L’inchiesta sulla gestione dell’urbanistica che ha portato la Procura di Milano a chiedere sei arresti, tra cui quello di Giancarlo Tancredi, assessore alla Rigenerazione Urbana del Comune, scuote la politica.
Fratelli d’Italia e Lega, all’opposizione in Comune, hanno chiesto le dimissioni della giunta guidata da Giuseppe Sala (Pd) e a stretto è giro è arrivato anche l’affondo del leader del M5S Giuseppe Conte, alleato del Pd al livello nazionale, che chiede alla magistratura di fare il suo corso e a chi ha la «responsabilità politica» di trarre le conseguenze da quello che è accaduto.
«Quando si tratta di legalità e di etica pubblica non voltiamo la testa dall’altra parte e non guardiamo in faccia a nessuno. Non si può creare una logica di due pesi e due misure. A Milano abbiamo detto che per quanto riguarda i progetti sull’edilizia c’era opacità, c’era una situazione torbida che ora sta venendo fuori, quindi nessuno si deve sorprendere», afferma Conte, a proposito dell’inchiesta di Milano.
«Noi sul 'salva Milano' abbiamo fatto una battaglia per dire che non si può gestire una città consentendo a speculatori ed affaristi di arricchire le proprie tasche a scapito dell’ambiente e del benessere di tutti. Lasciamo che la magistratura faccia il suo corso, ma attendiamo che chi ha la responsabilità politica tragga le conseguenze», aggiunge.
Il vicepremier Antonio Tajani si mostra garantista. «Sono dell’idea che bisogna essere garantisti sempre, non solo quando le cose riguardano casa tua. La riforma della giustizia la stiamo facendo proprio per questo», sottolinea Tajani al suo arrivo a Ciampino, dopo la missione in Usa. «Le valutazioni politiche sono un’altra cosa e a Milano bisogna cambiare», aggiunge.
Il vicepremier e ministro Matteo Salvini ha espresso «sconcerto e profonda preoccupazione» in merito alle notizie emerse sull’inchiesta urbanistica a Milano. Pur auspicando che la magistratura faccia piena chiarezza in tempi brevi sugli aspetti giudiziari, Salvini si dice particolarmente allarmato per «la gestione dell’amministrazione comunale, che da troppo tempo sta ostacolando lo sviluppo della città». Lo rende noto la Lega in un comunicato.
Anche la Lega si mostra garantista. «Le notizie sull’allargamento dell’inchiesta sull’urbanistica, che ora coinvolge pienamente la giunta Sala, sono preoccupanti. Siamo garantisti, ci auguriamo che tutto venga chiarito e non intendiamo alimentare processi mediatici. Resta però un fatto politico: il sindaco Sala deve spiegare cosa accadeva in Comune. Le domande sono: negli uffici va ogni tanto? Vede che succede? O fa il sindaco solo sui social?», afferma Silvia Sardone, vicesegretario della Lega e consigliere comunale.
Aggiunge che «è evidente da anni che il settore urbanistico è paralizzato, l’immobilismo della giunta è disarmante, e i progetti di sviluppo a Milano sono ormai svaniti. Non sono solo le inchieste a limitare il futuro della città, ma l’incapacità sempre più evidente di questa amministrazione: basti guardare il caos sullo stadio di San Siro, con anni persi e una gestione indecente o la riqualificazione di Piazzale Loreto, bloccata all’improvviso. La sensazione è che questa giunta sia arrivata al capolinea, che la sinistra non abbia una visione di rilancio e che Milano meriti finalmente una svolta».
«Ormai questa giunta non è in grado di lavorare con la giusta serenità, pertanto le dimissioni sono l’unica opzione seria percorribile in questo momento. Tutto ciò è il seguito delle gravi e e pesanti indagini dell’ultimo anno in ambito urbanistico a Milano», afferma Riccardo Truppo, capogruppo di Fratelli d’Italia a Palazzo Marino a Milano.
Truppo sottolinea che «è evidente che un’amministrazione seria valuterebbe a questo punto delle immediate dimissioni al fine di permettere alla prossima amministrazione di tentare di sciogliere tutti i nodi che sempre più si sono stretti in tanti ambiti vitali della città. È incredibile che in un settore che vale oltre 1 miliardo di euro al mese, come quello delle costruzioni, dello sviluppo immobiliare e dell’indotto, si debba assistere ad un totale fermo che sta producendo danni irreparabili con la fuga di investitori e dell’economia che conta». (riproduzione riservata)