Dopo alcune esitazioni iniziali, ora anche la Bundesbank vuole accelerare i lavori sull’euro digitale. Il presidente Joachim Nagel ha evidenziato ieri: «Abbiamo perso un po’ di tempo e adesso occorre andare più veloci». Nagel, in un incontro della Bri a Basilea a cui hanno partecipato anche il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta e quello francese François Villeroy de Galhau, ha detto che soprattutto in Germania in passato c’è stata una «dipendenza dai contanti» ma di recente «è diminuita l’attrattività del cash» per i cittadini. Di conseguenza, ha aggiunto il banchiere centrale, per la Bundesbank è arrivato il momento di accostare un «nuovo prodotto», cioè l’euro digitale, al «prodotto principale» della banca centrale in declino, ovvero i contanti.
Come riportato su MF-Milano Finanza del 18 aprile, il Parlamento Ue ha rinviato l’approvazione del testo legislativo sull’euro digitale alla prossima legislatura ma la valuta è sempre più sostenuta da banche centrali e governi europei, anche da quelli all’inizio più riluttanti.
In Germania e in Francia si sono diffuse in principio preoccupazioni (immotivate) riguardo allo stop all’utilizzo dei contanti. Inoltre alcune banche tedesche e francesi hanno espresso timori per una significativa riduzione dei depositi. Su questo punto i responsabili Bce dell’euro digitale (prima Panetta e ora Piero Cipollone) hanno più volte rassicurato, ricordando le contromisure che saranno prese dall’Eurosistema, a cominciare dai limiti individuali al possesso.
Ora tutti i principali Paesi sono convinti dell’euro digitale. Villeroy ieri ha ricordato che occorre «un’àncora di stabilità» per la moneta. «Prima o poi avremo bisogno di una valuta digitale della banca centrale sia all’ingrosso che al dettaglio. Gli istituti di credito non devono essere intimoriti», ha aggiunto.
L’evoluzione tecnologica avrà conseguenze significative anche per le banche centrali. «Se 20 anni fa mi aveste chiesto se il modello di business delle banche centrali fosse distruttibile, vi avrei risposto di no. Ora non ne sono più così sicuro», ha detto Nagel. In tal senso il presidente della Bundesbank ha ricordato i progressi necessari sulla tecnologia Dlt (Distributed Ledger Technology).
«Le banche centrali tra dieci anni saranno molto diverse», ha sottolineato Panetta. «Sono convinto che ci saranno meno economisti e più data scientist, fisici e crittografi. L’attività sarà la stessa ma l’implementazione del mandato sarà molto diversa, con competenze più eterogenee». Con una battuta Panetta ha aggiunto: «Per fortuna mi sarò ritirato per quell’epoca».
In tema di evoluzione tecnologia il governatore di Bankitalia ha sottolineato le opportunità e i rischi della tokenizzazione di asset. I token sono rappresentazioni digitali di attività che possono essere più facili da usare rispetto agli asset sottostanti, per esempio negli scambi. Sono un’opportunità anche per le transazioni all’ingrosso nel sistema finanziario.
Panetta, che è anche presidente del Cpmi (Committee on Payments and Market Infrastructures) della Bri, ha fatto l’esempio del biglietto che si riceve a teatro quando si lascia il cappotto nel guardaroba. È più comodo avere un biglietto (il token) durante lo spettacolo, ma nel mondo finanziario è possibile che il cappotto non sia alla fine restituito. Perciò, ha evidenziato il banchiere centrale, occorre un quadro legale per definire in modo approfondito la materia. (riproduzione riservata)