Ma da metà anni 90 sono fallite quasi tutte le società italiane del comparto (Olivieri, Porto Laconia, mentre Bagaglino-ValturCasa non è fallita, ma ha via via dismesso tutte le multiproprietà). Gli investimenti degli acquirenti andarono così perduti per cui il prodotto subì un primo durissimo colpo. Il colpo successivo fu causato da nuove società che intravvidero la possibilità di vendere multiproprietà in località estere (isole Canarie, Baleari, Santo Domingo, Mar Rosso, Kenia ecc.) con profitti notevolissimi data la stagionalità più lunga. Nel giro di poco i clienti dovettero però constatare che il costo del solo volo per arrivare a destinazione era superiore a quello dei pacchetti offerti dai tour operator, comprensivi di hotel 4-5 stelle, volo, trasferimenti, assicurazioni ecc. Il tutto mentre i costi di gestione lievitavano con l'aumentare del carovita. Ma il colpo definitivo al comparto l'ha dato il cambio nel modo di fare vacanza, complice internet che consente di reperire facilmente alberghi e voli a basso costo. Insomma, la maggior parte di chi possiede una multiproprietà (con rogito o con certificato d'uso) vorrebbe disfarsene per non pagare più condominio e Ivie (imposta sugli immobili all'estero), ma non trova acquirenti. (riproduzione riservata)