Spegne 100 candeline l’intelligence italiana. «Il tempo è passato e la realtà è completamente mutata: sono cambiati gli strumenti, le minacce, le sfide. Ma di fatto la missione dell’intelligence è rimasta la stessa, ossia proteggere la repubblica, difendere i suoi interessi vitali. garantire la libertà e la sicurezza dei cittadini nel rispetto della costituzione e della legge». Lo ha voluto sottolineare il Direttore generale del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, Vittorio Rizzi, alla cerimonia per i 100 anni dei Servizi di intelligence italiani.
Tutto è iniziato nel 1925, con un decreto regio che ha istituito il primo Servizio di intelligence nazionale, il Servizio Informazioni Militare (Sim) per unificare le strutture informative di alcune Forze Armate - Esercito, Marina e Aeronautica - e porre le basi per la costruzione di un sistema informativo coordinato a tutela della sicurezza dello Stato. L’ultima riforma che è alla base dell’attuale Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica risale al 2007 istituendo la nascita del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (Dis), con funzioni di coordinamento, e delle Agenzie Aise (per la sicurezza esterna) e Aisi (per la sicurezza interna) ad assicurare, grazie a una fisionomia moderna, un sistema civile, democratico, coordinato e trasparente in cui operare in sinergia per un obiettivo comune: proteggere gli interessi del Paese nel rispetto dei valori costituzionali.
Per celebrare questo secolo di storia e di servizio al Paese sono stati presentati un francobollo appartenente alla serie tematica «Eccellenze del sistema produttivo e del Made in Italy», emesso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy in collaborazione con Poste italiane, e una moneta commemorativa da 5 euro in argento, finitura Proof, emessa dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e realizzata dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. (riproduzione riservata)