Si apre una settimana intensa sul fronte degli appuntamenti economici. Le banche centrali di Stati Uniti e Giappone faranno infatti il punto sulla politica monetaria, mentre saranno sotto i riflettori i verbali dei board in Australia e India. Altre importanti eventi da seguire sono la produzione industriale di Usa e Cina oltre alle vendite al dettaglio e ai dati sull'inflazione nel Regno Unito e in Canada, la bilancia commerciale e l'inflazione del Giappone e i dati sull'occupazione in Australia.
Alle ore 7:20 italiane il Nikkei sale dello 0,56%, l'Hang Seng e Shanghai sono chiuse per festività, mentre l'oro cede lo 0,73% a 1.865 dollari per oncia e il petrolio Wti americano guadanga lo 0,44% a 71,22 dollari il barile. Poco mosse le valute, con l'euro che passa di mano a 1,2104, lo yen a 109,75, la sterlina a 1,4111. Il rendimento del T bond Usa decennale si assesta all'1,464% in rialzo dall'1,45% di inizio sessione asiatica, mentre i futures su Wall Street sono sopra la parità per ora.
I trader in Asia si stanno preparando alla volatilità intorno alla riunione del Federal Open Market Committee nel corso della settimana. Anche la notizia che il giro di vite in Cina sulle criptovalute si è diffuso nel sud-ovest della Cina sta incidendo sul sentiment, insieme ai report secondo cui le autorità hanno emesso un avviso che ordina un'indagine per appropriazione indebita e uso non autorizzato di elettricità da parte dei minatori di Bitcoin. La criptovaluta oggi si assesta a 36.892 dollari, in contrazione rispetto ai massimi degli ultimi cinque giorni a quota 37.158 dollari.
Sul fronte della pandemia, ieri la Cina ha registrato 23 nuovi casi di Covid-19, in calo rispetto ai 34 del giorno prima. Passando alle notizie sul forex, il presidente Tayyip Erdogan ha dichiarato ieri che la banca centrale turca ha concordato con la Cina di aumentare una struttura di scambio della valuta esistente a 6 miliardi di dollari dai 2,4 miliardi precedenti.
Intanto arriva un buona notizia sul fronte degli investimenti diretti esteri in Cina, aumentati del 35,4% su base annua a 481 miliardi di yuan (75,3 miliardi di dollari) tra gennaio e maggio 2021, a causa anche di un confronto con una cifra contenuta relativa allo scorso anno quando il Paese era sotto Covid e gli investimenti erano diminuiti del 3,8% a causa dell'impatto della pandemia. Lo riportano i dati del ministero del Commercio cinese.
Gli investimenti esteri nel settore dei servizi sono aumentati del 41,6% rispetto all'anno precedente a 381,9 miliardi di yuan. Nel frattempo, l'industria high-tech è cresciuta del 34,6%, di cui l'industria dei servizi high-tech è aumentata del 37,6% e l'industria manifatturiera high-tech è cresciuta del 25%. Tra le principali fonti di investimento, i capitali esteri sono aumentati dai paesi dell'area Asean (56%), Ue (16,8%), mentre gli investimenti dai paesi lungo la Belt and Road sono saliti del 54,1% sempre secondo i dati pubblicati dal ministero del Commercio della Repubblica Popolare Cinese. (riproduzione riservata)