La Camera americana ha approvato con 216 voti favorevoli e 214 contrari la risoluzione che spiana la strada per la «grande e bellissima» legge di bilancio voluta da Donald Trump. Alla fine, dopo le iniziali titubanze di una parte del partito, solo due repubblicani hanno votato contro e altri due si sono astenuti.
Il voto rappresenta, comunque, un significativo passo in avanti per l’agenda legislativa di Trump e segna una vittoria cruciale per la Casa Bianca, un giorno dopo la decisione del presidente di sospendere temporaneamente la maggior parte dei dazi annunciati lo scorso 2 aprile.
L’approvazione della misura alla Camera sblocca una corsia preferenziale procedurale per una legge di bilancio che sarà presentata entro fine anno, volta a estendere i tagli fiscali in scadenza, ridurre ulteriormente le tasse e incrementare la spesa per la sicurezza dei confini e la difesa nazionale.
Il disegno di legge è fondamentale per il programma del presidente, che prevede agevolazioni fiscali, tagli alla spesa pubblica ed espulsioni di massa. Ci sono ancora altre votazioni in vista della stesura del pacchetto definitivo da parte del Congresso legislatori nelle prossime settimane.
«Faremo tutto il possibile per essere il più aggressivi possibile», ha dichiarato il leader della maggioranza al Senato John Thune.
I leader del partito hanno, comunque, rimandato le decisioni più complicate, presentando il voto come una semplice questione procedurale e promettendo ulteriori discussioni in futuro. Ora i repubblicani tenteranno di redigere una legge che racchiuda gran parte dell’agenda legislativa di Trump, cercando di farla approvare sia alla Camera che al Senato, dove dispongono di un margine di appena tre voti in ciascuna aula.
I repubblicani concordano ampiamente su alcuni punti chiave, come l’estensione dei tagli fiscali del primo mandato di Trump, in scadenza il 31 dicembre, e l’allocazione di centinaia di miliardi di dollari per la sicurezza dei confini e la difesa nazionale. Tuttavia, sono profondamente divisi sui tagli alla spesa, in particolare sul Medicaid. I conservatori vogliono introdurre requisiti lavorativi e ridurre la quota federale dell'espansione avvenuta con l’Obamacare, ma i moderati della Camera e alcuni senatori – tra cui Susan Collins del Maine, Lisa Murkowski dell’Alaska e Josh Hawley del Missouri - si oppongono a tali modifiche.
Sul fronte fiscale, i repubblicani potrebbero dividersi su diverse questioni. I rappresentanti degli Stati a forte imposizione fiscale spingono per un significativo aumento del limite di 10 mila dollari sulle detrazioni per le tasse statali e locali, mentre altri avvertono che ciò equivarrebbe a sovvenzionare i governi statali.
Alcuni repubblicani vogliono mantenere gli incentivi fiscali per l’energia pulita, ampliati dai democratici nel 2022 e che stanno generando investimenti nei loro distretti, mentre altri li considerano superflui e un facile bersaglio per recuperare centinaia di miliardi di dollari. Il bilancio approvato nella giornata del 10 aprile offrirà solo una guida minima per il lavoro futuro. I piani adottati da Camera e Senato, peraltro, non coincidono.
Quello della Camera prevede almeno 1.500 miliardi di dollari di tagli alla spesa in dieci anni e consente 4 mila miliardi di dollari di tagli fiscali; se i tagli alla spesa aumentano, anche i tagli fiscali possono crescere. Il piano del Senato, invece, fissa solo 4 miliardi di dollari di tagli alla spesa e permette oltre 5 mila miliardi di dollari di tagli fiscali. I senatori hanno dichiarato di puntare a tagli molto più ampi, ma di voler mantenere flessibilità nella stesura della legge. (riproduzione riservata)