La Bmw a idrogeno arriverà nel 2028. Ecco come funzionerà la nuova iX5
Bmw rilancia il suo piano sull’idrogeno e conferma l’arrivo nel 2028 della prima iX5 Fuel Cell sviluppata con Toyota. Obiettivo: affiancare l’elettrico a batteria con una tecnologia a zero emissioni pensata per lunghe percorrenze e rifornimenti in pochi minuti
Molti ricordano il precedente impegno verso l’idrogeno, con decenni di sviluppo, arrivando al V12 della Serie 7 alimentato direttamente come combustibile, e con profondi ripensamenti. Oggi il mondo è cambiato, anche la visione della mobilità a idrogeno ha assunto aspetti diversi. Bmw, in collaborazione con Toyota, il cui modello Mirai è in vendita da qualche tempo, indica il momento della svolta. Focalizzata nella sede di San Donato Milanese con il Bmw Hydrogen Day.
Forte di aver centrato gli obiettivi europei di riduzione delle emissioni anche per il 2025 senza ricorrere a dilazioni o carbon credit, Bmw torna a parlare di idrogeno come soluzione aggiuntiva in grado di garantire mobilità elettrica ideale ad alte percorrenze e tempi di rifornimento nell’ordine di 5-6 minuti. Durante il Bmw Hydrogen Day presso l’House of Bmw, uno sguardo ai futuri sbocchi della mobilità a zero emissioni.
Con la conferenza Powering Italy’s Green Future: The Role of Hydrogen and Fuel Cell Technology in future Mobility, i responsabili tecnici del progetto di sviluppo sull’idrogeno, con Toyota partner per la tecnologia fuel cell (celle a combustibile) e l’azienda FNM per le infrastrutture di rifornimento, che ha già inaugurato le prime stazioni a idrogeno nell’area di Milano.

A livello di prodotto Bmw conferma l’impegno verso la produzione in serie a idrogeno (il prototipo, alimentato a idrogeno ma con motore termico, è del 2000), fissando l’ingresso a listino nel 2028 della prima iX5 con motore elettrico e tecnologia fuel cell sviluppata con Toyota per la prima ammiraglia suv con innovativa piattaforma di terza generazione. Sistema che risulta maggiormente compatto e più efficiente rispetto alla precedente esperienza del 2023.

Grazie al nuovo flat storage pack, pianale piatto con sette serbatoi sottili (e non più due grossi, disposti a T) ospitanti idrogeno e collegati tra loro, mostra le medesime dimensioni del pacco batterie della normale versione elettrica. Può pertanto essere posizionato sotto la scocca della vettura e lo rende interscambiabile in linea di produzione, per l’assemblaggio alternativo alle tradizionali batterie, nello stabilimento dedicato in Austria.
La capacità complessiva è di 7 kg di idrogeno compresso a 700 bar: nuova configurazione che garantirà percorrenze intorno a 750 km (ciclo Wltp) e rifornimenti superveloci.

Per Bmw l’idrogeno sarà una mobilità complementare e non sostitutiva. La nuova iX5 “neue Klasse” 2028 infatti sarà la prima dell’Elica disponibile in cinque configurazioni di alimentazione differenti: benzina, Diesel, ibrida plug-in, elettrica a batteria ed elettrica a idrogeno.
Per la rete di rifornimento, imprescindibile per l’introduzione e diffusione di una tecnologia cosi innovativa, FNM (società responsabile per le tangenziali milanesi) prevede il completamento di cinque stazioni di ricarica entro fine anno, completandone due a Carugate per ogni senso di marcia, a Rho in direzione Sud e due a Tortona (in entrambe le direzioni), con l’obiettivo di creare intorno a Milano una rete per la mobilità urbana, con punti di ricarica che permettano di raggiungere altre stazioni già presenti in tutti gli Stati confinanti con il Nord Italia e raggiungibili con una singola ricarica. Saranno aperte 24/7 e permetteranno ricariche ultraveloci con una capacità di erogare una tonnellata al giorno, al prezzo indicativo di circa 19 euro al kg.

Presente al meeting anche Toyota, partner strategico per la tecnologia fuel cell, forte di 30 mila vetture Mirai già prodotte dal 2014, modello di serie a idrogeno giunta alla terza generazione. Collabora anche in Europa con altri per il trasporto pesante (esperimenti già in corso da anni anche da parte di Bmw) e bus, perché l’idrogeno per caratteristiche di produzione, stoccaggio e trasporto può essere la soluzione ottimale anche per i mezzi pesanti, senza lunghi tempi di ricarica e con un ben più notevole impatto sulle riduzioni delle emissioni. Esemplari gli Eco Cluster già realizzati a Parigi con taxi e mezzi di trasporto urbani e l’esempio del corridoio di sperimentazione tra Olanda e Germania per trasporto pesante dove alcuni corrieri olandesi utilizzano già autoarticolati a idrogeno. L’impiego dell’idrogeno aprirà quindi nuove svolte anche per quanto riguarda sistemi intermodali di trasporto tra trasporto su gomma, treni e navi. (Riproduzione riservata)
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