L'Asia attende la Fed contrastata, alle ore 7:20 italiane il Nikkei sale dello 0,98%, ma l'Hang Seng perde lo 0,76% e Shanghai lo 0,87%. L'oro viaggia laterale a 1.886 dollari l'oncia, mentre il petrolio Wti americano guadagna lo 0,32% a 71,11 dollari il barile. Poco scambiate le valute, con l'euro che passa di mano a 1,2127, lo yen a 110,08, la sterlina a 1,4113. Il T bond Usa decennale vede nel frattempo il rendimento in discesa dall'1,494% di inizio sessione asiatica all'1,482%, mentre i futures su Wall Street sono sopra la parità.
Ieri il Nasdaq Composite ha chiuso a livelli record (+0,74% battendo gli altri indici), con gli investitori che hanno preferito optare per i titoli tech più che per i ciclici. Tutti e sei i giganti di Wall Street, Microsoft, Amazon, Alphabet, Facebook, Tesla e Apple, hanno chiuso in territorio positivo.
Intanto oggi lo Shanghai Composite si è portato ai minimi di quasi tre settimane con gli investitori che si stanno dimostrando cauti per timore che un'impennata dell'inflazione negli Stati Uniti spingerà la Federal Reserve a prendere in considerazione l'aumento dei tassi di interesse prima del previsto. La banca centrale americana inizierà la sua riunione di politica monetaria di due giorni nel corso della giornata.
Il sentiment è stato anche intaccato dai report secondo cui il giro di vite della Cina sulle criptovalute si è diffuso nel sud-ovest del Paese, con le autorità locali che hanno emesso un avviso di indagine per appropriazione indebita e uso non autorizzato di elettricità da parte dei miners di bitcoin. Intanto le vendite di veicoli in Cina sono diminuite del 3% su base annua nel mese di maggio, interrompendo una serie di 13 mesi consecutivi di guadagni iniziati ad aprile 2020. Gli investitori ora attendono una serie di dati economici sempre dalla Cina nel corso della settimana, compresa la produzione industriale, le vendite al dettaglio e il tasso di disoccupazione.
Sul fronte politico, la delegazione cinese in missione presso l'Unione europea ha esortato la Nato a smettere di esagerare con la "teoria della minaccia cinese" dopo che i leader del gruppo hanno avvertito che il Paese presenta "sfide sistemiche". I leader del Patto atlantico ieri avevano preso una posizione forte nei confronti di Pechino in un comunicato relativo al primo vertice del presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, con l'alleanza.
"Le ambizioni dichiarate della Cina e il comportamento assertivo presentano sfide sistemiche all'ordine internazionale basato su regole e alle aree rilevanti per la sicurezza dell'alleanza", hanno detto i leader della Nato. Il nuovo presidente degli Stati Uniti ha esortato i colleghi a resistere all'autoritarismo della Cina e alla crescente potenza militare, un cambiamento di focus per un'alleanza creata per difendere l'Europa dall'Unione Sovietica durante la Guerra Fredda.
La dichiarazione della Nato, ha ribattutto la Cina, "calunnia" lo sviluppo pacifico della Cina, giudica male la situazione internazionale e indica una "mentalità da Guerra Fredda", ha affermato in risposta Pechino con un documento pubblicato sul sito web della missione, ha scritto Reuters. La Cina è sempre stata impegnata nello sviluppo pacifico, ha aggiunto la nota. (riproduzione riservata)