Dopo la Banca Centrale Europea a giugno, è la Bank of England a dare una svolta al percorso di politica monetaria tagliando i tassi di interesse. Nel meeting di luglio, il Comitato ha deciso di ridurre i tassi di 25 punti base dal 5,25% al 5%. È la prima volta che la BoE li abbassa, dopo il taglio di emergenza dei tassi nel marzo 2020. In seguito nel 2022 li aveva aumentati fino al 5,25% di agosto 2023, livello in cui erano rimasti stabili nell'ultimo anno.
«Le pressioni inflazionistiche si sono allentate abbastanza da consentirci di abbassare i tassi oggi», ha detto con soddisfazione il governatore della banca centrale britannica, Andrew Bailey, pur precisando che ci sarà cautela sul futuro.
«L’inflazione su base tendenziale è rimasta sul target del 2% sia nel mese di maggio che a giugno, in parte a causa dell’affievolirsi dell’impatto di shock globali come la guerra in Ucraina e la Covid, in parte a causa dell'aumento dei tassi di interesse», ha commentato il board della Bank of England. «Si prevede», si legge nella nota della banca, «che l’inflazione aumenterà a circa il 2,5% nella seconda metà di quest’anno, rivelando più chiaramente la persistenza delle pressioni inflazionistiche interne». Tuttavia il Comitato si aspetta che il calo dell’indice dei prezzi al consumo e la normalizzazione di molti indicatori delle aspettative di inflazione continuino a influenzare le dinamiche più deboli di determinazione dei salari e dei prezzi.
Quanto alla crescita, sebbene il pil sia stato più forte del previsto, «l’orientamento restrittivo della politica monetaria continua a pesare sull’attività nell’economia reale» con effetti sul mercato del lavoro e attenuando le pressioni inflazionistiche. In ogni caso «la politica monetaria dovrà continuare a rimanere restrittiva per un periodo sufficientemente lungo finché i rischi sul ritorno sostenibile dell’inflazione all’obiettivo del 2% nel medio termine non si saranno ulteriormente dissipati», spiega la Boe, sottolineando che «continuerà a monitorare attentamente i rischi di persistenza dell’inflazione e deciderà ad ogni riunione il grado appropriato di restrizione della politica monetaria». (riproduzione riservata)