L'Asia scambia al rialzo grazie al calo del rendimento del T bond decennale, in vista dei dati sull'inflazione di maggio negli Usa che saranno pubblicati nel corso della giornata. Alle ore 7:20 italiane il Nikkei sale dello 0,37%, Hong Kong dello 0,28% e Shanghai dello 0,85%. A rinforzare il sentiment, la notizia che Pechino e Washington hanno concordato di promuovere relazioni commerciali sane e di cooperare sulle differenze dopo i recenti colloqui fra le due parti.
L'oro cede intanto lo 0,37% a 1.996 dollari per oncia, il petrolio Wti americano perde lo 0,56% a 69,56 dollari il barile, mentre le valute scambiano poco mosse e in leggera debolezza, con l'euro che passa di mano a 1,2169, lo yen a 109,54, la sterlina a 1,4112. Il T bond Usa decennale, intanto, vede il rendimento scendere dall'1,49% all'1,48% con i futures su Wall Street positivi in media per lo 0,12%.
Gli investitori hanno accolto positivamente gli sforzi delle autorità del Guangdong, il polo manifatturiero della Cina e la più grande provincia per produzione economica, di intensificare i test di massa questa settimana dopo un'impennata di casi locali di Covid-19 dalla fine di maggio. Nel frattempo, la Casa Bianca ha abbandonato gli ordini esecutivi dell'era Trump mirati a vietare le popolari app TikTok e WeChat e condurrà la propria indagine in materia. Dal canto suo, JP Morgan ha dichiarato che escluderà le obbligazioni in dollari di Huawei da alcuni dei suoi indici di investimento a partire dalla fine di luglio a seguito delle sanzioni statunitensi contro le aziende tecnologiche cinesi approvate di recente dal Senato americano.
Nelle scorse ore il principale regolatore bancario e assicurativo cinese ha affermato che le banche dovrebbero proteggersi da un aumento delle attività deteriorate in vista delll'annullamento di alcune delle misure di soccorso attuate durante la pandemia per sostenere le imprese. "Il tasso di insolvenza per alcune grandi e medie aziende è aumentato e i rischi di credito presso gli istituti bancari si sono intensificati", ha detto Guo Shuqing, presidente della China Banking and Insurance Regulatory Commission, a un forum finanziario a Shanghai.
Guo ha aggiunto poi che la tendenza crescente a formare bolle immobiliari a livello locale è "grave". Secondo l'Institute of International Finance, le insolvenze delle obbligazioni societarie sono aumentate notevolmente in Cina negli ultimi anni, raggiungendo i 14 miliardi di dollari nel 2020. Le banche cinesi hanno toccato nel frattempo la cifra record di 3.000 miliardi trilioni di nuovi prestiti nel 2020, secondo i dati pubblicati dalla People's Bank of China. Gli investitori dovrebbero anche essere consapevoli delle potenziali perdite di investimento su prodotti finanziari derivati, sui futures legati alle materie prime e agli schemi Ponzi in aumento, ha aggiunto Guo. (riproduzione riservata)