Un martedì in rosso per le borse asiatiche. Alle ore 7:20 italiane il Nikkei cede lo 0,14%, Hong Kong lo 0,31%, Shanghai lo 0,64%. L'oro si porta a 1.900 dollari l'oncia, mentre il petrolio Wti americano perde lo 0,7% a 68,73 dollari il barile. Il dollaro, intanto, sale sulle maggiori valute che cedono, in media, lo 0,10%, con l'euro che passa di mano a 1,2182, lo yen a 109,41, la sterlina a 1,4161, mentre il rendimento del T bond Usa decennale arretra dall'1,59% al'1,57%. Intanto i futures su Wall Street sono in leggero rialzo. E il Bitcoin viaggia in rosso (-5%) a 32.835 dollari.
L'indice Shanghai Composite ha perso oggi lo 0,5% a 3.581 già durante i primi scambi dopo aver toccato i massimi degli ultimi quattro mesi, con gli investitori che non hanno accolto bene le indicazioni secondo cui ieri sono stati registrati 33 nuovi casi di infezioni da Covid-19, in aumento rispetto a 19 di un giorno prima. Anche le notizie secondo cui Pechino ha intensificato la lotta contro il trading e l'estrazione (mining) del Bitcoin ha inciso in negativo sulla propensione al rischio, insieme alle news secondo cui una serie di account relativi alle criptovalute nella piattaforma cinese Weibo, un'app simile a Twitter, sono stati bloccati durante il fine settimana.
Negli Stati Uniti il Dow Jones ha chiuso in rosso nelle scorse ore mentre gli investitori attendono una nuova lettura relativa alll'inflazione dei prezzi core. Sul fronte commerciale, le importazioni cinesi sono aumentate a maggio ai massimi degli ultimi dieci anni a causa dell'incrememento della domanda di materie prime, mentre la crescita delle esportazioni è rallentata più del previsto complici i lockdown causati dalle infezioni di Covid nei principali porti meridionali del Paese. Fra le notizie economiche, la nuova funzionalità di Apple progettata per offrire agli utenti una maggiore privacy durante la navigazione sul web non sarà disponibile in Cina per questioni normative.
L'economia giapponese si è contratta dell'1,0% a livello trimestrale nel periodo gennaio-marzo 2021, rispetto alla stima iniziale di un calo dell'1,3% e alle stime di mercato di un -1,2% e dopo una crescita del 2,8% nel quarto trimestre. Questa è stata la prima contrazione dal secondo trimestre del 2020, a causa di una decisa ripresa dei contagi, in parallello a un lento programma di vaccinazioni, con una spesa in conto capitale che è diminuita meno di quanto inizialmente previsto. Su base annua, l'economia ha registrato una contrazione del 3,9%, rispetto al dato preliminare del 5,1%.
L'avanzo delle partite correnti del Giappone è salito intanto a 1.321,8 miliardi di yen ad aprile da 206,47 miliardi nello stesso mese dell'anno precedente e rispetto alle aspettative del mercato di un avanzo di 1.500,6 miliardi di yen. Le esportazioni sono aumentate del 38% mentre le importazioni sono cresciute del 21,2%. (riproduzione riservata)