Prosegue macinando successi l’equity crowdfunding su Mamacrowd (piattaforma di cui Azimut è azionista di maggioranza) dal birrificio Baladin. Lanciata lo scorso 6 marzo, la campagna finalizzata all’apertura del capitale a nuovi soci ha raggiunto in meno di 24 ore i 2,5 milioni di raccolta e oggi, 12 marzo 2024, ha superato anche il target massimo, fissato a 5 milioni di euro. La società guidata dal fondatore e ceo, Teo Musso, ha pertanto centrato tutti gli obiettivi in anticipo di ben 42 giorni rispetto alla data di scadenza della campagna.
In totale, si apprende sul sito di Mamacrowd, a metà mattinata di martedì 12 Baladin ha raccolto quasi 5,1 milioni di euro da 2.343 investitori, che possono entrare nel capitale del gruppo con un ordine minimo di 250 euro. La valutazione pre-money della società è di 50 milioni: frutto di un 2022 (ultimo bilancio depositato) chiuso con 16 milioni di fatturato e marginalità superiore al 20%. Nel 2028 la società conta di generare un giro d’affari compreso in una forchetta tra 35 e 50 milioni con ebitda tra i 7 e i 12,5 milioni. Il che implica un tasso annuo medio di crescita di circa il 22% e marginalità lorda del 25%.
Alla luce del successo della campagna, la diluizione complessiva dei tre soci - la famiglia del fondatore Musso (70%), il fondatore di Eataly, Oscar Farinetti (16%) e il management (14%) – sarà complessivamente di circa il 10%. Un passo che dovrebbe portare poi allo sbarco in borsa nel giro di cinque anni, tanto che il gruppo sta già svolgendo il programma Ipoready di Euronext, finalizzato ad allenare piccole e medie imprese (e non solo) in vista di un futuro sbarco a Piazza Affari.
Fondata nel 1996 a Piozzo, in provincia di Cuneo, Baladin è stata la prima realtà a produrre una birra 100% italiana attraverso una filiera agricola nazionale. Quasi la metà dei 5 milioni di raccolti, si legge nel prospetto sul sito di Mamacrowd, saranno utilizzati per il marketing, in Italia e all’estero. Un ulteriore 24% verrà destinato alle risorse umane, sia in area vendite e marketing sia in ambito produzione e controllo di gestione. Il 17% del totale sarà impiegato per Open Hub, in uno stabilimento acquisito a Bernareggio (Monza-Brianza): sarà la sede del primo birrificio condiviso d'Italia, con produzione gestita dal team Baladin. Infine, il 13% delle risorse verrà utilizzato per migliorare i processi di produzione e gli strumenti necessari. Parte di questo piano sarà finanziato anche con risorse del Pnrr. (riproduzione riservata)