Si arricchisce di un nuovo capitolo la saga sulla causa fra Cdp e Euronext in relazione ai vertici di Borsa Italiana. Secondo quanto appreso da MF-Milano Finanza da fonti romane, la giudice del Tribunale speciale di Amsterdam sarebbe orientata a consegnare il fascicolo al collega del Tribunale ordinario. Questo comporterebbe un allungamento dei tempi. Intanto il 29 aprile è prevista l’assemblea dei soci di Borsa Spa nella sede di Palazzo Mezzanotte a Milano, durante la quale il ceo di Euronext, Stéphane Boujnah, chiederà la conferma dell’ad uscente, Fabrizio Testa e della presidente della stessa Borsa, Claudia Parzani. In quella sede Cdp, che detiene l’8% della holding dei listini europei, potrà presentare le sue osservazioni, ma senza una sentenza in mano difficilmente potrà fare molto più.
Si tratta della causa mossa da Cassa Depositi e Prestiti contro Euronext, holding di listini europei che controlla il 100% di Borsa Spa. L’ad Dario Scannapieco, infatti, richiamandosi ai patti parasociali sottoscritti quando Borsa Spa venne rilevata da Euronext, vuole stabilire chi sarà il prossimo amministratore delegato dell’Italia. La holding, che ha sede in Olanda, intende invece confermare, come si è visto, il board uscente considerati i più che buoni risultati degli ultimi cinque anni.
E mentre Cdp vuole far riconoscere i patti del 2020, Euronext ribatte che gli accordi presi all’epoca riguardano invece la presidenza del Supervisory Board (dove oggi siede Piero Novelli) e un membro di Cdp (Francesca Scaglia). Le relazioni fra le parti si sono irrigidite negli ultimi mesi, quando Cdp ha iniziato a considerare Euronext una partecipata da inserire nell’ultimo round di nomine. Tanto che il nome emerso nel frattempo al posto di Testa sarebbe quello di Alessandro Decio, ex amministratore delegato di Sace e di Banco Desio. (riproduzione riservata)