Borse asiatiche in rialzo, mentre il dollaro ripiega per il terzo giorno consecutivo dopo che la Cina ha dichiarato che metterà fine alle quarantene obbligatorie all'arrivo nel Paese dall'estero a partire dall'8 gennaio. Lo hanno annunciato il 26 dicembre le autorità sanitarie, dopo la revoca a inizio dicembre della maggior parte delle misure
anti-Covid in vigore dal 2020. Dal prossimo mese sarà richiesto soltanto un test negativo di meno di 48 ore per entrare in territorio cinese, ha affermato in una nota la Commissione Sanità, che ha funzioni di ministero. Le proteste contro la politica zero-Covid del Partito comunista
cinese sono scoppiate a dicembre, costringendo il governo ad allentare le norme.
Il tutto, però, mentre il Paese sta affrontando un'esplosione di casi di Covid-19. Molti ospedali sono sopraffatti, le farmacie segnalano carenze di farmaci per curare la febbre, mentre è segnalato anche un afflusso insolitamente elevato di corpi da cremare. Nei primi 20 giorni di dicembre, dopo la revoca delle misure straordinarie, circa 248 milioni di persone, pari al 18% della popolazione, avrebbe contratto il virus. Il presidente cinese, Xi Jinping, ha chiesto misure per "proteggere efficacemente la vita delle persone". Inoltre, l’autorità di regolamentazione bancaria e assicurativa del paese ha annunciato che rafforzerà il sostegno alle piccole imprese private nei settori della ristorazione e del turismo che sono stati duramente colpiti dall'epidemia. La ripresa dei consumi sarà una priorità, ha affermato il regolatore.
I listini di Shanghai e Shenzhen sono saliti, rispettivamente, dello 0,88% e dello 0,74%. Mentre Seoul ha chiuso con un progresso dello 0,68%. Hong Kong è chiusa per festività. Invece, il Nikkei giapponese è cresciuto dello 0,16% a 26.447 punti dopo aver toccato il massimo da una settimana in avvio di seduta. Acquisti sui produttori di cosmetici, delle compagnie aeree e di altre società che soddisfano la domanda dei viaggiatori internazionali: Shiseido ha guadagnato il 6,1% e Japan Airlines è salita del 2,2%. “I listini cinesi, davanti a sostanziali decisi cambiamenti politici e sostenuti dalla propria banca centrale, possono continuare a brindare”, ha affermato Gabriel Debach, market analyst di eToro, facendo presente che la People's Bank of China (PBoC) il 27 dicembre ha iniettato nuova liquidità nel sistema bancario per un importo di circa 206 miliardi di yuan, dati che fanno seguito a quelli della scorsa settimana di 704 miliardi di yuan (la più grande iniezione settimanale dalla fine di ottobre).
Dal fronte macro le vendite al dettaglio a novembre in Giappone sono salite per il nono mese consecutivo del 2,6% su anno contro attese per un +3,7%, grazie anche agli aiuti del Governo sui viaggi interni per sostenere l'industria del turismo e all'eliminazione delle restrizioni anti-Covid all'ingresso. Mentre il tasso di disoccupazione giapponese è sceso a novembre al 2,5% della forza lavoro. Il settore dei servizi, in particolare hotel e ristoranti, ha continuato a beneficiare della riapertura del Giappone ai visitatori stranieri da inizio ottobre e dei sussidi pubblici a sostegno del turismo interno. Invece, è rimasto stabile a 1,35 il rapporto tra posti vacanti e domande, ossia c'erano 135 offerte di lavoro ogni 100 candidature. Quanto agli utili industriali in Cina si sono contratti ancora nel periodo gennaio-novembre: 3,6% anno su anno come conseguenza delle misure anti-Covid, anche se gli economisti prevedono un miglioramento delle prospettive economiche il prossimo anno dopo il cambio di passo sul Covid.
I future di Wall Street salgono (+0,54% quello sul Dow Jones e +0,66% quello sull’S&P500). Il cambio euro-dollaro vale 1,066 (+0,36%). Tra le materie prime, acquisti sul petrolio (+0,83% a 85,20 dollari al barile il Brent) e sull’oro (+0,62% a 1.815 dollari l’oncia). (riproduzione riservata)