I mercati azionari asiatici viaggiano in rosso, martedì 25 aprile, zavorrati dalla Cina e dalle tensioni geopolitiche. Alle ore 7:20 italiane il Nikkei sale dello 0,15%, Hong Kong perde l’1,7%, Shanghai lo 0,8%. Il T bond Usa decennale vede il rendimento calare dal 3,53% al 3,47% mentre i futures su Wall Street sono sotto la parità (Nasdaq -0,4%). I mercati in Australia e Nuova Zelanda sono chiusi per festività.
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Lunedì il Nasdaq ha chiuso in ribasso, sottoperformando l'S&P 500 e il Dow, mentre gli investitori aspettano i risultati delle trimestrali dei gruppi big tech quali Microsoft, mentre le azioni Tesla sono scese a causa dei timori sui piani di investimento.
«C'è molta incertezza. I mercati ancora non sanno quanto i prestiti bancari siano stati influenzati dai recenti sviluppi... quando l'inflazione raggiungerà un picco duraturo», spiega Prashant Bhayani, Chief Investment Officer Asia di Bnp Paribas Wealth Management.
Bhayani sottolinea l'ansia per altri punti deboli che potrebbero essere messi in luce dalle turbolenze bancarie in Usa e Svizzera.
Gli operatori attendono di vedere gli utili societari e un mix di dati economici da Stati Uniti, Europa e Cina per capire su quali binari prosegue la crescita e quando potrebbe iniziare una recessione negli Usa, aggiunge l’analista.
Nel mercato dei titoli di stato statunitensi, i rendimenti continuano a calare anche martedì grazie alla ricerca di luoghi dove parcheggiare la liquidità in attesa che il cielo si rischiari.
La Cina ha cercato di prendere le distanze dalle dichiarazioni dell'ambasciatore in Francia, Lu Shaye, che ha messo in dubbio l'indipendenza degli stati ex sovietici (un pensiero allineato a quello russo) e ha scatenato una tempesta di polemiche in Europa.
Lu ha detto venerdì che le ex nazioni sovietiche non hanno uno status sovrano come paesi indipendenti, minando in questo modo gli sforzi della Francia per ottenere l'aiuto di Pechino nella ricerca della pace in Ucraina. In una dichiarazione, l'ambasciata cinese a Parigi ha affermato che i commenti erano «un'espressione di un punto di vista personale» e non dovrebbero essere interpretati in maniera eccessiva. L’ambasciata ha poi rimosso una trascrizione delle osservazioni di Lu da WeChat.
Il ministro degli Esteri lituano Gabrielius Landsbergis ha scritto in un tweet «ecco perché gli Stati baltici non si fidano della Cina per mediare la pace in Ucraina». Estonia e Lettonia, nazioni che hanno sofferto per decenni sotto il duro dominio dell'Unione Sovietica, hanno convocato i diplomatici cinesi nelle loro capitali per spiegare la situazione.
«Le osservazioni di Lu e le forti reazioni che hanno suscitato in Europa sono un po' un autogol», il commento di Ja Ian Chong, professore associato di scienze politiche all’Università di Singapore. «L'incidente è rivelatore delle tensioni nella politica estera cinese», ha aggiunto Chong.
Il ministro degli Esteri britannico James Cleverly chiederà alla Cina di essere più trasparente sulla sua espansione militare nell'Indo-Pacifico per evitare un «tragico errore di calcolo», riporta Bloomberg. (riproduzione riservata)