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La corsa dell'affitto breve

Milano Finanza - Numero 133 pag. 47 del 06/07/2024

In un mondo post-pandemia alla ricerca di flessibilità gli affitti brevi sembrano la proposta immobiliare che meglio risponde a un ventaglio variegato di esigenze. In Italia a dimostrarlo è la quota del patrimonio immobiliare destinata a questo tipo di locazione, che negli ultimi anni è cresciuta in modo costante.

Delle 36 milioni di unità immobiliari residenziali, quelle destinate all'affitto breve ammontano circa a 697 mila, secondo i calcoli di Scenari Immobiliari. Un numero che mostra una crescita del 10% negli ultimi 12 mesi. Se si guarda ai contratti di locazione a breve termine stipulati nei principali capoluoghi italiani, i numeri rivelano anche in questo caso un incremento. In termini percentuali, confrontando i primi sei mesi di quest'anno con quelli 2023, la crescita più elevata la registra Firenze (+21,8%), seguita da Roma (+18,2%), Venezia (+17,5%) e Milano (+11,1%), con una media a livello nazionale di quasi il 16% (si veda la tabella in pagina).

L'impennata del numero di contratti è parallela a quella dei canoni medi per questo tipo di alloggi. L'aumento si riscontra soprattutto nelle città che registrano una densità di popolazione e di turismo più elevata, dove le locazioni a breve termine si sono affiancate a quelle tradizionali di lungo periodo. Secondo l'analisi di Scenari Immobiliari, la composizione della domanda vede ancora al primo posto coloro che scelgono queste soluzioni per svago (la durata di solito è pari o inferiore ai 30 giorni). In seconda posizione c'è anche però chi cerca queste abitazioni per studio o per lavoro (con una durata non superiore ai 18 mesi).

Entrando più nel dettaglio, il patrimonio immobiliare che fa riferimento alla categoria affitti brevi include i bed & breakfast (che sulle oltre 697 mila unità residenziali contano per circa il 5%), le abitazioni private gestite in maniera professionale (pesano per il 18% sulle unità complessive) e quelle private gestite in modo autonomo, che nel complesso degli immobili destinati alla locazione breve fanno la parte del leone e pesano per il 77%.

Nonostante il progressivo aumento del numero di strutture nella Penisola, stando ai calcoli di Scenari Immobiliari le abitazioni destinate alla locazione breve rappresentano ancora poco meno del 2% dello stock residenziale nazionale. Tuttavia il dato va letto in considerazioni di due fattori. Il primo considera la variabilità del numero di queste strutture nell'arco dell'anno. La quantità di strutture è infatti strettamente correlata in primo luogo alla stagionalità, alla programmazione degli eventi in un determinato territorio e alle scelte dei singoli proprietari di mettere a disposizione l'alloggio.

La seconda variabile, forse la più rilevante, guarda la quota percentuale delle locazioni brevi sullo stock residenziale complessivo. Infatti, anche se la percentuale rispetto allo stock complessivo potrebbe sembrare molto bassa, il valore deve essere considerato in base alla regione, alla provincia e al comune, oltre che in relazione alle dinamiche del capoluogo, soprattutto quelli densamente turistici. Se si considera quest'ultimo aspetto, la presenza di immobili in affitto breve sembra già più rilevante: a Firenze e Lucca la quota delle locazioni brevi tocca il 5% rispetto allo stock residenziale complessivo, Siena sfiora il 3,5%, mente a Venezia si rileva una percentuale prossima al 4,5%. A Milano la quota rispetto allo stock complessivo supera il 2%, mentre Roma o Palermo restano intorno all'1,5%. Se si circoscrive l'ambito di analisi considerando alle sole abitazioni realmente a disposizione (gli alloggi che non sono occupati da persone in proprietà o in locazione), si individua un'ampia offerta a Firenze di circa il 34% e Venezia del 27%, Lucca circa il 24% e Milano quasi il 18%. Il fenomeno sembra trainato dalle grandi città: Milano e Roma guidano l'offerta, insieme a ai centri d'arte come Firenze e Venezia. Secondo gli esperti, le previsioni riguardano un consolidamento dell'interesse per il settore, con un incremento dei contratti più o meno accentuato. (riproduzione riservata)



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