Qualcosa è però cambiato anche riguardo ai settori con aspettative di crescita maggiori. Rispetto alla rilevazione precedente, cala (dal, 57,6% al 45,4%) l'aspettativa di investimento degli operatori istituzionali verso i tradizionali uffici. Al contrario, il commerciale segna un lieve incremento. In ripresa il settore alberghiero, anche in relazione alle attese dei flussi turistici attesi in Italia per l'Expo 2015: sale del 2% la quota di quanti prevedono che gli investitori istituzionali punteranno sugli hotel.
Lieve schiarita anche sul fronte dei prestiti bancari: il 25,5% circa degli intervistati riscontra infatti un migliore accesso per gli investitori istituzionali, rispetto al 16,67% del secondo quadrimestre. Cresce però anche l'attenzione alla qualità dei progetti presentati rispetto alle garanzie reali: le banche considerano importante la bontà dell'immobile, ma anche quella dei business plan.
Note di ottimismo anche verso il rendimento degli investimenti immobiliari, specie nei comparti commerciale e residenziale. Più cauto il sentiment sui ritorni dell'alberghiero, in moderata riduzione per il 29,63% degli intervistati. Attese di stabilità se non di crescita, anche per quanto concerne i capital gain: quasi il 70% degli intervistati pensa che il settore commerciale manterrà ritorni stabili e quasi il 64% si aspetta altrettanto dagli uffici. Infine i rischi. Inversione di tendenza riguardo al rischio locatario, nonostante gli operatori ancora non vedano chiusa la fase recessiva che interessa l'economia italiana ma non solo. Preoccupante solo la situazione degli immobili industriali. Ma le prospettive di miglioramento si attenuano quando il focus si sposta sul continuo e incerto procedere della normativa amministrativa e tributaria in materia immobiliare. (riproduzione riservata)