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La Bce ribadisce che monitorerà il tasso di cambio, euro-dollaro sotto 1,20
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La Bce ribadisce che monitorerà il tasso di cambio, euro-dollaro sotto 1,20

di Marco Vignali
04 febbraio 2021, 11:10

Secondo l'Istituto centrale, l’incertezza resta elevata, motivo per cui le condizioni resteranno accomodanti. Il Consiglio osserverà da vicino tasso di cambio e inflazione, le cui prospettive rimangono circoscritte anche nel medio termine. Infine un appello agli Stati affinché utilizzino gli aiuti del Recovery Fund

Nel consueto bollettino economico della Banca centrale europea i temi toccati sono stati, come al solito, diversi. Il focus è ricaduto innanzitutto sulle campagne vaccinali, che l’Eurotower continua a ritenere il punto cardine su cui focalizzare la maggior parte delle risorse. L'avvio delle vaccinazioni segna "un traguardo importante" nel percorso verso la risoluzione della crisi sanitaria, ma "la pandemia continua a porre seri rischi per la salute pubblica e per le economie dell'area euro e del resto del mondo", ha rilevato la Bce nel bollettino economico.

La ripresa dei contagi e le nuove rigide misure di contenimento "stanno tutt’ora minando l’attività economica", ha affermato l'istituzione monetaria, secondo cui “nel settore manifatturiero l'attività “continua a evidenziare una buona capacità di tenuta, mentre è soggetta a una forte contrazione nel comparto dei servizi, anche se di minori proporzioni rispetto alla prima ondata della pandemia agli inizi del 2020”.

Il prodotto interno lordo dovrebbe aver registrato una flessione nel quarto trimestre del 2020, e l'intensificarsi della pandemia comporterà alcuni rischi al ribasso per le prospettive economiche a breve termine. L'inflazione si confermerà molto contenuta, in un contesto caratterizzato da una domanda debole e da una significativa capacità inutilizzata nei mercati del lavoro e dei beni e servizi: le pressioni di fondo sui prezzi resteranno contenute a causa della debolezza della domanda, specie nel turismo e nei viaggi, e delle ridotte spinte salariali. Anche con riferimento alle aspettative di inflazione a più lungo termine, le misure desunte dalle indagini e gli indicatori ricavati dai mercati, malgrado il lieve aumento di questi ultimi, rimangono su livelli contenuti.
 
“I dati più recenti confermano, nel complesso, la precedente valutazione dello scenario di base del Consiglio direttivo relativa a un pronunciato impatto della pandemia sull'attività economica nel breve periodo e a una protratta debolezza dell'inflazione. Alla fine del 2020 la ripresa economica mondiale è proseguita, in un contesto caratterizzato da crescenti avversità legate alla recrudescenza della pandemia”, ha evidenziato la Bce nel suo bollettino economico, puntualizzando che il protrarsi dei provvedimenti di chiusura nei Paesi più duramente colpiti dalla pandemia comporterà rischi al ribasso sempre maggiori. Nel medio periodo, la ripresa economica dell'area euro dovrebbe essere sorretta dalle favorevoli condizioni di finanziamento, dall'orientamento espansivo delle politiche di bilancio e da una ripresa della domanda quando verranno revocate le misure di contenimento e si ridurrà l'incertezza.

Questo quadro, delineato ancora da una notevole incertezza, insieme con l'esigenza di garantire a tutti i settori economici condizioni di finanziamento favorevoli nel periodo della pandemia, implica che continui a essere "fondamentale un ampio grado di stimolo monetario. Contribuendo a ridurre l’incertezza e a rafforzare la fiducia, questo incoraggerà la spesa per consumi e gli investimenti delle imprese”, ha spiegato la Bce, “sostenendo l’attività economica e salvaguardando la stabilità dei prezzi nel medio termine". Le condizioni finanziarie internazionali rimangono molto accomodanti grazie al sostegno fornito ai mercati azionari dagli andamenti legati ai vaccini contro il Covid-19, dalle politiche di bilancio espansive e da un minore grado di incertezza circa il futuro delle relazioni commerciali tra Unione europea e Regno Unito.

Non solo gli stimoli sul fronte monetario, perché in questa circostanza unica “è essenziale che gli Stati utilizzino gli aiuti del Recovery Fund per veicolare fondi verso una spesa produttiva fortemente necessaria, attuando al contempo riforme a sostegno della produttività". La Bce ha ribadito così quanto già affermato più volte (l’ultima in un articolo di analisi che era stato già anticipato martedì scorso), sottolineando che "ciò consentirebbe al programma Next Generation Eu di contribuire a una ripresa più rapida, solida e uniforme, e accrescerebbe la capacità di tenuta economica e il potenziale di crescita degli Stati membri. Le politiche strutturali”, ha proseguito la Bce, “sono particolarmente importanti per colmare le carenze di fondo e istituzionali di lungo periodo e accelerare la transizione verso un’economia verde e digitale".

Infine, il Consiglio direttivo "resta pronto ad adeguare tutti gli strumenti a sua disposizione, ove opportuno, per assicurare che l’inflazione continui a convergere verso il proprio obiettivo, in linea con il suo impegno alla simmetria", ha sottolineato l’istituto di Francoforte, evidenziando anche la volontà di seguire l'andamento del tasso di cambio con riferimento alle sue possibili implicazioni per le prospettive di inflazione a medio termine. "Riguardo alla forza dell'euro monitoriamo molto attentamente i tassi di cambio, perché sappiamo che hanno un impatto sui prezzi e che giocano un ruolo sulle nostre previsioni", aveva affermato l’istituto lo scorso 21 gennaio. "Siamo molto attenti sui cambi e come ho detto tutti gli strumenti possono essere aggiustati”, era stato ulteriormente puntualizzato, e nulla è fuori dal tavolo".

Nel mentre l'euro accentua i ribassi, finendo sotto la soglia psicologica di 1,20 dollari per la prima volta dal primo dicembre scorso. Il cross valutario euro-dollaro scambia attualmente a 1,1988, in calo dello 0,39%. Lo scorso 21 gennaio l'euro era salito fin sopra 1,2350 dollari, segnando nuovi massimi da metà 2018. “Il Dollaro Usa è al quarto rialzo consecutivo e per la prima volta da due mesi sotto la soglia discriminante di quota 1,20”, sottolineano gli analisti di Websim, evidenziando l’analogo movimento per il Dollar Index, salito a 91,3 e sui massimi da inizio dicembre. “Il dollaro è in prossimità della soglia discriminante verso 1,20, la cui rottura al ribasso potrà far scattare a nostro giudizio nuovi acquisti in tendenza. Il bilancio da inizio anno, infatti, vede il dollaro in progresso, con un apprezzamento dell’1,80% contro l’euro”, concludono gli analisti. (riproduzione riservata)



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