La Banca centrale russa ha deciso di mantenere il tasso di interesse chiave al 21% e prevede che quest’anno l’inflazione scenderà al 7-8% e al 4% nel 2026.
Nel periodo gennaio-febbraio, l’inflazione annualizzata è scesa al 9,1% (dal 12% del quarto trimestre 2024), mentre l’inflazione core è passata dal 12,1% al 10,2% grazie anche al rafforzamento del rublo.
In futuro, i rischi di inflazione sono ancora elevati ma si stima che la politica fiscale potrebbe avere un effetto disinflazionistico. La banca centrale russa pubblicherà la sintesi della discussione sui tassi il 2 aprile 2025 e terrà una nuova riunione il 25 aprile 2025.
Guardando allo stato finanziario del Paese si può dire che i tassi di interesse reali nell’ultimo periodo non sono scesi significativamente. Nonostante una certa riduzione nei tassi sui depositi, l’afflusso di risparmi è rimasto elevato e i prestiti alle imprese sono cresciuti lentamente.
«L’elevata domanda interna», ha scritto la Banca centrale, «è sostenuta dall’aumento dei redditi delle famiglie e delle spese di bilancio. Tuttavia, i dati raccolti dalle imprese indicano una crescita più moderata dell’attività economica all’inizio del 2025 rispetto al quarto trimestre del 2024. La disoccupazione è ai minimi storici e le tendenze emergenti nella dinamica dell’attività economica creano i presupposti per un graduale ritorno dell’economia a una crescita equilibrata. (riproduzione riservata)