???L’Italia guida l’Europa per livelli di stoccaggio del gas e ha raggiunto con due mesi di anticipo il target di riempimento fissato da Bruxelles. Una performance che rafforza la posizione del Paese davanti alla Germania, che pure dispone di una capacità strutturalmente più ampia.
Al 21 dicembre, i depositi italiani risultano pieni al 77,3%, pari a 157,2 TWh contro i 163,7 TWh dello stesso periodo del 2024, secondo i dati di Gie, l’associazione europea dei gestori delle reti. In Germania le scorte raggiungono invece il 61,1% (153,45 TWh), a fronte dei 207,94 TWh dell’anno precedente. L’indice di riempimento dei depositi dell’Ue si attesta al 66,9% (764,3 TWh), rispetto agli 871 TWh dello scorso anno.
Il risultato italiano assume un rilievo particolare se si guarda al punto di partenza: al 31 marzo, giorno di avvio della stagione di iniezione, i depositi erano pieni solo al 42% (contro il 58,4% registrato nello stesso periodo dell’anno precedente). Per raggiungere il livello del 90%, l’Italia ha iniettato circa 9,4 miliardi di metri cubi di gas in cinque mesi.
Un’accelerazione resa possibile anche dal contributo del governo e di Arera, insieme al rafforzamento degli asset di stoccaggio da parte di Snam, che ha introdotto meccanismi di incentivazione al riempimento a favore degli operatori di mercato. In particolare, è stato riconosciuto il differenziale di prezzo, se negativo, tra il gas acquistato nella stagione estiva e quello venduto in inverno, riducendo il rischio per gli operatori e favorendo le iniezioni.
Sul fronte dei prezzi, le temperature finora più miti della media hanno contribuito a mantenere le quotazioni del metano sui minimi dell’anno. Ad Amsterdam il future Ttf, martedì 23 dicembre, perde lo 0,188% a quota 27,6 euro per megawattora.
A incidere anche la flessione dei consumi industriali in vista delle festività natalizie e la regolarità delle consegne di Gnl, il gas naturale liquefatto trasportato via nave, favorite da una domanda più contenuta in Asia. A pieno regime anche le forniture dalla Norvegia. Rimane però l’incognita meteo per il Nord Europa. A fine anno sono previste temperature sotto lo zero a Parigi, Londra e Berlino, anche se gli esperti segnalano una certa volatilità nei modelli climatici.
Lo scenario della domanda mostra comunque segnali di risveglio. In Italia i consumi di gas nel 2025, fra gennaio e novembre sono aumentati di quasi il 3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, in linea con la crescita della domanda globale attesa per l’intero anno, secondo il Global Gas Report 2025.
A trainare è soprattutto il settore termoelettrico, con un incremento di circa il 3%. La domanda di gas risulta in aumento (+2%) anche nel periodo cumulato gennaio-novembre nei sei principali mercati europei – Italia, Germania, Francia, Spagna, Paesi Bassi e Regno Unito – con una dinamica più marcata proprio in Germania, Spagna e Italia. (riproduzione riservata)