La banca centrale dell’India ha effettuato un taglio dei tassi oltre le attese degli analisti, venerdì 6 giugno, portandoli dal 6% al 5,5%, il livello più basso da agosto 2022. Si tratta del terzo taglio consecutivo da febbraio e di un dato inferiore alla stima mediana del 5,75% indicata in un sondaggio Reuters.
Il governatore della Rbi, Sanjay Malhotra, ha spiegato che la decisione è stata presa in seguito a un notevole rallentamento dell’inflazione e a una crescita «inferiore alle aspettative, in un contesto globale difficile e incerto».
La decisione è arrivata dopo un dato sul PIil del quarto trimestre migliore del previsto, con un’espansione annua del 7,4%, rispetto al 6,7% stimato dagli economisti interpellati da Reuters. Tuttavia, la banca centrale ha mantenuto invariata la previsione di crescita per l’intero anno fiscale al 6,5%, in netto rallentamento rispetto al 9,2% dell’esercizio precedente conclusosi a marzo.
La Rbi aveva già evidenziato preoccupazioni per la crescita nelle precedenti riunioni, anche alla luce delle minacce dei dazi da parte degli Stati Uniti. La decisione arriva, come si è visto, in un contesto in cui l’inflazione in India è in fase di rallentamento. L’ultimo dato relativo ad si è attestato al 3,16%, il livello più basso dal luglio 2019.
La banca centrale ha rivisto al ribasso la previsione di inflazione per l’anno fiscale in corso, portandola dal 4% al 3,7% e Malhotra ha aggiunto che il dato potrebbe risultare anche inferiore all’obiettivo. Ha poi aggiunto che la maggior parte delle proiezioni indica un’ulteriore moderazione dei prezzi delle principali materie prime, incluso il petrolio.
Alla luce del taglio significativo dei tassi, la Rbi ha infine avvertito che lo spazio per sostenere ulteriormente la crescita tramite la politica monetaria è ora limitato, modificando quindi il proprio orientamento da «accomodante» a «neutrale». (riproduzione riservata)