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La Bce garantirà sicurezza fino al 2022. Ma gli investitori devono guardare oltre
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La Bce garantirà sicurezza fino al 2022. Ma gli investitori devono guardare oltre

di Marco Vignali
22 gennaio 2021, 15:25 Ultimo aggiornamento: 15:28

Nessuna sorpresa dalla riunione di ieri. Per Morgan Stanley le previsioni di crescita del primo trimestre 2021 potrebbero essere riviste al ribasso. Secondo invece Hsbc, l'Eurotower continuerà a controllare indirettamente i rendimenti fino a quando potrà

La riunione di politica monetaria della Bce di ieri, la prima del 2021, ha confermato le attese del mercato. Come ampiamente previsto infatti non ci sono state sorprese, soprattutto dopo che nel meeting di dicembre gli sforzi dell’Eurotower erano stati consistenti. I tassi sono rimasti invariati e il programma App continuerà a funzionare con 20 miliardi di euro al mese. L’istituto ha ribadito inoltre il pacchetto da 1.850 miliardi di euro del Pepp, da utilizzare entro marzo 2022, e le condizioni dei finanziamenti a basso costo tramite il programma Tltro, disponibili fino alla metà dello stesso anno.
 
Sebbene non siano state pubblicate nuove proiezioni economiche, Lagarde ha osservato che gli sviluppi positivi, tra cui l'accordo sulla Brexit, l'inizio delle vaccinazioni, il Recovery fund e una ripresa della produzione, hanno ampiamente bilanciato la pandemia e i lockdown più severi. Ha sottolineato però che i rischi rimangono orientati al ribasso, mettendo in evidenza l'incertezza sulla campagna vaccinale e la debolezza del settore dei servizi. “Siamo sostanzialmente d'accordo”, evidenziano gli analisti di Morgan Stanley, “e vediamo un rischio al rialzo per la previsione di crescita del quarto trimestre del 2020 della Bce, pari a -2,2% su base trimestrale, e un rischio al ribasso per l'attuale proiezione del primo trimestre del nuovo anno, che si attesta allo 0,6% sempre su base trimestrale”.
 
Il meeting di ieri ha confermato sia che il Pepp non dovrà essere usato completamente sia che potrebbe essere addirittura ricalibrato, come richiesto per mantenere condizioni di finanziamento favorevoli. “Riteniamo che questo risultato sia il frutto di un compromesso, e notiamo che, da dicembre, diversi membri del board hanno sottolineato la volontà di non usarlo del tutto, mentre altri hanno spinto addirittura per un incremento”, sottolineano da Morgan Stanley.
 
Lagarde ha inoltre evitato di dare risposte dettagliate sul fatto che le diverse società zombie siano sostenute da condizioni di finanziamento favorevoli o se la Bce stesse agendo per impedire che i rendimenti rispondessero agli eventi politici, concentrandosi e limitandosi a ribadire l’impegno per garantire condizioni di finanziamento favorevoli per controbilanciare l'impatto della pandemia. “Forse, il suo commento più degno di nota è stato che un euro digitale coesisterebbe con il contante, e che dovrebbe essere attuato gradualmente. Spunti che pensiamo possano rendere effettivamente più probabile l’avvento di un euro digitale”, affermano da Morgan Stanley.
 
Infine, Lagarde ha nuovamente osservato che l'inflazione dovrebbe aumentare all'inizio di quest'anno, in gran parte a causa di effetti favorevoli dovuti ai prezzi dell'energia e all'inversione del taglio dell'Iva tedesca, pur rilevando che la dinamica dell'inflazione sottostante è rimasta debole, con un'inflazione che dovrebbe rimanere ben al di sotto dell'obiettivo. La presidente ha nuovamente sottolineato che la recente forza dell’euro è un fattore chiave che la Bce sta monitorando, ma non ha rilasciato particolari dichiarazioni per limitarne l’entità.
 
Secondo gli analisti di Hsbc, dopo la ricalibrazione della politica in dicembre, “gennaio è sempre stato un incontro abbastanza tranquillo, e si è sempre mantenuto sulle direttive del mese precedente. Lagarde ha sostenuto che la definizione "olistica e multiforme" delle condizioni finanziarie della Bce non è volta a controllare direttamente i rendimenti, dato che essi sono solo uno dei molti input di politica monetaria, anche se ha confermato che rappresentano un contributo molto importante. In pratica, se diverse curve di rendimento dell'area dell'euro si spostassero notevolmente, in particolare nel contesto del recente rafforzamento dell'euro, nulla di ciò che è stato detto ieri suggerisce che la Bce non cercherebbe di contrastarlo”, sottolineano gli strategist, secondo i quali, quindi, nonostante le intenzioni olistiche, l'approccio flessibile per fare acquisti del Pepp è “abbastanza vicino” ad essere un regolatore dei rendimenti “de facto”.
 
Per quanto riguarda il dibattito sulla necessità di utilizzare tutta la dotazione del programma, Hsbc nota che il ritmo degli acquisti di obbligazioni della Bce è nuovamente cresciuto quest'anno, poiché le stesse emissioni stanno aumentando. “Al ritmo attuale, la Bce sarà abbastanza vicina a utilizzare l'intera dotazione entro marzo 2022. Pertanto, se dovesse avere bisogno di aumentare il ritmo in modo sostanziale per mantenere condizioni finanziarie favorevoli, potrebbe avvicinarsi ai vincoli legali di acquisto, data la necessità di rispettare lo schema di capitale e il limite del 50% dell’emissione. A sua volta, gli investitori potrebbero presto iniziare a preoccuparsi di ciò che accadrà dopo marzo 2022”, sottolineano gli analisti. (riproduzione riservata)



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