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La diretta da Wall Street | Borse Usa chiudono in rosso (Dow Jones -0,6%). Trump minaccia il Canada con dazi al 35%.
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La diretta da Wall Street | Borse Usa chiudono in rosso (Dow Jones -0,6%). Trump minaccia il Canada con dazi al 35%.

di Mario Olivari
11 luglio 2025, 15:53 Ultimo aggiornamento: 22:11

Il presidente Usa annuncia l'aumento dei dazi sulle importazioni canadesi, esentando solo i beni conformi all'accordo Usmca. L'Ue attende dettagli sulle nuove aliquote tariffarie di Trump, ma funzionari europei sperano in un accordo che eviti dazi unilaterali

I principali indici Usa chiudono in lieve calo nella seduta di venerdì 11 luglio. L’S&P500 perde lo 0,3%, il Nasdaq lo 0,2% e il Dow Jones lo 0,6%. Il cambio euro dollaro rimane stabile a 1,1692.

Il ritorno delle minacce tariffarie ha riacceso la pressione sui Treasury statunitensi a lungo termine. Il rendimento dei titoli di stato Usa con scadenza a 10 anni sale al 4,417%. A tal proposito, è opportuno ricordare che fu proprio un forte sell-off sui titoli a lunga scadenza uno dei motivi principali che, ad aprile, aveva spinto il presidente Usa Donald Trump a rinviare l’introduzione dei cosiddetti dazi reciproci. Gli investitori temono infatti che dazi molto più elevati possano alimentare l’inflazione e ridurre la domanda estera di Treasury, aumentando così l’incertezza e spingendo al rialzo il premio richiesto per detenere obbligazioni a lunga durata.

Questa settimana è stata scarna di dati macroeconomici, rendendo la politica commerciale un fattore ancor più centrale per i mercati. La situazione cambierà la prossima settimana, con la pubblicazione dell’indice dei prezzi al consumo martedì 15 e dei dati sulle vendite al dettaglio giovedì 17. Inoltre prenderà il via la stagione delle trimestrali bancarie e il Dipartimento del Lavoro pubblicherà i dati sull’inflazione di giugno.

Sul fronte azionario, tuttavia, come sottolineato dal Wall Street Journal, le ultime notizie non stanno spaventando gli investitori. Infatti, il mercato equity – in linea coi dettami del paradigma del Taco (‘Trump Always Chicken Out’, ossia ‘Trump si tira sempre indietro’) – sembra non credere più ai proclami di Trump. Questo, secondo l’analisi fornita dal Journal, avverrebbe per una serie di ragioni.

Innanzitutto, i dazi più alti e i negoziati in corso non hanno inciso sui dati economici statunitensi quanto previsto. Il mercato del lavoro si è mantenuto solido, smentendo i timori di una recessione, e l’inflazione non è andata fuori controllo.

Alcuni leader aziendali hanno inoltre lanciato segnali incoraggianti in vista della stagione delle trimestrali. Delta Air Lines, ad esempio, ha dichiarato che la domanda di viaggi si è stabilizzata e ha previsto un terzo trimestre migliore delle attese degli analisti. Solo pochi mesi fa, la compagnia aveva affermato che le incertezze legate ai dazi rendevano impossibile fare previsioni per il resto dell’anno. Ieri 10 luglio il titolo è volato del 12%, per poi ritracciare di circa il 2% oggi.

In più, secondo alcuni analisti, i titoli megacap che hanno sostenuto il rally di quest’anno potrebbero non risentire significativamente dell’aumento delle tariffe. «Molte delle azioni a maggiore capitalizzazione nell’S&P 500 sono abbastanza protette dal rischio dazi», ha scritto Ulrike Hoffmann-Burchardi, responsabile globale dell’azionario presso Ubs Global Wealth Management, in una nota ai clienti. «L’indice potrebbe salire fino a 6.500 entro giugno del prossimo anno» (circa il 4% sopra i livelli attuali).

Finora scommettere contro il mercato nel 2025 non ha dato frutti, nonostante i dazi abbiano spaventato molti investitori. Alcuni operatori di Wall Street che avevano venduto pesantemente durante il calo di aprile si sono ritrovati a rientrare in corsa nel pieno del rimbalzo, che ha portato l’S&P 500 a guadagnare circa il 25% dai minimi di quel mese.

