAI, Sam Altman, sul ruolo dell’intelligenza artificiale nel sistema bancario.
In sintesi, la settimana che si apre potrebbe fornire elementi decisivi per orientare il sentiment di mercato, sia sul fronte degli utili societari che su quello delle prospettive economiche e di politica monetaria.
L’S&P500 e il Nasdaq perdono lo 0,1%, mentre il Dow Jones scende dello 0,5%.
Uno studio stilato dal Wall Street Journal ha cercato di spiegare le ragioni per cui le small cap stanno costantemente sottoperformando rispetto alle società a grossa capitalizzazione.
Infatti le piccole aziende, in teoria, dovrebbero generare rendimenti superiori nel lungo periodo rispetto alle grandi, ma questo non accade da oltre un decennio. Dal 2014, l’S&P 500 è cresciuto in media del 13,2% all’anno, mentre l’indice Russell 2000 - che raccoglie i titoli a bassa capitalizzazione - si è fermato a un +7,2%.
Una parte significativa di questa sottoperformance è legata alla scarsa esposizione al settore più caldo del mercato: la tecnologia. Le società tech rappresentano quasi il 34% della capitalizzazione totale dell’S&P 500, contro meno del 13% nel Russell 2000. I grandi titoli stanno cavalcando il momentum dell’intelligenza artificiale.
Cambiando completamente argomento, sempre il Wall Street Journal segnala che è scoppiata la bolla speculativa nella fascia alta del mercato dell’arte. I dipinti di alto valore si stanno rivelando più sensibili all’aumento dei tassi d’interesse di quanto anche gli investitori più esperti si aspettassero.
Le vendite all’asta di opere con un prezzo superiore ai 10 milioni di dollari sono crollate del 44% lo scorso anno e continuano a rimanere deboli anche nel 2025. Questo rallentamento potrebbe indicare che i collezionisti più facoltosi iniziano a nutrire preoccupazioni per il futuro. Tariffe commerciali e incertezze economiche potrebbero renderli più cauti nell’investire milioni in asset illiquidi come l’arte.
Il Dow Jones perde lo 0,4%, il Nasdaq segna +0,1% e l’S&P500 scambia nei pressi della parità. L’euro ritorna a rinforzarsi contro il dollaro salendo dello 0,53% a 1,1656.
Negli Stati Uniti la fiducia dei consumatori mostra segnali di miglioramento. Secondo la lettura preliminare di luglio dell’indice dell’Università del Michigan, il sentiment è salito a 61,8 punti, rispetto ai 60,7 di giugno, in linea con le attese degli analisti interpellati dal Wall Street Journal. Parallelamente, calano le aspettative d’inflazione: i consumatori ora prevedono un aumento dei prezzi del 4,4% nei prossimi 12 mesi, in flessione rispetto al 5% stimato nel mese precedente. Tuttavia, le previsioni restano più alte rispetto a gennaio, quando l’outlook inflattivo si fermava al 3,3%.
Il periodo preso in esame dal sondaggio (24 giugno - 14 luglio) coincide con le nuove tensioni commerciali alimentate dal presidente Usa Donald Trump Trump, che ha minacciato l’introduzione di ulteriori dazi verso alcuni dei principali partner degli Stati Uniti.
Dal punto di vista dell’orientamento politico, la fiducia ha mostrato andamenti divergenti: è leggermente calata tra gli elettori democratici, mentre è aumentata sensibilmente tra quelli repubblicani, che si confermano i più ottimisti sull’evoluzione economica. Tra questi ultimi, il sentiment ha toccato il livello più alto dal settembre 2020.
L’indice aveva raggiunto un picco recente a 74 punti lo scorso dicembre, sospinto dall’entusiasmo post-elettorale, salvo poi crollare a 52,2 in aprile con il riaffacciarsi di timori legati all’inflazione e alle tensioni commerciali globali.
