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L’oro corre verso un nuovo record. Boom dell’export del settore orafo italiano
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L’oro corre verso un nuovo record. Boom dell’export del settore orafo italiano

di Giusy Iorlano
08 ottobre 2024, 12:48 Ultimo aggiornamento: 13:38

Le esportazioni del settore orafo italiano nel primo semestre del 2024 hanno superato i 7 miliardi di euro con una crescita del 48,8% in valore (pari a oltre 2,3 miliardi), secondo l’ufficio studi di Intesa Sanpaolo. La Turchia diventa il primo mercato di sbocco. La Cina resta il primo mercato mondiale

Mesi complicati per le materie prime a causa dell’incertezza dello scenario geopolitico. Da un lato, il rallentamento in importanti economie e le difficoltà del settore manifatturiero alimentano pressioni ribassiste su metalli ed energetici. Dall’altro lato, l’avvio di un ciclo di politica monetaria espansiva e l’attesa accelerazione della crescita mondiale verso fine 2025 alimentano ottimismo sulle prospettive di medio periodo.

In questo scenario l’oro, per gli analisti, registra il migliore dei mondi possibili. Nelle prossime settimane potrebbe registrare un nuovo record verso 3.000 dollari l’oncia (+0,06% a 2.667 dollari l’oncia l’8 ottobre) con un prezzo medio a 2.595 dollari nel quarto trimestre 2024 «perché riteniamo probabile che verso fine anno possano verificarsi prese di profitto, che potrebbero rappresentare una buona occasione di ingresso per investitori di lungo periodo», si legge nell’ultimo report dell’ufficio studi di Intesa Sanpaolo sulle commodities

Il settore orafo italiano nel primo semestre 2024

Nel primo semestre le esportazioni del settore orafo italiano hanno superato 7 miliardi di euro con una crescita del 48,8% in valore (pari a oltre 2,3 miliardi) e del 37,0% in quantità, pur in presenza di una domanda mondiale di gioielli in oro in calo del 10,2%. Buona parte della crescita è legata al balzo delle vendite verso la Turchia, passate da 368 milioni di euro a 2,7 miliardi di euro, che diventa il primo mercato di sbocco.

In particolare, il fenomeno della forte accelerazione delle vendite verso questo mercato ha interessato i territori distrettuali con una rilevanza diversa: ad Arezzo si è passati da 280 milioni a 2,4 miliardi (+748%), mentre nonostante il valore sia più che raddoppiato anche a Vicenza (+138%) gli importi restano su valori più contenuti (150 milioni di euro), così come a Valenza dove la crescita è stata del 12% con un valore complessivo nel primo semestre di 4 milioni di euro.

Si segnala anche il rafforzamento negli Emirati Arabi Uniti (+12,4%), mentre si riducono del 4,1% le esportazioni verso gli Stati Uniti penalizzate dall’andamento del secondo trimestre (-8,9%). Si consolida così il ruolo del settore orafo italiano nel contesto europeo: l’Italia copre infatti il 56% delle esportazioni dell’area Ue 27.

La Cina resta il primo mercato mondiale

Nei primi sei mesi del 2024, la domanda mondiale di gioielli in oro si è attestata a 870 tonnellate con un calo complessivo del 10,2%, frutto di un primo trimestre di poco sotto il 2023 (-2,0%) e un secondo trimestre con un calo più severo (-18,5%), a fronte di un prezzo dell’oro espresso in euro/oncia che è cresciuto nel semestre del 14,1%. La Cina resta il primo mercato per domanda nonostante nel periodo gennaio-giugno abbia subito un calo del 17,4% (se si considerano anche Hong Kong e Taiwan la variazione sarebbe del -17,0%).

Con oltre 200 tonnellate, l’India si colloca al secondo posto per rilevanza e ha registrato nel semestre un calo dell’8,4%, penalizzato in particolare dal periodo aprile-giugno dove la riduzione si è attestata al 17,1%. Riduzione che ha interessato anche il Medio Oriente, con un calo del 7% del primo semestre legato all’aumento del prezzo dell’oro che ha raggiunto nuovi massimi. Negli Stati Uniti il calo è stato del 3,6%, frutto anche della normalizzazione della domanda con un valore pari a 57 tonnellate che risulta nettamente superiore a quanto monitorato prima della pandemia (la media del primo semestre tra 2010 e 2019 era pari a 47 tonnellate). (riproduzione riservata)



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