Infine, sul versante della politica monetaria, il presidente della Fed di Chicago, Austan Goolsbee, ha dichiarato in un’intervista rilasciata venerdì 11 che le ultime minacce tariffarie lanciate dal presidente Trump potrebbero riaccendere i timori legati all’inflazione, inducendo la Federal Reserve a mantenere un atteggiamento prudente rispetto a futuri tagli dei tassi di interesse. Goolsbee, che dalla riunione di giugno si è mostrato tra i membri più favorevoli a un nuovo taglio dei tassi, insieme ai governatori Christopher Waller e Michelle Bowman, ha però sottolineato come l’inasprimento della politica commerciale imponga maggiore cautela. «Più continuiamo ad aggiungere elementi che rendono difficile capire se i prezzi saliranno o meno», ha detto, «più sembra di sollevare polvere nell’aria, invece di fare chiarezza».

17:30 I principali indici Usa proseguono negativi

L’S&P500 perde uno 0,4%, il Nasdaq uno 0,2% e il Dow Jones uno 0,7%.

Secondo un memo interno visionato dal Wall Street Journal, il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha ordinato l’eliminazione di qualsiasi ostacolo normativo che rallenti lo sviluppo e la diffusione dei droni. La notizia ha spinto al rialzo diversi titoli del settore: le azioni di Red Cat e Unusual Machines hanno guadagnato oltre il 20% nelle contrattazioni recenti, mentre Kratos Defense & Security Solutions e ZenaTech sono salite di circa il 12%. Il documento è uno dei diversi ordini esecutivi firmati il mese scorso dal presidente Trump e prevede che il Dipartimento della Difesa approvi l’acquisto di centinaia di prodotti americani destinati all’impiego militare.

15:30 Wall Street apre in calo

Le nuove minacce tariffarie lanciate dal presidente Usa Donald Trump potrebbero mettere fine alla recente corsa rialzista dei mercati azionari. All’apertura l’S&P500 perde lo 0,5%, il Nasdaq lo 0,3% e il Dow Jones lo 0,6%. Il cambio euro dollaro rimane stabile a 1,1695 e il rendimento dei Tresury Usa con scadenza a 10 anni sale al 4,401%.

Nella serata di giovedì 10 luglio, Trump ha annunciato l’intenzione di aumentare dal 25% al 35% i dazi sulle importazioni dal Canada. L’esenzione rimarrà per ora valida solo per i beni che rispettano i criteri dell’accordo Usmca (United States-Mexico-Canada Agreement) – il trattato commerciale che ha sostituito il Nafta, regolando gli scambi tra Stati Uniti, Canada e Messico – ha precisato un funzionario della Casa Bianca. Il primo ministro canadese Mark Carney ha assicurato che Ottawa collaborerà con Washington per definire un nuovo accordo commerciale entro il 1° agosto, data prevista per l’entrata in vigore della nuova tariffa.

Intanto, secondo quanto riportato da Nbc News, Trump avrebbe anticipato che l’Unione Europea riceverà a breve i dettagli sulle nuove aliquote. Sempre secondo l’emittente americana, il presidente Usa sarebbe pronto a introdurre dazi generalizzati tra il 15% e il 20% nei confronti della maggior parte dei partner commerciali, che non hanno ancora ricevuto comunicazioni ufficiali in merito. Tuttavia, funzionari e diplomatici europei ritengono che l’Unione sia vicina a un possibile accordo di massima con gli Stati Uniti, che si spera possa evitare l’imposizione unilaterale di tali dazi da parte di Washington. 

«Da parte nostra restiamo pienamente pronti e determinati a concludere un accordo di principio con gli Stati Uniti», ha dichiarato il portavoce dell’Ue. Ha aggiunto di non avere aggiornamenti sui tempi, precisando: «Attendiamo un segnale dai nostri interlocutori americani che indichi la loro disponibilità a fare lo stesso».

Ecco cinque titoli da monitorare nel corso della seduta.

1. Bp

Il colosso energetico prevede svalutazioni post-imposte fino a 1,5 miliardi di dollari e ha segnalato che i prezzi più bassi di petrolio e gas peseranno sui risultati trimestrali. Nonostante ciò, il titolo sale dell’1,7% in apertura.

2. Unilever

Il gruppo ha nominato un nuovo ceo per Ben & Jerry’s, intensificando la lunga disputa con il marchio di gelati sulle sue prese di posizione in ambito sociale. Il titolo apre a -0,9%.

3. Coinbase

Le azioni dell’exchange cripto più grosso negli Usa aprono a +0,3%, spinte dal un nuovo massimo storico del bitcoin.

4. MicroStrategy

Le azioni della società statunitense di software di business intelligence, nota per essere uno dei principali detentori aziendali di Bitcoin, utilizzato come riserva di valore strategica, guadagnano l’1,7% in apertura, trascinati dal momentum rialzista della criptovaluta.

5. Aritzia

Il retailer canadese di abbigliamento ha rivisto al rialzo le previsioni sugli utili annuali, grazie alla riduzione dei dazi statunitensi sulle importazioni dalla Cina. Il titolo sale del 5,3% in apertura.



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