I tassi di riferimento tornano ai minimi da due anni nel Regno Unito. La Bank of England (Boe) ha tagliato i tassi di interesse di 25 punti base giovedì al 4%, il livello più basso da marzo 2023. La decisione del board ha l’obiettivo di bilanciare l’inflazione persistente con le preoccupazioni sulla crescita economica e sul mercato del lavoro. La mossa, attesa da mercato e analisti, rappresenta il quinto taglio consecutivo di un quarto di punto della Banca d’Inghilterra che supera così la Federal Reserve (la banca centrale Usa) nel suo ciclo di allentamento monetario.
Il taglio arriva «seppur con una spaccatura nel voto che segnala un atteggiamento da falco», spiega Simon Dangoor, head of fixed income macro strategies di Goldman Sachs Asset Management. La decisione è stata infatti presa con una maggioranza risicata di cinque voti su quattro. Dangoor evidenzia la sfida della Banca nel bilanciare un’inflazione persistente con un allentamento crescente del mercato del lavoro. L’orientamento di politica monetaria resta «graduale e prudente», con ulteriori allentamenti probabilmente dipendenti dai dati, anche se alcuni membri ritengono l’equilibrio della decisione molto delicato. «Pur continuando ad aspettarci il prossimo taglio a novembre, con l’attenuarsi di inflazione e crescita salariale, la riunione odierna suggerisce che il percorso di allentamento potrebbe essere più cauto», conclude Dangoor.
L’obiettivo primario del Comitato di politica monetaria resta quello di riportare l’inflazione al target del 2% a medio termine. All’interno della nota post meeting, il board ha ricordato che l’inflazione nel Regno Unito è aumentata del 3,5% nel secondo trimestre dell’anno, spinta dall’andamento dei prezzi energetici e alimentari. «La crescita salariale rimane elevata, ma è ulteriormente diminuita di recente e si prevede che rallenterà significativamente nel resto dell’anno», ha spiegato però il Comitato, sottolineando che «l’inflazione dei prezzi al consumo nei servizi è rimasta» al contempo «sostanzialmente stabile negli ultimi mesi». Il board continuerà quindi «a vigilare sulla misura in cui l’allentamento delle pressioni salariali si rifletterà sull’inflazione dei prezzi al consumo».
Dalla Bank of England sono poi arrivate alcune previsioni sul futuro. La Boe «prevede che l’inflazione aumenterà ancora», anche se leggermente, «raggiungendo un picco del 4% a settembre». Successivamente, dovrebbe tornare a scendere verso l’obiettivo del 2%. I banchieri osserveranno comunque se «questo temporaneo aumento possa esercitare un’ulteriore pressione al rialzo sul processo di determinazione di salari e prezzi».
Non cambia la retorica però sui prossimi passi. «Un approccio graduale e cauto all’ulteriore allentamento delle restrizioni della politica monetaria rimane appropriato», si legge nella nota. «La tempistica e il ritmo delle future riduzioni» della politica monetaria «dipenderanno dalla misura in cui le pressioni disinflazionistiche continueranno ad allentarsi. La politica monetaria non segue un percorso predefinito». (riproduzione riservata)