L’Asia regge bene l’ultimo aumento (+0,25%) dei tassi Usa e il fatto che il governatore della Fed, Jerome Powell, abbia gelato le aspettative di tagli del costo del denaro a breve. Venerdì 4 maggio alle ore 7:20 italiane il Nikkei sale dello 0,2%, Hong Kong dell’1,07% e Shanghai dello 0,7% dopo il ritorno dalle festività dei Lavoratori.
Corre l’oro, +0,8% a 2.053 dollari l’oncia, il petrolio Wti americano recupera lo 0,6% a 69,03 dollari il barile mentre euro e yen salgono dello 0,2% rispettivamente a 1,1085 e 134,5. Il T bond Usa decennale rende il 3,34% e i futures su Wall Street tornano positivi (Nasdaq +0,5%).
Leggi anche:
La Federal Reserve ha alzato i tassi di interesse di un quarto di punto percentuale e ha lasciato capire che potrebbe essere l'ultima mossa della campagna di inasprimento più aggressiva dagli anni '80.
L'aumento ha portato il costo del denaro fra il 5% e il 5,25%, il livello più alto dal 2007. Se questo costo del denaro si dimostrerà abbastanza alto da riportare l'inflazione all'obiettivo del 2% della Fed, «sarà oggetto di continua valutazione», ha detto Powell. Il governatore ha poi aggiunto che non ci saranno tagli se il tasso di inflazione rimane troppo alto.
Un'altra banca statunitense si trova sull'orlo del baratro dopo il crollo di diversi istituti di credito regionali e ora sta valutando una serie di opzioni tra cui una vendita, scrive Bloomberg.
PacWest, con sede a Beverly Hills, sta infatti prendendo in considerazione uno spezzatino o un aumento di capitale. Il titolo è crollato del 58% alla fine delle negoziazioni di New York, dopo il -28% martedì quando gli investitori hanno venduto i titoli delle banche regionali in seguito all'accordo di JPMorgan per rilevare la fallita First Republic Bank.
Le banche regionali statunitensi sono in subbuglio dopo che una corsa ai depositi ha colpito diversi istituti di credito, portando al crollo di tre gruppi con sede in California e uno a New York.
I fornitori di dati finanziari cinesi hanno recentemente smesso di pubblicare informazioni dettagliate sulle società del Paese ai clienti esteri, una mossa che aumenta le difficoltà che i gruppi stranieri devono affrontare quando cercano di ottenere dati che Pechino potrebbe ritenere sensibili.
Gli investitori che operano in Cina si trovano ad affrontare un ambiente più difficile nonostante la spinta di Pechino per migliorare i legami a livello globale. Le società di consulenza statunitensi sono infatti sotto i riflettori, scrive Bloomberg, con le autorità che nelle ultime settimane hanno preso di mira gli uffici cinesi di Bain & Company, Mintz Group e Capvision.
Ad aprile il governo ha approvato una nuova legge sul controspionaggio che ha ampliato l'elenco delle attività che potrebbero essere considerate di interesse nazionale, intensificando i rischi per le imprese straniere.
Wind Information Co. negli ultimi mesi non permette più ai clienti che utilizzano la sua piattaforma al di fuori della Cina di accedere al database relativo alle aziende del Paese. Il cambiamento sarebbe dovuto a requisiti normativi.
Wind raccoglie dati su oltre 200 milioni di imprese e 270 milioni di rappresentanti legali e manager, secondo il suo sito web. Possiede informazioni su azionisti e società controllate, raccolta di fondi e attività di investimento, controversie legali e rischi operativi.
Anche i database Qichacha e TianYanCha, società che forniscono servizi simili, sono inaccessibili da tempo agli utenti al di fuori della Cina. (riproduzione riservata)