Brillante il Nikkei, mercoledì 3 luglio, che alle ore 7:30 italiane sale dell’1,4% nonostante lo yen sprofondi ai minimi di oltre 38 anni sul dollaro (-0,25% a 161,85), mentre Hong Kong guadagna lo 0,9% e Shanghai cede lo 0,4%,
I mercati in Asia sono in rialzo per la terza sessione dopo che l'S&P 500 e il Nasdaq hanno chiuso a livelli record nella speranza di un taglio dei tassi grazie al fatto che il presidente della Fed, Jerome Powell, ha preso atto dei recenti progressi sull'inflazione.
I titoli immobiliari, dei beni di consumo e tech salgono dopo che il governo della città prevede di pubblicare presto una proposta di legge per indurre le aziende a trasferire la sede a Hong Kong. Sempre a Hong Kong, le vendite al dettaglio sono diminuite per il terzo mese a maggio a causa della forza della forte valuta locale (il dollaro di HK collegato a quello Usa) e di una base elevata di confronto con lo scorso anno.
Il Pmi Caixin China General Services (indice elaborato da Caixin, non è quello del governo) è sceso a 51,2 a giugno 2024 da 54,0 di maggio, sotto le previsioni di 53,4 e indicando il valore più basso dallo scorso ottobre. Pur segnando il 18° mese consecutivo di crescita dell’attività dei servizi (lo sono tutti i valori sopra 50), lo slancio si è indebolito a causa del rallentamento della domanda. A questo si aggiunga che il sentiment ha toccato il livello più basso degli ultimi 4 anni.
La guardia costiera cinese ha arrestato un peschereccio taiwanese insieme ai suoi sei membri dell’equipaggio mentre salgono le tensioni dopo la nomina del nuovo presidente dell’isola che Pechino considera propria.
Due navi della Guardia costiera cinese hanno inviato degli ufficiali a bordo della barca che operava vicino all'isola di Kinmen martedì sera, scrive la Central News Agency, agenzia stampa di Taipei. Kinmen è controllata da Taiwan e si trova a meno di 3 chilometri dalla terraferma. Gli ufficiali cinesi hanno preso a bordo i sei membri dell'equipaggio per salpare verso il porto di Weitou, nella città cinese di Jinjiang.
Il primo ministro indiano Narendra Modi si reca a Mosca la prossima settimana per colloqui con il presidente Vladimir Putin, la sua prima visita nel paese dall’invasione dell’Ucraina da parte del Cremlino nel 2022. Sarà anche la prima visita bilaterale di Modi dalle elezioni in India.
L’incontro, che aiuterà Putin a contrastare i tentativi di Usa e Ue di isolarlo, avviene due mesi dopo che il presidente russo si è recato in Cina per la prima visita all’estero del suo nuovo mandato. Un viaggio che ha «sottolineato la crescente dipendenza di Mosca da Pechino, cui l’India guarda con attenzione», scrive Bloomberg. (riproduzione riservata)