skin track
L'Istat peggiora la stima sul pil italiano 2020 e 2021
Analisi Leggi dopo

L'Istat peggiora la stima sul pil italiano 2020 e 2021

di Marco Vignali
03 dicembre 2020, 13:40

Gli aggiornamenti hanno determinato un peggioramento 0,6 punti per entrambi i dati del biennio con una contrazione dell’8,9% (-8,3% il precedente) nel 2020 e una crescita del 4% (+4,6% il precedente) nel 2021. Una ripresa, dunque, più faticosa del previsto. E sulle stime pesa l'incognita consumi di Natale

Come per i principali partner europei, anche per l'Italia quest'anno il pil italiano segnerà una marcata contrazione, pari all'8,9% (-8,3% la stima precedente), con una ripresa parziale solo a partire dal 2021, per cui la stima di crescita del prodotto interno lordo è pari al 4% (+4,6% la stima precedente). È quanto ha reso noto stamani l’Istat, sottolineando che nel corso del 2020 "la caduta del pil sarà determinata prevalentemente dalla domanda interna al netto delle scorte, a -7,5 punti percentuali, con anche gli apporti della domanda estera netta e della variazione delle scorte negativi, rispettivamente a -1,2 e -0,2 punti percentuali".

Mentre, secondo il governo, il pil quest'anno subirà una contrazione del 9% per poi crescere del 6% il prossimo anno. Bruxelles è più pessimista: vede una flessione del 9,9% quest'anno e una ripresa pari al 4,1% il successivo. Sempre nel 2020, il tasso di disoccupazione, secondo l'Istat, dovrebbe diminuire al 9,4%, per poi tornare a crescere nel 2021, arrivando ad un valore dell'11%. Gli aggiornamenti di oggi hanno determinato una revisione al ribasso delle previsioni per il pil pari a 0,6 punti percentuali tanto per il 2020 quanto per il 2021, con i precedenti dati che stimavano una contrazione dell'8,3% per l'anno corrente ed una crescita del 4,6% nei prossimi dodici mesi.

"Nel 2021", ha evidenziato l'istituto di statistica, "il contributo della domanda interna dovrebbe tornare positivo a +3,8 punti, così come quello della domanda estera netta, previsto di +0,3 punti, mentre le scorte fornirebbero un marginale contributo negativo di -0,1 punti". Rispetto al quadro diffuso a giugno, "le previsioni attuali tengono conto delle revisioni dei conti economici nazionali per il biennio 2018-2019 diffuse a settembre. Per il 2019, le nuove stime hanno portato a una revisione al rialzo degli investimenti, da +1,4% a +1,6%, e dei consumi nazionali, da +0,2% a +0,3%, mentre sono state riviste al ribasso le stime per le esportazioni, da 1,2% a 1,0%, e le importazioni, da -0,4% a -0,6%", ha spiegato l'Istat.

Al tradizionale aggiornamento dei dati di contabilità nazionale si aggiungono le revisioni delle componenti esogene del modello sia per il 2020 che per il 2021. Rispetto alle ipotesi di sei mesi fa, sono state riviste al rialzo le previsioni sul prezzo del petrolio per il 2020, da 33,7 a 41 dollari a barile, e sul tasso di cambio, da 1,09 a 1,14 nel 2020 e 1,18 nel 2021, mentre una attenuazione della caduta ha caratterizzato il commercio mondiale, passato nel 2020 da -11% a -10,2%.

L'attuale quadro risulta fortemente condizionato dall'evoluzione dell'emergenza sanitaria e dalla disponibilità e dalla tempistica di somministrazione del vaccino. Allo stesso tempo, la definizione delle misure legate al Recovery and Resilience Facility Program potrebbe rappresentare un ulteriore e robusto stimolo agli investimenti.

Nel biennio di previsione, l'evoluzione in termini reali della spesa delle famiglie e delle Istituzioni sociali private e quella degli investimenti registrerebbero una forte contrazione nell'anno corrente, rispettivamente del -10% e del -10,1% nel 2020, con un incremento del 4,5% e del 6,2% nel 2021. La spesa delle Amministrazioni pubbliche aumenterebbe con intensità differenziate nei due anni, con una variazione positiva del 2% e dello 0,1%.

L'andamento del deflatore della spesa delle famiglie residenti è atteso rimanere stabile nell'anno corrente per poi mostrare una moderata crescita nel 2021 (+0,6%). "L'attuale quadro previsivo - dice l'Istat - risulta fortemente condizionato dall'evoluzione dell'emergenza sanitaria e dalla disponibilità e dalla tempistica di somministrazione del vaccino". Allo stesso tempo la definizione delle misure legate al Recovery and Resilience facility program potrebbero rappresentare un ulteriore e robusto stimolo agli investimenti.

