Il consiglio direttivo della Bce ha lasciato invariati i tassi, ma ha segnalato che potrebbe presto iniziare il ciclo di tagli. I tassi sui depositi restano al 4%, quelli sulle operazioni di rifinanziamento principali al 4,5%. Quanto alle prossime mosse, la banca centrale ha però osservato che «se la valutazione aggiornata del consiglio direttivo in merito alle prospettive di inflazione, alla dinamica dell’inflazione di fondo e all’intensità della trasmissione della politica monetaria accrescesse ulteriormente la fiducia che l’inflazione stia convergendo stabilmente verso l’obiettivo, sarebbe opportuno ridurre l’attuale livello di restrizione della politica monetaria». Il riferimento in questo caso è al possibile taglio di giugno.
In ogni caso, ha aggiunto la Bce, «per determinare livello e durata adeguati della restrizione, il consiglio direttivo continuerà a seguire un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono definite di volta in volta a ogni riunione, senza vincolarsi a un particolare percorso di riduzione».
Le nuove informazioni, ha osservato la Bce, hanno sostanzialmente confermato la precedente valutazione circa le prospettive di inflazione a medio termine. «L’inflazione ha continuato a ridursi, soprattutto per effetto dell’andamento più contenuto degli alimentari e dei beni. Le misure dell’inflazione di fondo stanno perlopiù diminuendo, la crescita dei salari registra una graduale moderazione e le imprese stanno assorbendo parte dell’incremento del costo del lavoro con i loro profitti. Le condizioni di finanziamento rimangono restrittive e i precedenti rialzi dei tassi di interesse continuano a incidere sulla domanda, contribuendo al calo dell’inflazione. Tuttavia le pressioni interne sui prezzi sono forti e mantengono elevata l’inflazione dei servizi». (riproduzione riservata)