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la portaerei Usa Gerald Ford
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Iran, la Cina avverte i suoi cittadini: lasciate immediatamente il Paese

di Giusy Iorlano
27 febbraio 2026, 13:00 Ultimo aggiornamento: 13:48

Intanto gli Usa autorizzano a partire il personale non essenziale dell’ambasciata in Israele mentre la Gerald Ford, la più grande portaerei del mondo, è ripartita dall’isola di Creta

La Cina lancia un allarme senza precedenti, invitando i propri cittadini a evitare viaggi in Iran e a lasciare immediatamente il Paese per quelli già presenti. La misura, comunicata ufficialmente dal ministero degli Esteri e dalle missioni diplomatiche in Iran, arriva dopo un «significativo incremento dei rischi per la sicurezza esterna» dato che il Paese è esposto a ripetute minacce di attacchi da parte degli Stati Uniti. «Alla luce dell’attuale situazione di sicurezza in Iran, il ministero degli Esteri cinese e le ambasciate e i consolati cinesi in Iran ricordano ai cittadini cinesi di evitare per il momento di recarsi in Iran», ha aggiunto Pechino.

Il comunicato ufficiale sottolinea che l’assistenza per l’evacuazione, sia via aerea che via terra, sarà garantita a chiunque ne faccia richiesta. L’invito è chiaro: rafforzare le precauzioni e organizzare quanto prima la partenza. Non è un semplice avvertimento, ma una presa d’atto della crescente instabilità nella regione, che ha già spinto altri Paesi a emettere simili raccomandazioni.

E questo nonostante i negoziati in corso tra Usa e Iran sul nucleare e sui missili che, dicono i mediatori dell’Oman, stanno facendo passi avanti e che, dopo il round del 26 febbraio a Ginevra, annunciano nuove trattative la prossima settimana a Vienna. Ma la guerra s’avvicina, lasciano intendere le fonti statunitensi, che esprimono «insoddisfazione» e «delusione» perché gli iraniani non accettano di consegnare all’America tutto il loro uranio arricchito e non rinunciano ai loro missili attualmente capaci di raggiungere Israele e lembi d’Europa, ma che potrebbero allungare in un prossimo futuro la loro gittata.

Usa autorizzano il personale non essenziale dell’ambasciata in Israele a partire 

Che la tensione nell’area stia salendo emerge anche dalla notizia che gli Stati Uniti hanno autorizzato il personale non essenziale della propria ambasciata a Gerusalemme a lasciare il Paese, sullo sfondo di un possibile attacco americano contro l’Iran. Lo ha riferito il New York Times. In una e-mail inviata nella mattinata di venerdì 27 febbraio ai dipendenti della sede diplomatica, l'ambasciatore Mike Huckabee li ha avvertiti che se volevano lasciare Israele, «avrebbero dovuto farlo oggi».

Proprio nella giornata di oggi la Uss Gerald R. Ford, la più grande portaerei del mondo, arriverà a largo delle coste settentrionali di Israele  nell’ambito di un massiccio rafforzamento militare nell’area, mentre il presidente Usa Donald Trump valuta se intraprendere un’azione militare contro l’Iran. La portaerei è partita il 26 febbraio dall’isola greca di Creta dopo una sosta di rifornimento presso una base navale statunitense.

I precedenti

Già lo scorso 14 gennaio era stato la stessa Farnesina a invitare tutti i cittadini italiani presenti in Iran a lasciare il Paese, al termine di una riunione con il ministro Antonio Tajani, l’ambasciatore a Teheran e altri diplomatici italiani presenti nella regione.

Secondo quanto riferito dalla Farnesina, in Iran si trovano circa 600 cittadini italiani, principalmente a Teheran, tutti sotto costante monitoraggio da parte dell’ambasciata. La preoccupazione non riguarda solo i civili. Nella regione sono presenti oltre 900 militari italiani, fra cui circa 500 in Iraq e 400 in Kuwait. Anche per loro sono state adottate misure precauzionali a tutela del personale militare, ha precisato la Farnesina.

Non solo Italia. Anche Usa e Gb hanno ritirato il personale dalle basi in Medio Oriente come misura precauzionale. Parte del personale della base aerea statunitense di Al-Udeid in Qatar, la più grande base statunitense del Medio Oriente, con circa 10 mila soldati, ha già ricevuto il mese scorso l’indicazione di lasciare il sito. Anche il Regno Unito ha ritirato il personale da una base militare statunitense in Qatar. (riproduzione riservata)



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