Per quanto riguarda il mercato del lavoro, l'andamento dell'evoluzione dell'input di lavoro, misurato in termini di Ula, seguirebbe quello del Pil, con un'ampia riduzione stimata al 10% nel 2020 e una ripresa parziale nel 2021, con una crescita prevista del 3,6%. A ottobre, il numero di occupati è risultato lievemente inferiore rispetto al mese precedente, con un calo dello 0,1%, pari a 13mila unità, mentre nella media agosto-ottobre si è registrato un aumento congiunturale dello 0,5%, ovvero circa 115mila unità. Tuttavia, a ottobre, il numero degli occupati risulta "significativamente inferiore" a quello di gennaio, con circa 400mila unità in meno. Nel contempo, alla riduzione dell'occupazione non è corrisposto, nello stesso periodo, un aumento della disoccupazione, che evidenzia un aumento circa di 20mila unità rispetto a gennaio, quanto piuttosto un aumento dell'inattività, con circa 250mila unità in più.

"L'andamento del mercato del lavoro risentirebbe del processo di ricomposizione tra disoccupati e inattivi oltre che della progressiva normalizzazione dei provvedimenti a sostegno dell'occupazione", si legge nella nota dell'istituto di statistica, "ed è stato fortemente influenzato dai provvedimenti di parziale chiusura delle attività produttive, dall'adozione dello smart working, dalle misure di limitazione dei comportamenti sociali e dalle politiche realizzate a sostegno dell'occupazione, rendendo difficili le comparazioni internazionali".

La novità è la forte riduzione delle previsioni di crescita per il 2021: dal 6% previsto dal governo nella Nadef, si passa al 4%. "Una ripresa, dunque,
più faticosa del previsto e che sarà legata al miglioramento delle aspettative con l'arrivo dei vaccini", ha commentato l'Ufficio economico di Confesercenti, osservando che i consumi delle famiglie vanno verso un vero e proprio crollo: - 10% quest'anno e una ripresa (+4,5%) il prossimo che seguirà da vicino la traiettoria del pil: "non eclatante rispetto alle attese".

Per quest'anno si tratta di circa 100 miliardi in meno di consumi, che sono tornati ai livelli del 2014. Dal lato dell'offerta, i recenti conti economici trimestrali hanno indicato come il valore aggiunto del comparto "Commercio, trasporto, alloggio" segni una caduta del 16,2%, maggiore che in tutti gli altri comparti produttivi. In termini assoluti, la perdita dei primi nove mesi dell'anno è ammontata a 39,8 miliardi, ossia a due volte l'aumento che era stato conseguito nell'intero quinquennio 2015-19.

A risentirne, inevitabilmente, sono stati i redditi da lavoro del settore, diminuiti nei primi nove mesi di 15,1 miliardi. In sostanza, il 41% della riduzione segnata dal totale dei redditi generati dall'economia italiana ha avuto luogo nel solo Commercio, nonostante il settore pesi solo il 25% sull'occupazione complessiva. D'altronde, a metà anno, le unità di lavoro del comparto risultavano in diminuzione del 21,2%.

"Condizioni queste che, purtroppo, si aggraveranno con le nuove misure di restrizione che hanno bloccato la flebile ripresa intercettata nel corso dell'estate, con grave pregiudizio sulle prospettive di vendita nel periodo natalizio. Tutto questo mentre, secondo l'Istituto di statistica, la pressione fiscale risulta aver raggiunto a metà anno il 40,3%, in aumento di un punto rispetto al 2019. Così si rischia di mandare in fumo circa 18 miliardi di consumi natalizi", ha avvertito Confesercenti, "tra i quali il turismo pagherebbe il conto più salato insieme al commercio, stretto dalla forte concorrenza dell'online. I ristori vanno bene per tamponare le falle dell'emergenza, interventi di sviluppo sono necessari per una robusta crescita dell'intera economia del Paese". Anche Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori, ha osservato che "tutto dipende dal nuovo Dpcm e da come andranno i consumi di Natale e il fatturato delle aziende in quest'ultimo mese strategico per molti settori, dal turismo al commercio. Un'incognita non da poco". (riproduzione riservata)



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

SITO + MF GPT LIGHT

89,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT

229,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Borsa in tempo reale
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

QUOTIDIANO DIGITALE + SITO + MF GPT*

328,00 € per 1 anno

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Magazine (Gentleman, Capital, Class, MFF/MFL)
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Pubblicità non invasiva
  • Newsletter, webinar e analisi esclusive per investire al meglio
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • MF GPT Risposte basate su fonti certificate 'Class Editori'
  • MF GPT Notizie e tendenze dei mercati
  • MF GPT Analisi di società e settori
  • MF GPT Grafici interattivi
  • MF GPT Report e notifiche personalizzate
  • MF GPT Archivio di Milano Finanza