L’inflazione continua a scendere nell’Eurozona, appoggiando così i piani di politica monetaria della Banca Centrale Europea. L’indice dei prezzi al consumo nell’area dell’euro è calato al 2,2% nel mese di agosto, secondo i dati preliminari forniti dall’Eurostat. L’indice è in netta flessione rispetto al 2,6% di luglio e in linea con le attese degli analisti. Dopo gli aumenti del 2022 causati dalla fiammata dei prezzi dell’energia, in seguito allo scoppio della guerra in Ucraina, e il ciclo di rialzi dei tassi attuato da Francoforte per combattere il carovita, adesso la stima si avvicina definitivamente al target del 2% indicato dalla Bce.
Guardando alle principali componenti dell’Inflazione nel blocco a 22 membri, sono ancora i servizi ad aver registrato il tasso annuo più alto ad agosto (4,2%, rispetto al 4% di luglio), seguiti da alimentari, alcol e tabacco (2,4%, rispetto al 2,3% di luglio), mentre l’energia ha segnato -3%, rispetto all’1,2% di luglio. Resta stabile il dato sull’inflazione core, al netto dei prezzi più volatili di cibo ed energia, che ad agosto si attesta al 2,8% come a luglio.
«I dati recenti restano coerenti con le prospettive di base che prevedono che l’inflazione scenda in modo sostenibile verso il nostro obiettivo del 2% entro la fine del 2025», ha commentato venerdì 30 agosto Isabel Schnabel, membro del consiglio direttivo della Bce, in una conferenza a Tallinn (Estonia). «Insieme ai segnali di un potenziale rallentamento dello slancio economico in altre parti del mondo, si riduce il rischio che un’ulteriore riduzione moderata e graduale della politica monetaria restrittiva possa far deragliare il percorso che riconduce alla stabilità dei prezzi», ha aggiunto. «Dato che il percorso di un ritorno alla stabilità dei prezzi si basa su una serie di ipotesi critiche», ha inoltre sottolineato Schnabel, «la politica monetaria dovrebbe procedere gradualmente e con cautela» e il ritmo dell'allentamento «non può essere meccanico ma deve basarsi su dati e analisi».
Così come negli altri Paesi europei, anche in Italia l’inflazione rallenta. Secondo la stima dell’Istat nel mese di agosto l’indice dei prezzi al consumo è sceso all’1,1% rispetto all’1,3% di luglio. Il lieve rallentamento del tasso d’inflazione, spiega l’Istat, riflette in primo luogo l’ampliarsi della flessione su base tendenziale dei prezzi dei beni energetici non regolamentati (da -6,0% a -8,6%) e dei beni durevoli (da -1,2% a -1,8%). Un sostegno alla dinamica dell’indice generale si deve invece all’accelerazione dei prezzi dei beni energetici regolamentati (da +11,7% a +14%). I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona (il cosiddetto carrello della spesa) accelerano ad agosto su base tendenziale da +0,7% a +0,9%. Infine nel mese di agosto l’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, sale al 2% dall’1,9% di luglio. (riproduzione riservata)