La Commissione europea ha alzato le proiezioni sul Pil dell'Italia per quest'anno e il prossimo rispetto all'ultima ipotesi di febbraio, prendendo in considerazione l'utilizzo dei fondi Ue previsto dal Recovery plan. L'istituzione di Bruxelles ha rivisto in meglio la previsione di crescita del Pil dell'Italia sul 2021, stimata ora a +4,2% (+3,4% la stima a febbraio), e sul 2022, stimata ora a +4,4% (+3,5% la stima di tre mesi fa), mentre ha leggermente rivisto al ribasso quella relativa al crollo del Pil nel 2020, ora stimata a -8,9%. Quest'ultimo valore risulta in linea con quello fornito anche dal governo, che si attende invece una crescita per il 2021 (+4,5%) lievemente superiore a quella prevista da Bruxelles.
Secondo la Commissione, la campagna di vaccinazione e l'allentamento delle misure di lockdown stanno aprendo la strada a un solido rimbalzo per l'economia italiana nella seconda metà dell'anno, ma la strada resta comunque tutt’altro che semplice. L’istituzione europea, infatti, prevede che quest'anno il deficit-Pil dell'Italia risulti perfino peggiore del 9,5% a cui era schizzato nel 2020, raggiungendo un valore dell’11,7% (7,8% la stima in autunno) per poi quasi dimezzarsi al 5,8% nel 2022 (6,0% la stima in autunno).
Sempre secondo i dati resi noti da Bruxelles, si prevede un picco del rapporto debito-Pil al 159,8% nel 2021 (159,5% la stima in autunno), dopo il già elevato 155,8% del 2020. Successivamente, si dovrebbe assistere ad una lieve moderazione al 156,6% nel 2022 (159,1% la stima in autunno). "A causa del prolungato sostegno politico, il deficit e il livello del debito sono visti in ulteriore aumento nel 2021 prima di intraprendere una traiettoria di flessione nel 2022", ha commentato la Commissione. Il tasso di disoccupazione dovrebbe raggiungere il 10,2%, un valore in crescita rispetto al già elevato 9,2% del 2020 ma rivisto al ribasso dall’11,6% previsto lo scorso autunno. Nel 2022, infine, si dovrebbe assistere ad un’ulteriore limatura al 9,9% (11,1% la stima in autunno).
La Commissione europea ha previsto che l'economia dell'Italia possa tornare ai livelli pre-pandemici "verso la fine del 2022", secondo quanto riporta il capitolo sulla penisola delle previsioni di primavera. "Gli investimenti targati Ue spingeranno l'economia su un sentiero di espansione sostenuta che dovrebbe permettere all'economia di tornare ai livelli pre-pandemia entro la fine del prossimo anno", hanno ribadito da Bruxelles.
Per ciò che concerne l'economia della zona euro, secondo la Commissione si assisterà ad una ripresa solida grazie all'aumento dei tassi di vaccinazione e l'allentamento delle restrizioni legate al Covid-19. Nel dettaglio, il prodotto interno lordo nella zona euro dovrebbe crescere del 4,3% nel 2021, stima rivista al rialzo rispetto al 3,8% di febbraio. Inoltre, il tasso di espansione dovrebbe accelerare al 4,4% il prossimo anno, rispetto al 3,8% previsto in precedenza. Per quanto riguarda l'inflazione, la Commissione ha alzato le stime al 2021 dal +1,4% a +1,7%, mantenendo invariate all'1,3% quelle sul 2022.
"Anche se non siamo ancora fuori pericolo, le prospettive economiche dell'Europa sono molto più rosee", ha ammesso Valdis Dombrovskis, vicepresidente della Commissione europea. “La crescita sarà guidata dai consumi privati, dagli investimenti e dalla crescente domanda di esportazioni dell'Ue grazie a un'economia globale in rafforzamento”, ha puntualizzato la Commissione europea, che ha ribadito come l'allentamento delle restrizioni pandemiche sarà fondamentale per la ripresa economica.
Il commissario europeo all'economia, Paolo Gentiloni, ha individuato cinque spunti di riflessione cruciali a proposito di tali stime. "Il primo", ha esordito, "è che l'economia dell'Ue si prevede che cresca in modo solido quest'anno e il prossimo. La ripresa della pandemia e la necessità di rendere più rigorose le misure sanitarie hanno causato un inizio lento quest'anno, ma l'accelerazione delle vaccinazioni degli ultimi mesi potrebbero permettere un allentamento delle restrizioni nel secondo semestre, come sta già succedendo. Questo dovrebbe permettere all'economia di riprendersi". Gentiloni ha inoltre evidenziato che si tratta di previsioni migliori rispetto a quelle invernali e che "questo è dovuto a due fattori: una ripresa più forte del commercio mondiale e l'impulso che proviene in queste previsioni dall'integrazione dei primi piani nazionali di ripresa e resilienza".
Il commissario Ue ha proseguito sottolineando che "il secondo messaggio chiave è che si prevede che l'occupazione l'anno prossimo cresca e che la disoccupazione cali. Mentre i regimi di sostegni dei Governi e quelli appoggiati su Sure hanno evitato un drastico aumento della disoccupazione, i mercati del lavoro avranno bisogno di tempo per riprendersi completamente e la disoccupazione giovanile è aumentata di più rispetto a quella per la popolazione generale. Il rischio del peggioramento della povertà e dell'esclusione sociale è reale e quando presentiamo stime positive generali non dimentichiamo questo aspetto", ha aggiunto.
Il terzo spunto di riflessione è dato dalle misure di bilancio, "che hanno protetto l'economia e hanno spianato la strada per la ripresa. Le spese Ue significative saranno finanziate dalle sovvenzioni dell'Rrf. Come quarto punto, si prevede che l'inflazione raggiunga un picco quest'anno sotto la spinta di alcuni fattori transitori ma, tuttavia, dovrebbe diventare di nuovo moderata nel 2022". Infine, "il quinto messaggio è che l'incertezza attorno alle previsioni resterà elevata in generale. I rischi relativi a fattori epidemiologici ed economici vengono considerati equilibrati", ha concluso Gentiloni. (riproduzione riservata)