A giugno si è osservata anche una crescita delle vendite al dettaglio, accompagnata però dai primi segnali che i dazi stiano iniziando a influenzare i prezzi dei beni importati.
Sul fronte del mercato immobiliare, secondo quanto riportato venerdì dal Dipartimento del Commercio statunitense, il comparto dell’edilizia residenziale ha mostrato un timido rimbalzo nel mese di giugno. Le nuove costruzioni abitative (housing starts) sono salite a 1,32 milioni di unità, rispetto a 1,26 milioni di maggio, in linea con le attese degli analisti. Tuttavia, su base annua, il dato resta in calo dello 0,5%. Le autorizzazioni edilizie (residential permits), altro indicatore chiave del settore, si sono mantenute sostanzialmente stabili a 1,4 milioni, ma restano al di sotto dei livelli registrati nel giugno 2024. La recente approvazione del ‘big, beautiful bill’ — la maxi-legge promossa dal presidente Trump che prevede incentivi fiscali alle imprese — potrebbe fornire un impulso al comparto nei prossimi mesi. Tuttavia, l’incertezza legata ai dazi e l’aumento dei costi dei materiali da costruzione continuano a pesare sulle dinamiche del settore.
Il Dow Jones guadagna lo 0,20%, l’S&P 500 avanza dello 0,25% e il Nasdaq cresce dello 0,34%.
I risultati trimestrali pubblicati da banche e società orientate al consumo questa settimana indicano un’economia resiliente. Netflix, in particolare, ha rivisto al rialzo le previsioni annuali giovedì 17, sostenuta dalla continua crescita degli abbonati. Un ulteriore indicatore dello stato di salute dei consumatori arriverà nel pomeriggio, quando l’Università del Michigan pubblicherà il suo indice di fiducia per il mese di luglio. In arrivo anche altre trimestrali di rilievo, tra cui quelle di 3M, American Express e Charles Schwab. La prossima settimana sarà la volta dei colossi tech del gruppo dei Magnifici sette.
Nel frattempo, Wall Street osserva attentamente i nuovi annunci del presidente Usa Donald Trump, in vista della scadenza del 1° agosto. Si attendono anche possibili sviluppi riguardo il presidente della Fed, Jerome Powell. Trump ha recentemente fatto un passo indietro rispetto alle minacce di rimozione di Powell, ma i suoi consiglieri avrebbero iniziato a usare come pretesto un progetto di ristrutturazione della sede della Fed, gravato da forti sforamenti di budget, per metterne in discussione la leadership.
Venerdì 18, il governatore della Fed Christopher Waller ha dichiarato che accetterebbe il ruolo di presidente della Banca Centrale, se gli venisse proposto. Il mandato di Powell scade l’anno prossimo. Waller è favorevole a un taglio dei tassi d’interesse già questo mese, una posizione allineata alle pressioni di Trump per una politica monetaria più espansiva. Tuttavia, i mercati stimano una possibilità marginale di un taglio imminente.
Ecco cinque titoli da monitorare nel corso della seduta.
Un collegio arbitrale ha dato il via libera all'acquisizione da 53 miliardi di dollari di Hess da parte di Chevron, dopo che Exxon Mobil aveva tentato di bloccare l'accordo. Il titolo di Chevron apre a +0,4%.
Il servizio di streaming ha alzato le previsioni annuali su ricavi e margini operativi dopo risultati migliori del previsto. Tuttavia le azioni scendono del 4% all’apertura di Wall Street.
L’operatore ferroviario Union Pacific è in trattative per acquisire Norfolk Southern, le cui azioni salgono del 2,2% in apertura.
Le azioni del broker online salgono del 7,6% in apertura, grazie alla crescita a doppia cifra dei volumi di trading nell’ultimo trimestre.
La società di carte di credito ha registrato ricavi trimestrali superiori alle attese, spinti da un aumento del 20% delle commissioni sulle carte. Le azioni scendono del 3% in apertura.