L’Ue tende la mano all’industria dell’acciaio. Nella notte tra lunedì e martedì il Consiglio e Parlamento Europeo hanno trovato la quadra sulle misure che proteggeranno il settore dalla sovracapacità globale.
Il nuovo regolamento limiterà le quote di acciaio esenti da dazi, che scenderanno a 18,3 milioni di tonnellate l’anno (-47%), e introdurrà una tariffa del 50% (il doppio rispetto all’attuale 25%) oltre questa soglia per scoraggiare le importazioni e favorire la produzione europea. Con i partner con cui è in vigore un accordo di libero scambio, invece, è già partita un’apposita trattativa per fissare delle quote specifiche.
La Commissione è pronta anche a rafforzare i controlli sull’origine dei prodotti siderurgici in arrivo dall’estero. E tra sei mesi ci sarà una prima revisione per decidere se estendere o meno l’applicazione delle nuove misure. La seconda sarà entro 12 mesi per valutare ulteriori aggiustamenti.
«È passata la posizione italiana grazie a un importante lavoro di squadra», festeggia il ministro delle Imprese Adolfo Urso. Soddisfatto anche il presidente di Federacciai Antonio Gozzi: «Bene l’intesa, ora serve una rapida attuazione».
Con il nuovo regolamento l’Europa è convinta di tamponare gli effetti negativi dell’eccesso d’offerta, che dovrebbe raggiungere 721 milioni di tonnellate entro il 2027, più di cinque volte il consumo annuale dell’Unione. Il fenomeno ha messo in difficoltà i produttori europei, costretti a tagliare i volumi per colpa dell’invasione di acciaio a basso prezzo in arrivo soprattutto dalla Cina, dove le imprese locali sono avvantaggiate dagli aiuti di Stato.
«Stiamo garantendo un futuro competitivo alla siderurgia europea. Ora disponiamo degli strumenti per difenderla dalla concorrenza sleale», osserva in merito la presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola. «Non possiamo permetterci di ignorare la sovracapacità globale, che sta raggiungendo livelli critici», afferma invece il commissario al Commercio Maros Sefcovic. «Questo settore è fondamentale per la forza e l’autonomia industriale dell’Ue. Con questo regolamento lo difendiamo».
A essere protetti saranno anche 2,5 milioni di dipendenti di un comparto, quello della siderurgia, che ha perso 100 mila posti di lavoro dal 2008. Le nuove misure daranno poi una spinta ai progetti di decarbonizzazione dell’Ue, specializzata nella produzione di acciaio green.
Ma prima l’accordo provvisorio dovrà essere approvato dal Parlamento Europeo e dal Consiglio: l’entrata in vigore è prevista l’1 luglio, quando scadranno le misure di salvaguardia approvate in sede Ocse e valide dal 2018. (riproduzione riservata)