La frenata di Porsche pesa in modo significativo sui conti di Porsche Automobil Holding, che perde un terzo dei suoi guadagni. Nei primi nove mesi dell’anno la holding controllata dalle famiglie Porsche e Piëch - principale azionista sia della casa delle auto di lusso sia del gruppo Volkswagen - ha registrato un utile di gruppo rettificato dopo le imposte di 1,6 miliardi di euro, in netto calo rispetto ai 2,5 miliardi dello stesso periodo del 2024 (-36%).
Il risultato, secondo la società, è stato «significativamente influenzato» dalle difficoltà operative di Porsche e del gruppo Volkswagen, alle prese con costi miliardari legati al rinvio dei nuovi modelli elettrici e con un indebolimento della domanda in Cina.
Porsche Automobil Holding detiene il 12,5% di Porsche e resta il principale azionista del gruppo Volkswagen con il 31,9% del capitale e oltre la metà dei diritti di voto (53,3%). Il rallentamento nel passaggio all’elettrico della casa sportiva - che ha imposto una revisione della strategia e un nuovo piano industriale - si riflette direttamente nel risultato da equity della holding, sceso a 1,7 miliardi per la quota Vw (da 2,3) e ad appena 100 milioni per la quota Porsche (da 400 milioni).
Il risultato di gruppo dopo le imposte si attesta così a 1,24 miliardi, contro i 2,48 miliardi dell’anno precedente.
Nonostante il contesto complesso, Porsche Automobil Holding sottolinea i progressi sul fronte della solidità patrimoniale. Il direttore finanziario Johannes Lattwein ha spiegato come il gruppo abbia «ottimizzato la struttura del finanziamento» grazie a operazioni di rifinanziamento e rimborsi anticipati. La holding ha infatti collocato un Schuldschein da 1,5 miliardi, utilizzato per rimborsare un prestito bancario e una tranche di un precedente Schuldschein del 2023. Il risultato è una riduzione dell’indebitamento lordo e una maggiore flessibilità finanziaria.
Il debito netto risulta sostanzialmente stabile a 5 miliardi (5,16 a fine 2024). A ottobre la società ha inoltre rinegoziato a condizioni migliori una linea di credito revolving ancora non utilizzata.
La holding conferma l’intenzione di diversificare il portafoglio, guardando con interesse ai settori della difesa e della sicurezza, spinti dagli aumenti strutturali della spesa militare in Europa. Il 5 novembre Porsche Automobil Holding ha organizzato un «Defense Day» per facilitare il dialogo con family office tedeschi ed europei interessati a investimenti nell’ambito della difesa. La strategia serve a superare il complesso momento attraversato dall’industria automobilistica tedesca, stretta tra costi della transizione elettrica, concorrenza cinese e shock nella supply chain, mentre gruppi come Rheinmetall e altri continuano a ricevere ordini record.
Nonostante l’indebolimento dei conti, Porsche Automobil Holding conferma le stime per l’intero 2025, riviste però a settembre dopo il profit warning legato alla nuova strategia Ev di Porsche: per l’esercizio in corso la holding prevede un utile rettificato dopo le imposte compreso tra 0,9 e 2,9 miliardi, mentre il debito netto dovrebbe attestarsi tra 4,9 e 5,4 miliardi. (riproduzione riservata)